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Tutti i segreti del vasino

L'apprendimento della pulizia segna una tappa importante nell'acquisizione dell'autonomia di un bambino. È il segnale che il piccolo ha sufficiente padronanza di se stesso per esercitare un controllo sul suo corpo, scegliendo di andare a liberare la vescica o l'intestino al momento opportuno.

I segreti del vasino
© Getty Images

Non esiste un'età precisa per imparare a pulirsi. Inutile quindi angosciarti pensando che suo fratello era "più maturo alla stessa età" o che la figlia di tua cugina è già in grado di farlo. Per alcuni bambini questo progresso avviene in breve tempo, mentre per altri coincide con il momento di andare alla scuola materna o un po' dopo. A ciascuno il suo ritmo. Il cambiamento è spesso naturale: 8 bambini su 10 diventano puliti in modo spontaneo. Non bisogna forzare il piccolo a usare il vasino se non ne ha voglia. Se è in fase di apprendimento dell'utilizzo del vasino, in caso di incidente, non lasciargli i vestiti sporchi addosso "perché impari". Al contrario, rischieresti di provocare un blocco e di ritardare il momento in cui avrà imparato la pulizia.

Un apprendimento graduale

L'apprendimento avviene in modo graduale tra i 15 e i 36 mesi; le femminucce sono leggermente più precoci rispetto ai maschietti. Il bambino inizia a diventare pulito durante il giorno, ma continua a dormire con il pannolino. Gli occorreranno ancora circa 6 mesi per essere pronto a passare la notte con la sola protezione del coprimaterasso per evitare i piccoli incidenti, sempre in agguato in questa fase. In genere, i bambini iniziano prima a imparare a fare la cacca e solo dopo a liberare la vescica. Ma puoi iniziare a prepararlo parlandogli dell'argomento, ad esempio leggendogli delle storielle… Dei piccoli segnali ti indicheranno successivamente quando il bimbo è pronto. Innanzitutto, è necessario che il bambino cammini, sappia sedersi e rialzarsi da solo. È la prova che ha acquisito una certa capacità psicomotoria e che è in grado di cominciare a controllare i suoi sfinteri. Deve anche manifestare un certo interesse e un qualche grado di curiosità.

Assistere il bambino

Come per qualsiasi altro apprendimento, l'imitazione svolge un ruolo preponderante. È accompagnandoti in bagno o verso la tazza del water che poco alla volta si farà strada in lui il desiderio di fare "come i grandi". Saprà sollecitarti lui stesso quando inizierà a sentirsi a disagio in un pannolino bagnato. Aggiungerà alcune parole al suo vocabolario per dare un nome a questi bisogni ("pipì, popò, cacca"). Alcuni bambini hanno paura del water: temono di finirci dentro e questa angoscia è rafforzata dal rumore dell'acqua provocato dallo sciacquone e dall'aspirazione. La "scomparsa" degli escrementi nel water rappresenterebbe a volte un trauma psichico importante per il bambino che deve "separarsi da una parte di se stesso". Si può quindi facilitare l'apprendimento acquistando un vasino adatto alla sua statura. Ne esistono di tutti i colori e delle forme più disparate. Mostragliele e lascia il vasino in un luogo a cui tuo figlio possa accedere liberamente. Potrà sedercisi sopra, addirittura vestirsi, in modo da acquisire dimestichezza con questo strumento.

Quando il bambino si proietterà nella fase "attiva", sarà necessario proporgli degli appuntamenti regolari. Ad esempio dopo un pasto, prima o dopo il sonnellino pomeridiano o prima di andare a letto la sera, ma all'inizio non più di 5 minuti. È importante parlarne con la baby-sitter o con le maestre d'asilo per monitorare l'evoluzione di questo aspetto e per fare in modo che il piccolo non venga confuso dai diversi comportamenti degli adulti. A ogni minimo progresso, complimentati con lui e incoraggialo. Ha bisogno di sentire che sta diventando grande.

Mathieu Ozanam

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01/02/2013

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