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Portare ai tropici il tuo bambino: a che età è possibile?

Quali consigli dare ai genitori che desiderano viaggiare con i(l) loro bambini(o)? Il Dottor André Paugam, specialista nel reparto di parassitologia e micologia dell'ospedale Cochin di Parigi, fa il punto in occasione degli Entretiens de Bichat.

Vacanze tropicali con i bimbi
© Getty Images

Quali sono le destinazioni da evitare?

Dott. André Paugam:I paesi tropicali in cui il livello di igiene è basso, le strutture sanitarie limitate e i rischi infettivi gravi, come quello di contrarre la febbre gialla, la meningite, il paludismo, la febbre dengue. Come nel caso delle donne in gravidanza alcuni antibiotici, soprattutto quelli utilizzati per il trattamento delle diarree batteriche, non possono essere somministrati ai bambini piccoli.

Non va dimenticato che, a causa del grave rischio di disidratazione, la diarrea nel neonato richiede una visita medica urgente e che la presenza di vomito, frequente nel bambino in caso di disturbi digestivi, può rendere necessario il ricovero per effettuare una reidratazione per via endovenosa e la somministrazione di antibiotici iniettabili: per questo è importante conoscere bene le infrastrutture sanitarie del paese visitato.  

Quali vaccini può assumere un bambino piccolo per poter viaggiare nei paesi tropicali?

Dott. André Paugam: Il bambino deve aver ricevuto tutte le vaccinazioni previste dal calendario sanitario ed è importante assicurarsi che sia ben vaccinato contro la rosolia e la tubercolosi, i cui rischi di trasmissione sono molto elevati nelle zone tropicali.

Oltre al vaccino contro l'epatite B e contro la tubercolosi, che possono essere somministrati fin dalla nascita, i vaccini raccomandati in caso di viaggi ai tropici possono essere effettuati solo a partire da determinate età: 2 mesi per il vaccino contro la diarrea da rotavirus, il vaccino contro l'encefalite giapponese e quello contro la meningite C, 6 mesi per il vaccino contro le meningiti A e C, 1 anno per il vaccino contro l'epatite A e le meningiti  A+C+W135 e 2 anni per quello contro la febbre tifoide e le meningiti di tipo A e C. Per acquisire l'immunità, la somministrazione di questi vaccini deve essere effettuata almeno 15 giorni prima di partire. 

Una volta sul posto, a cosa bisogna stare attenti per quanto riguarda il piccolo?

Dott. André Paugam: Bisogna essere a conoscenza delle specifiche caratteristiche dei bambini, in particolare la minore adattabilità termica alle temperature elevate rispetto agli adulti: alle temperature tropicali esiste il rischio disidratazione, che diventa molto più elevato in caso di febbre, vomito e diarrea. Il "colpo di calore" è particolarmente pericoloso e si manifesta con febbre che insorge in caso di lunga esposizione al sole o di attività fisica prolungata, ad esempio una lunga camminata. Il colpo di calore rappresenta un'urgenza che mette in pericolo la vita del bambino. La febbre si accompagna a un estremo affaticamento, complicato da alterazioni della coscienza, delirio, fino ad arrivare la coma.  

Insisto spesso sul fatto che la diarrea del turista è un fenomeno più o meno “normale” a seconda del grado di igiene del paese visitato. Lavarsi le mani è un gesto essenziale di prevenzione, prima dei pasti e dopo essere andati in bagno, sia per gli adulti che preparano i pasti sia per i bambini. 

Ci sono altri elementi a cui i genitori pensano meno ma che rappresentano un potenziale pericolo?

Dott. André Paugam: L'incidente è uno dei pericoli principali, perché il bambino si trova in un ambiente non sicuro: esiste il rischio di annegamento in caso di nuotate non sorvegliate, traumi in casi di trasporto in veicoli non dotati di seggiolino o senza cintura di sicurezza posteriore, oppure incidenti domestici, soprattutto in abitazioni prive delle norme di sicurezza. Possono accadere cadute da balconi, finestre o scale, ustioni, folgorazioni, intossicazioni in seguito all'ingestione di prodotti domestici.

Leggi anche: Gli incidenti domestici: oggetti pericolosi e precauzioni

Il bambino è inoltre particolarmente esposto ai morsi di animali, dato che tende a cercare il contatto con cani, gatti, scimmie ecc. In molti paesi tropicali (Africa, Asia, America del Sud) è diffusa la rabbia e raramente gli animali da compagnia sono vaccinati. In caso di soggiorno prolungato, si raccomanda la vaccinazione contro questa malattia, che consiste in tre iniezioni da effettuare almeno un mese prima della partenza e che può essere somministrata a partire da quando il bambino inizia a camminare. 

Cosa non può mancare in valigia?

Dott. André Paugam: È fondamentale accertarsi che i bambini bevano a sufficienza durante la giornata, avere sempre con sé delle soluzioni reidratanti per i più piccoli e vestire i più grandi con abiti leggeri; evitare assolutamente i tessuti sintetici e optare per il cotone; cambiare spesso la biancheria intima in presenza di calore intenso.

Per concludere, direi che è sconsigliabile portare in un paese tropicale un bambino di età inferiore ai 2 anni.

AFP/Relaxnews

Fonti:

Entretiens de Bichat 2014

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31/07/2015

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