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Il kit di primo soccorso per i bambini

Con il termine “bebè” si indica contemporaneamente il neonato fino ai 28 giorni e il lattante dal 29° giorno fino ai 2 anni di età. Durante questi primi due anni, il peso, l’altezza, la consapevolezza e l’autonomia del piccolo evolvono a una velocità folgorante. Con Doctissimo, la cassetta di primo soccorso del bebè anticipa questa crescita per affrontare qualsiasi evenienza!

Il primo soccorso del bambino
© Getty Images

Cosa mettere nel kit di primo soccorso?

Tenere una piccola farmacia per neonati sempre pronta a rispondere alle tue esigenze ha bisogno di ordine e metodo, ma non preoccuparti, non è niente di particolarmente complicato. Deve essere sempre collocata nello stesso posto, fuori dalla portata dei bambini. All’interno, l’elenco di ciò che contiene e delle date di scadenza deve essere sistematicamente verificato e aggiornato. Dopo averla utilizzata, gli strumenti e i prodotti vanno puliti, sistemati o sostituiti. I prodotti scaduti devono essere man mano buttati via e sostituiti. Cosa deve esserci in questa farmacia per prendersi cura del bebè ed essere sempre attrezzati per le emergenze? In che modo servirsene? Facciamo il punto.

Nella cassetta di primo soccorso per neonati devono esserci:

• Il libretto pediatrico

• Una lista di ciò che contiene e delle date di scadenza dei farmaci

• Una scatola di strumenti utili

Per misurare la febbre, soffiare il naso, fare un bendaggio, devi avere:

• Il termometro rettale elettronico con punta flessibile e tondeggiante, anche se meno pratico, è “da preferire al termometro auricolare perché il neonato ha spesso le orecchie tappate dal cerume e questo impedisce di prendere la temperatura esatta”, consiglia il dott. Christophe Batard, pediatra.

• Un aspiratore nasale per neonati in caso di raffreddore.

• Un paio di forbicine arrotondate per le unghie, o per fare un bendaggio con una compressa di garza e cerotto.

Esplorando il mondo, il bambino può toccare un ramoscello pungente o il mini cactus del salone, o addirittura incontrare una zecca durante una passeggiata in estate, perciò aggiungeremo:

• Una pinza per schegge (oppure un piccolo ago da cucito e una pinzetta per sopracciglia), un accendino (per bruciare e disinfettare la punta della pinza o dell’ago) e una piccola lente d’ingrandimento per togliere una spina o una scheggia.

• Un gancio togli-zecche per rimuovere le zecche in modo sicuro.

Dopo l’utilizzo, pulire gli strumenti con acqua e sapone e poi disinfettare con alcol a 60°.

Il kit di primo soccorso: i farmaci

I farmaci sono molecole non banali che possono avere effetti secondari. Il medico li prescrive solo dopo aver esaminato il bambino. Attenzione dunque a rispettarne le indicazioni: dosaggio, tempi di somministrazione e durata del trattamento (bisogna continuare a darglieli anche se il bambino sta meglio prima della fine del trattamento prescritto). Non dare farmaci che necessitano di prescrizione, se non dopo aver chiesto il parere del medico, anche se ne restano nella cassetta di primo soccorso.

I farmaci di prevenzione. La vitamina K1 previene la malattia emorragica del neonato con una fiala 1 volta a settimana per i primi 2 o 3 mesi, se l’allattamento materno è esclusivo. La vitamina D previene il rachitismo favorendo l’assorbimento di calcio e la sua integrazione nelle ossa: 1 dose al giorno tutti i giorni fino ai 18 mesi. Dopo i 18 mesi, poiché la sintesi della vitamina D da parte dell’organismo ha bisogno del sole, si farà una pausa con fialette da 100.000 UI di vitamina D da bere 3 volte l’anno, a settembre, dicembre e aprile, cioè durante i mesi con più luce solare.

I rimedi in caso di dolore, fastidio, febbre, dentini che spuntano, diarrea, vomito, disidratazione, cadute, ecc.

• Febbre, dolori, fastidi: paracetamolo in sciroppo con dosi in rapporto al peso (una dose in rapporto al peso ogni 6 ore).

• Primi dentini: anello di dentizione (da raffreddare prima in frigo per una maggiore efficacia) e gel calmante per il sollievo.

• Diarrea: in caso di allattamento artificiale, si prescriverà il latte senza la proteina del latte vaccino nei neonati di meno di 3 mesi, mentre nel lattante con un’età compresa tra i 3 e i 6 mesi, in caso di diarrea, si darà del latte senza lattosio.

• Vomito: far bere spesso ma in piccolissime quantità.

• Disidratazione: i reidratanti in bustine (diluire una bustina in 200 ml di acqua) sono utili in caso di diarrea e vomito.

Il kit per la cura del neonato

Contiene i prodotti per pulire, disinfettare, proteggere: bottiglia d’acqua, soluzione fisiologica in flaconcini, clorexidina liquida, sapone, alcol a 60°C, garze sterili non di stoffa, cerotto, cerotto micropore, fazzoletti di carta usa e getta… e il necessario per la cura del sederino: cotone, linimento oleo-calcareo, balsamo riparatore, pomata a base di ossido di zinco, pannolini di cotone. Vi saranno anche mascherine infermieristiche da indossare se la persona che si deve occupare del neonato con meno di 3 mesi è raffreddata o influenzata.

Occorrerà fare attenzione a separare e a distinguere bene le fiale di clorexidina liquida e quelle della soluzione fisiologica, onde evitare di confonderle e utilizzare una al posto dell’altra!

Il kit di prevenzione

• Occhiali da sole e cappellino: i neonati non devono essere esposti al sole! Si può applicare una crema solare a partire dal 6° mese per evitare insolazioni da riverbero. In spiaggia, ombrellone, magliette e crema protettiva solare sono indispensabili!

• Zanzariera: le creme lenitive antizanzare e i repellenti possono essere usati solo a partire dal 6° mese.

• Buste di plastica per buttare i pannolini usati.

Cosa fare con le ferite?

• Escoriazione: pulire la ferita con acqua tiepida e sapone facendo fare la schiuma in modo da togliere pietroline e terriccio… Il sapone pulisce la pelle danneggiata e può eliminare le spore del tetano. Disinfettare poi con della clorexidina liquida.

• Morso di cane o gatto: lavare la ferita con molta acqua e sapone (o con un detergente) per 15 minuti. Il sapone uccide il virus della rabbia. Applicare in seguito dell’alcol a 60°C o un altro disinfettante e consultare il medico.

• Zecca: togliere la zecca facendole scivolare la testa nella fessura del gancio togli-zecche, poi girare la pinza in senso antiorario. Le zecche affondano nella pelle come viti, quindi bisogna svitarle. Disinfettare la pelle con la clorexidina liquida.

• Schegge, spine: togliere la scheggia o la spina con l’apposita pinza e poi disinfettare la pelle con la clorexidina liquida.

• Cadute: applicare del ghiaccio per limitare il gonfiore e il livido (cubetti di ghiaccio).

Cosa fare per le scottature?

Occorrono acqua fredda, compresse di garza sterili e clorexidina. Una bruciatura è sempre più grave nel bambino che nell’adulto: a parità di dimensioni, colpisce una superficie del corpo in proporzione molto più vasta.

• non provare mai a togliere un indumento incollato alla pelle scottata

• senza indugiare far scorrere dell’acqua fredda a 10°C sulla zona scottata (o sull’indumento eventualmente incollato alla pelle)

• eseguire questa operazione per almeno 10 MINUTI

• tenere la parte scottata a 10 cm dal rubinetto (non metterla troppo vicino)

• rassicurare il bambino parlandogli

• bagnare abbondantemente alcune compresse di garze sterili (o l’indumento incollato) con la clorexidina liquida e deporle delicatamente sulla scottatura. Mantenerle costantemente bagnate e chiamare il 118 o il medico», spiega il dott. Christophe Batard, pediatra.

Come evitare le scottature?

• Controlla sempre la temperatura del biberon riscaldato al microonde versando qualche goccia sul tuo braccio

• Adotta comportamenti sicuri: tieni i bambini lontano da caffettiere, bollitori, friggitrici (compresi i fili elettrici che i bambini potrebbero afferrare) e non lasciarli mai senza sorveglianza accanto a tavolini durante l’ora del tè o del caffè (durante l’aperitivo attenzione alle arachidi)

• Non lasciare mai fuoruscire i manici delle pentole dal piano cottura

• Diminuisci la temperatura massima dell’acqua calda, in modo che non arrivi mai a scottare

• Conserva i prodotti casalinghi in armadi inaccessibili ai bambini e non travasarli mai in bottiglie normalmente contenenti bibite (soda…) o alimenti

Nella cassetta di primo soccorso per neonati non devono esserci né iodopodivone (non prima dei 2 anni), né farmaci non prescritti

IL PICCOLO HA INGOIATO UN PRODOTTO CASALINGO:

• Non indurgli il vomito: questo aggraverebbe le lesioni

• Chiama il 118

Come prendersi cura...

• del cordone: clorexidina liquida e garze sterili durante i primi giorni

• del naso: flaconcini di soluzione fisiologica. Compresse di garze fino ai 3 mesi, fazzolettini di carta in seguito. Aspiratore nasale per il raffreddore

• degli occhi e delle orecchie: soluzione fisiologica e compresse di garza

• dei denti: uno spazzolino da denti e un dentifricio al fluoro adatto all’età per prevenire le carie: sin da quando spuntano i primi dentini, spazzolarli 2 volte al giorno. Non lasciare a portata di bambino il tubo del dentifricio, soprattutto se ha un gusto gradevole: esiste il rischio di sovradosaggio in vaso di ingerimento del tubetto. Il fluoro in gocce è indicato solo se il neonato presenta un alto rischio di carie*. Attenzione a non lasciare addormentare un neonato con il biberon in bocca

• del sederino: sciacquarlo con del cotone, oppure con del sapone sotto la doccia e asciugarlo. Eventualmente lavarlo con un gel-sapone specifico per neonati o con un linimento oleo-calcareo (magistrale formula farmaceutica commercializzata da molti marchi). Applicare una pomata a base di ossido di zinco

• Sederino irritato a causa della diarrea: “pulire il sederino con un unguento oleo-calcareo che non necessiti di risciacquo, applicare un balsamo lenitivo o della pomata all’ossido di zinco e cambiarlo con un pannolino di cotone in modo da limitare le irritazioni”, consiglia la dott.ssa Christine Fuger, farmacista parigina.

 

A cura della Dott. ssa Sofia Parienté

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12/03/2013
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