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Il co-sleeping: che cos’è?

In passato, si pensava che se il bimbo fosse stato abituato a dormire nel lettone con mamma e papà avrebbe manifestato col crescere dei disagi comportamentali e relazionali dovuti a una condizione psicologica particolare, generata dal condividere il sonno con i genitori. Oggi le convinzioni sono cambiate e una ricerca ha dimostrato il contrario. Scopri quali sono le conseguenze psicologiche, se ci sono, del co-sleeping.

Cos'è il co-sleeping?
© Getty Images

Co-sleeping e bed-sharing: che cosa sono?

Il termine inglese co-sleeping indica l’atto del dormire insieme: in ambito psicologico e infantile si riferisce all’usanza di far dormire nel lettone di mamma e papà il loro piccolo, per i motivi più diversi. Nel secolo scorso, e in molti altri prima, l’abitudine di condividere il letto (il bed-sharing) aveva una base semplicemente economica: non era da tutti potersi permettere più di un letto, più di un paio di lenzuola o semplicemente più di una stanza. Si dormiva insieme e nessuno si poneva dei dubbi circa il significato o le conseguenze psicologiche di tale gesto. La principale motivazione che oggi spinge i neo genitori ad accogliere il proprio figlio tra le lenzuola è la capacità di questo gesto di calmarlo. Infatti, l’odore di mamma e papà e la sensazione di protezione scaturita dalla situazione, inducono il piccolo a smettere di piangere o di agitarsi, aiutandolo ad addormentarsi quasi all’istante. Tale aspetto affettivo del gesto è, da anni, contestato da psicologi e medici, che accusano il co-sleeping di minare la stabilità mentale del bambino, che non riesce a rendersi indipendente senza l’appoggio di mamma e papà, e quella della coppia, privata della privacy necessaria ad una relazione stabile.

Il nuovo significato del co-sleeping

Una ricerca condotta dalla Stony Brook University di New York ha dimostrato che il co-sleeping non ha alcuna conseguenza psicologica sul bambino: il fatto di dormire nel lettone con mamma e papà, e sentirsi coccolato dalle loro carezze e dal loro odore, non inciderebbe affatto sullo sviluppo psicologico e relazionale del piccolo, contrariamente alle teorie elaborate negli ultimi anni. Lo studio ha tenuto in osservazione quasi mille coppie che erano solite praticare il bed-sharing con i propri figli, dimostrando che i pargoli non accusavano alcun disagio in nessun aspetto della loro vita. inoltre, lo sviluppo cognitivo non aveva subìto alterazioni e, a livello sociale, relazionale e comportamentale, erano alla stregua dei loro compagni che erano soliti invece dormire soli. Inoltre, il co-sleeping faciliterebbe l’instaurarsi dell’armonia tra madre e figlio e favorirebbe la produzione di latte, in controtendenza con le abitudini degli statunitensi. In questi paese la percentuale di bambini che viene accolta (anche saltuariamente) nel lettone è la più bassa del mondo. La celebre psicologa Margot Sunderland – direttrice del Centro per la salute mentale dei bambini di Londra – afferma che un comportamento del genere scatena nei piccoli la produzione dell’ormone dello stress e renderebbe i bambini più irritabili e infelici. Il bambino vive il divieto di stare nel lettone non come un naturale comportamento cui assoggettarsi ma come un atto di rifiuto nei suoi confronti.

Opinioni divergenti sul co-sleeping

Dormire insieme: si può o non si può? La risposta è ancora incerta, viste le numerose teorie che mostrano benefici e controindicazioni di tale comportamento. Molti sono gli psicologi che tendono a demonizzare tale abitudine, così come sono molte le ricerche e i risultati che mostrano la rinnovata utilità del co-sleeping. Una cosa è certa, l’importante è instaurare un equilibrio e un’armonia in famiglia, aldilà del luogo in cui si dorme. Il resto viene da sé e valutare se è il caso di dormire col proprio piccolo o preferire un’intimità (legittima) col proprio partner è a discrezione dei genitori, perché non è il luogo in cui si dorme a decidere come educare un bambino ma l’insieme di regole, comportamenti e abitudini che gli verranno insegnante nel corso della vita.

Se lo ritenente giusto, dividete il letto e dormite col vostro bambino ma soprattutto non dimenticate mai di ascoltare il vostro istinto.

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23/02/2012

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