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Videogame: la famiglia riunita intorno ad uno schermo

Tablet, cellulari, internet ecc.: gli schermi hanno un ruolo sempre più importante all’interno della famiglia. Anziché demonizzarli, diversi esperti suggeriscono di utilizzarli come un vero e proprio strumento relazionale. Scopri i loro consigli per rinnovare il rapporto con i tuoi figli ed evitare la frattura digitale.

I videogame in famiglia
© Getty Images

La domenica tipo in famiglia: il papà è davanti al computer, la mamma cerca le ricette di cucina sul Tablet, Victor, 5 anni e mezzo, gioca alla DS, Samuel 14 anni, "messaggia", Juliette 16 anni è inchiodata alla sua pagina Facebook… L’era del digitale ha rivoluzionato i nostri comportamenti, ma non necessariamente cercare di restarne fuori è una buona idea, ed è opportuno cercare di evitare un’eventuale "frattura digitale" tra adulti e bambini. "È possibile inserire con intelligenza i nuovi mezzi nella vita della famiglia", ha assicurato il Professor Pascal Lardellier, in occasione del suo intervento durante il convegno Enfants Mutants-Révolution numérique et variations de l’enfance (Bambini mutanti- Rivoluzione digitale e cambiamenti nell’infanzia) nell’ottobre 2013. "È compito dei genitori fare il primo passo", sostiene la Dottoressa Marie-France Le Heuzey, pedopsichiatra all’ospedale Robert Debré. Demonizzare i videogiochi non li rende di certo meno attraenti agli occhi dei nostri figli, è giunta l'ora di valorizzarne i benefici. Lo sapevi, ad esempio, che i videogiochi fanno bene al cervello? 

Niente tata virtuale

"I più giovani vano matti per i Tablet o la DS e quindi sono particolarmente bravi", conferma la Dottoressa Marie-France Le Heuzey. Ben lungi dal demonizzare questi strumenti, la psichiatra preferisce informare i genitori che si rivolgono a lei sulle loro potenzialità: "A partire dai due anni, i Tablet digitali, con l’interazione visuale e tattile, se utilizzati insieme agli adulti possono contribuire allo sviluppo cognitivo dei bambini"; a condizione, però, di non diventare delle tate virtuali. Ebbene sì: gli schermi non sono delle baby-sitter e non devono sostituire la presenza dei genitori. La pensa così anche il Professor Pascal Lardellier: "Per i bambini al di sotto degli 11 anni gli schermi devono essere utilizzati sotto il controllo dei genitori, in maniera negoziata e collaborativa": ad essere incentivata, infatti, è soprattutto la partecipazione da parte dei genitori, allo stesso modo in cui si gioca con i figli alle costruzioni, con la pasta da modellare o con il trenino elettrico. Rifletti e considera attentamente tutti questi aspetti prima di affidare il tuo bambino ad una baby-sitter

In famiglia, a ciascuno il suo schermo

Giochi video, musica, serie in streaming, applicazioni, ecc.: qual è il nuovo universo che stanno esplorando? "Interessati ai contenuti degli schermi che affascinano i ragazzi, così potrai conoscerli meglio" invita il professor Pascal Lardellier. È importante uscire dalle visioni negative! Il professore aggiunge: "Il digitale non deve essere un buco nero che inghiotte tutti gli altri media culturali (cinema, libri, musica…) ma, al contrario, uno strumento di comunicazione interattivo". Dopo un film o una mostra che avete visto, insieme o no, cerca delle informazioni sul regista, gli attori, o meglio ancora sul tema trattato; puoi anche utilizzare le funzioni dei nuovi mezzi di comunicazione per stabilire un legame. "Per una festa in famiglia, una delle mie pazienti ha incaricato la figlia di 12 anni di preparare gli inviti, e il figlio quattordicenne di inviarli", racconta la Dottoressa Marie-France Le Heuzey. Skype, inoltre, è il mezzo ideale per tenere i contatti con la famiglia quando si è lontani e organizzare degli incontro con i nonni o i cugini. Spesso, in realtà, il contatto digitale non avviene, o viene utilizzato poco, perché i genitori hanno poca dimestichezza con questi nuovi mezzi. "Tocca agli adulti conquistare questo nuovo mondo e chiedere ai giovani di guidarli", insiste il Professor Lardellier. In tal modo i genitori possono riconoscere le competenze dei loro figli e questi ultimi possono trasmetterle: è un processo gratificante per tutti. Lo specialista aggiunge: "Chiedere loro di tenerci aggiornati è un modo eccellente di creare un legame intergenerazionale". Doctissimo ti offre un ritratto della generazione geek: gli adolescenti e il mondo digitale. 

Videogame: le istruzioni per l uso

Di fronte all’intrusione degli schermi nell’ambiente familiare, alcuni genitori sono disarmati e perdono di vista il proprio ruolo. Alcuni passi falsi vanno evitati:  

  • Giocare con loro non significa diventare "amiconi"

"A volte delle mamme si invitano sulla pagina Facebook dei figli e postano dei commenti", riferisce la Dottoressa M.-F. Le Heuzey. "È un po’ come leggere il loro diario" spiega la psichiatra, e si tratta un fenomeno più diffuso di quanto si pensi.

  • Non spiare, la fiducia è importante

Anche spiare i figli con il pretesto che ti preoccupi è un comportamento da evitare: anche in questo caso, la frattura digitale tra le generazioni può essere colmata solo con il dialogo. Se desideri informarli dei rischi e delle possibili derive, parlane con loro, e soprattutto… abbi fiducia.

  • Fissa dei limiti

"L’autoregolazione dei tempi passati davanti allo schermo è fondamentale", insiste la psichiatra Marie France Le Heuzey. "È necessario fissare dei momenti in cui è tassativo rinunciare alla connessione : una passeggiata senza cellulare, una domenica senza videogioco, ecc.", aggiunge il professor Lardellier. Lo sviluppo spettacolare degli strumenti digitali annuncia dei cambiamenti di vasta portata all’interno della famiglia, ed è importante imparare a gestirli senza demonizzarli e senza dimenticare il proprio ruolo di genitori e la conseguente necessità di fissare dei limiti e delle regole. Ricorda soprattutto che alcune tecnologie possono diventare delle vere ossessioni: in generale i social network possono celare veri pericoli. 

Catherine Maillard

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20/02/2014

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