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Vivere con i figli del partner

Famiglie scoppiate, famiglie ricostituite... Quando le coppie si separano e se ne formano di nuove, talvolta i figli reagiscono male. Diventa quindi difficile farti accettare dai figli del tuo/della tua nuova partner. Come conciliare allora l'amore degli adulti con quello per i figli?

Vivere con i figli del partner
© Getty Images

Il padre, la madre e i figli sotto lo stesso tetto: per molto tempo è stato il modello classico di famiglia. Ma oggi, disorientati dagli obblighi imposti dalla genitorialità o temendo di lasciarsi sfuggire occasioni importanti nella vita, sono molte le coppie con figli che ritengono di essere incompatibili e di separarsi. In oltre il 67% dei casi, i figli restano con la madre. Quando i genitori "si rifanno una vita", ovvero quando decidono di vivere con un nuovo/una nuova partner, il figlio si trova ad avere a che fare non più con due genitori uniti e poi separati, ma con quattro persone adulte che esercitano su di lui la loro autorità. Davanti a una situazione talvolta confusa, il figlio si ribella rendendo difficili le relazioni delle nuove coppie.

Autorità e responsabilità

Il nuovo compagno o compagna non gode di alcuno statuto giuridico agli occhi del figlio del partner. Al contrario, ha una serie di responsabilità e di doveri nei confronti del figlio del compagno (o compagna). Ed è proprio questa ambiguità a riaccendere spesso lo scontro tra gli ex: il genitore biologico infatti mal sopporta le scelte, in particolare scolastiche, del nuovo compagno o compagna dell'ex-coniuge. Il figlio si ritrova quindi in ostaggio, prigioniero delle liti tra adulti: nessuno di loro riesce più a imporre la propria autorità e il figlio approfitta di questo malessere, sbottando con frasi del tipo: "Non sei mio padre per cui non mi dai ordini", che contengono anche un rimprovero al padre biologico per la sua assenza. Nonostante gli sforzi messi in atto, il nuovo compagno (o compagna) si sente preso in giro; la storia d'amore tra i due adulti si trasforma nello scontro di influenze che può talvolta portare alla rottura della relazione sentimentale.

La percezione del figlio

Il figlio percepisce l'arrivo del nuovo compagno della madre o della nuova convivente del padre come un intruso che viene a rompere l'intimità conquistata a prezzo della separazione dei suoi genitori. Volontariamente o inconsapevolmente, può tentare di sabotare questa nuova relazione, tanto più se non ha rinunciato a voler "ricucire" il rapporto tra i suoi genitori. Quindi, non è solo rendendosi simpatici ai suoi occhi, sorridendogli, coprendolo di regali o assecondando tutti i suoi capricci che il nuovo arrivato riuscirà a vivere serenamente con lui.

Come evitare i conflitti a catena?

Trovare il proprio posto richiede il rispetto di alcuni principi:

  • Non vivere come ospite nella casa di famiglia abbandonata dal padre o dalla madre biologica, ma proporre uno scambio di opinioni collettivo per decidere una nuova organizzazione degli spazi, che terrà in considerazione la presenza e le esigenze di ogni componente della "nuova" famiglia.
  • Non sostituirsi al genitore assente sul terreno degli affetti o in materia di autorità, ma definire con il genitore presente e i figli le regole di convivenza (partecipare ai lavori domestici, riordinare le camere da letto…).
  • Rispettare il rifiuto del figlio di confidarsi con un "estraneo".
  • Non giocare al capo famiglia che decide tutto, quando invece il figlio è abituato a vedere la madre o il padre a prendere decisioni che riguardano la famiglia. Piuttosto che sconvolgere tutto, meglio discutere in coppia e davanti al figlio dei progetti, dei cambiamenti dell'organizzazione familiare, ecc. Oltre che ad adattarsi allo stile di vita della persona di cui si è innamorati, senza per questo dover rinunciare ai propri gusti, è necessario adeguarsi al figlio pur senza doversi annullare di fronte a lui.
  • Non fingere amore nei confronti del figlio se fin dall'inizio non riuscite ad andare d'accordo: il figlio avvertirà la menzogna e perderà la fiducia nell'adulto appena entrato nella sua vita. Meglio aspettare di abituarsi l'uno all'altro.

Insomma, è consigliabile parlare molto con il figlio: questo aiuterà il genitore presente a imporre la sua scelta di un nuovo compagno (o compagna). Ovviamente, questo non impedisce che il figlio provi dei moti di rivolta contro questa situazione: di fatto, non è lui la causa dello scompiglio familiare. Inutile quindi mettere mano all'ascia di guerra: la calma e la fermezza sono le armi più efficaci per riuscire a superare insieme gli ostacoli.

Marianne Chouchan

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11/04/2012
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