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Orsacchiotto: sì o no?

Può essere un orsacchiotto o un coniglietto di peluche, un pupazzo, una copertina o uno straccetto: ne esistono di tanti tipi, ma quel che è certo è che tuo figlio non se ne separerà più. Per gli psicologici il suo nome è decisamente meno poetico: lo chiamano "oggetto transizionale". Uno studio americano potrebbe spiegare il motivo per cui alcuni bambini non riescono a separarsene, mentre altri non sentono il bisogno di averne uno.

Orsacchiotto sì o no?
© Getty Images

Circa metà dei bambini ne possiede uno. L'oggetto transizionale compare dall'ottavo mese di vita del piccolo e scompare entro i sei anni. La sua funzione è quella di rassicurare il bambino quando si separa dai genitori, ad esempio per andare all'asilo nido o stare con la baby-sitter. Da qui il nome di "oggetto transizionale", per rappresentare il collegamento tra la famiglia e il mondo esterno. Infatti, accade spesso che il bambino lo abbandoni non appena si fa dei compagni a scuola. Questo oggetto è anche importante perché serve a rassicurarlo mentre si addormenta.

Niente nanna senza orsacchiotto

Se il ruolo dell'oggetto transizionale è ben noto, il fatto che la metà dei bambini non avverta il bisogno di averne uno rimane ancora un mistero. Sicuramente, in alcuni casi particolari, la spiegazione è semplice: ad esempio la presenza di un fratellino o una sorellina già al nido. Il Dottor Gabriel Ybarra, in occasione dell'ultimo congresso dell'American Psychological Association, ha presentato uno studio che potrebbe spiegare la necessità del bambino di ricorrere a un oggetto transizionale. A suo avviso, la presenza o l'assenza di uno dei genitori durante l'addormentamento sarebbe essenziale. Dallo studio condotto sui genitori di 279 bambini, quando la madre o il padre è presente al momento dell'addormentamento, è meno probabile che il bambino utilizzi un oggetto transizionale con funzione rassicurante, come "surrogato" della mamma o del genitore in genere. Secondo l'autore dello studio, questo dato non indica affatto che il bambino attaccato a un oggetto transizionale sia meno ansioso degli altri.

Mamma o oggetto transizionale? Bisogna scegliere!

Gabriel Ybarra è già stato l'autore di un precedente studio in cui confrontava l'influenza della mamma o dell'oggetto transizionale sul bambino durante una visita pediatrica*.

Lo studioso aveva evidenziato che ciascuno di essi produceva un effetto calmante sul bambino, ma che il ruolo rassicurante della madre e quello dell'oggetto non si sommavano quando erano presenti entrambi. Ancor peggio, il bambino era meno rassicurato in presenza dei due. È possibile spiegare questo dato per il fatto che la madre propone al bambino di prendere l'oggetto per andare dal dottore, anche se lei stessa è presente: il bambino quindi si agita proprio a causa di questo eccesso di precauzioni.

I due studi confermano che il ruolo dei genitori è fondamentale sulla scelta di adottare o meno un oggetto transizionale e anche sugli effetti rassicuranti prodotti dall'oggetto stesso. Genitori dei bambini che hanno un orsacchiotto o un coniglietto di peluche o qualsiasi altro oggetto, non preoccupatevi: l'attaccamento di vostro figlio a questo oggetto non produce alcun impatto positivo o negativo sulla sua vita futura. Ricordatevi solo di lavarlo periodicamente e soprattutto... evitate di perderlo!

Alain Sousa

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21/01/2013

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