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La lettura per i bambini: il piacere di imparare

I bambini adorano le storie. Il principe che vive sulla luna, la tartaruga innamorata del rinoceronte, il pallone che prende vita. Se vuoi rendere felice tuo figlio, prendi un libro e dai sfogo alla tua immaginazione. Ma perché i bambini sono attratti dalle storie? Cosa rappresentano per loro in realtà? Ci risponde a questo proposito Anne Floret, psicologa clinica specializzata nell'infanzia.

Leggere ai bambini
© Getty Images

Miriam, 5 anni, non va a dormire senza prima aver ascoltato una storia; Raoul, 3 anni e mezzo, quando il papà rientra dal lavoro inizia a girare per casa con il suo libro preferito per farsi leggere qualche pagina. Il momento della lettura affascina innegabilmente i bambin, che lo aspettano con impazienza. Il piacere è nell'incontro, ovviamente, ma non solo, perché si tratta di un momento che ha molti aspetti positivi: "Ricordo che quando mi leggevano un libro non era tanto la trama ad interessarmi, quanto un dettaglio, un disegno, che stimolava la mia immaginazione", racconta Anne Floret, psicologa clinica. L'arma migliore contro i problemi e le paure dei tuoi bambini? La fantasia. Sono tanti i motivi per cui le storie sono essenziali per lo sviluppo del bambino e per il suo rapporto con i genitori.

Un momento di piacere tra genitori e figli

Tra leggere una storia da soli e ascoltarla dalla mamma c'è una bella differenza: "I bambini preferiscono ascoltare ", assicura Anne Floret. Questo momento crea un'intimità con il genitore e regala loro uno spazio di libertà, in cui possono sognare e dare sfogo alla loro immaginazione. "La voce del genitore è molto importante, il tono di voce, la mimica e, perché no, degli oggetti "di scena", tutto ha il potere di immergere il bambino nella particolare atmosfera del racconto", aggiunge la nostra specialista. Leggere ai bambini è inoltre un piacevole momento di condivisione, in cui ciascuno è disteso e sereno.

Un passaggio tra due mondi

"Leggere una storia al bambino prima di metterlo a dormire lo aiuta a compiere il passaggio tra le attività della giornata e la notte", ricorda Anne Floret. Per i più piccoli la notte si identifica con il buio e il silenzio, che possono essere fattori angoscianti per loro, ma il momento della lettura può aiutarli ad addormentarsi e a passare da un comportamento attivo a uno più incosciente, tra immaginazione e sogno. In un certo senso questo rituale segna dolcemente il passaggio tra due mondi.

Uno stimolo per la curiosità

Ascoltandoti, nel bambino sorgono mille domande: perché la fanciulla è triste ? Cosa vuol dire "meraviglioso"? La lettura stimola la sua curiosità e la sua voglia di sapere. "Anche se magari sei tentata di proseguire la storia, cerca di trovare il tempo di rispondergli con parole semplici", consiglia la psicologa. Si tratta di un momento di scambio con il bambino, in cui è fondamentale coinvolgerlo. Chiedigli cosa ne pensa, cosa farebbe al posto di quel personaggio: la lettura è un mezzo fondamentale per aprire un dialogo.

Lo sviluppo dell'immaginazione

Ogni storia fa appello all'immaginazione del bambino e lo aiuta a sviluppare questa fantastica capacità che in lui è naturalmente presente. Tra i 3 e i 6 anni il bambino trascorre il suo tempo immaginando degli scenari, trasformando un'ombra su un muro in un mostro, un signore sul tram in un mago o nell’uomo nero… "Questa capacità è importante e gli insegna a convivere con il mondo che lo circonda", spiega Anne Floret.

Un aiuto a crescere

"Le storie gli permettono anche di elaborare la sua percezione della realtà", precisa la specialista: le situazioni vissute dai vari personaggi rappresentano per il bambino degli strumenti per gestire le sue paure. Le prove e le disavventure dei protagonisti offrono un esempio importante e formativo per il piccolo lettore. Le diverse scene evidenziano delle situazioni in cui si riconosce e gli permettono di fare sue le diverse emozioni. Una semplice lettura può rappresentare un punto di partenza per una rielaborazione attraverso la quale "risolvere" una situazione realmente vissuta. È il suo modo di crescere. Nelle fiabe, sono i simboli a giocare un ruolo particolare nella psiche del bambino, che in essi trova degli strumenti di trasformazione positiva.

La scelta della storia

Non è un caso che ogni bambino abbia la sua storia preferita. "In un libro il bambino non vede quello che vede l'adulto: lo interpreta a modo suo e ti segnala in questa maniera un messaggio che per lui è importante e che vuole trasmettere", spiega Anne Floret. Dal canto tuo, se desideri affrontare un certo argomento con lui puoi farlo attraverso un racconto. "L’idea è quella di permettere al bambino di decidere se parlare o meno", aggiunge la nostra esperta. Se ti sembra che sia in difficoltà, una semplice lettura può aiutarlo ad aprirsi al dialogo.

Creare delle storie per tuo figlio

La separazione dei genitori, problemi a scuola, angosce notturne, ecc.: Anne Floret invita i genitori a inventare la loro personale storia per aiutare i propri bambini. Mettere in scena un racconto che parla di loro e della loro quotidianità può essere terapeutico. Scrivere una storia per il proprio figlio crea una speciale intimità e offre ai più piccoli degli strumenti per riconoscere i propri bisogni e imparare ad esprimerli.

Catherine Maillard

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25/04/2014

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