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La "grotta di Lourdes"

La
© Jupiter

Ci ho pensato un po", poi, per essere più chiaro ed incisivo, ho deciso di intitolare questo paragrafo la "grotta di Lourdes", non certo per voler essere irrispettoso verso un luogo santo, ma per stimmatizzare, con una definizione di forte impatto sull'immaginario, il comportamento di alcuni genitori che può essere deleterio per la salute psicologica del bambino, in quanto fin dalla nascita gli preparano una specie di "altare", invece di accettarlo semplicemente fra di loro.

Molte famiglie, devo dire in genere quelle più benestanti, quando si rendono conto di aspettare un bambino, iniziano ad allestire la "stanza del bambino" che, nel lodevole intento di assicurargli tranquillità e benessere, viene perlopiù collocata nella parte più lontana della casa e dotata dei più sofisticati congegni elettronici per poter ascoltare i suoi movimenti, i suoi rumori, i suoi pianti. La stanza viene riempita di pupazzi, di giocattoli e oggetti luccicanti e multicolori (la grotta di Lourdes) perché il bambino capisca che è un personaggio importante a cui i genitori hanno messo a disposizione una serie molto costosa di oggetti e attrezzature.
In realtà questa messinscena non interessa assolutamente al bambino che, invece, desidera stare il più vicino possibile alla sua mamma (di cui, per nove mesi, ha sentito la voce, il respiro, il battito cardiaco) e ascoltare i suoni e i rumori che hanno caratterizzato le giornate della gravidanza. Suoni e rumori che gli sono diventati familiari e che ancora prima della nascita gli hanno fatto sentire come suo l'ambiente della sua mamma e del suo papà: la sua famiglia. Purtroppo, invece sia pure con le migliori intenzioni, il bambino viene isolato in una stanza meravigliosa dal punto di vista delle attrezzature, ma totalmente priva di calore e di amore e soprattutto lontana dalla sua famiglia. Come può sentirsi accettato un bambino trattato in questo modo? Ricordatevi che la serenità di un neonato e di un bambino è data da tre cose: essere rispettato, vedere soddisfatti i suoi fabbisogni vitali, essere accettato. Credo che, dopo quanto esposto vi rendiate conto che, in perfetta buona fede e con l'intenzione di fare una cosa buona nei riguardi di un bambino che si sta affacciando alla vita, in realtà lo sottoponete a
una sorta di "angheria" psicologica che può avere conseguenze durature sul suo carattere futuro.
Credetemi non sono esagerazioni! Ascoltare la voce della mamma e del papà, tutti i rumori abituali della casa, il campanello, il telefono, la televisione (si spera a basso volume) gli dà sicurezza, lo fa sentire a casa sua. In definitiva il bambino può stare dovunque purché si senta inserito e occupi il posto che gli compete nella sua famiglia.

E durante la notte dove sistemarlo?

Il bambino di cui abbiamo parlato finora, date le possibilità economiche della sua famiglia, di notte continuerà a essere isolato nella sua "reggia" accudito da una solerte puericultrice che, per quanto brava, non è la mamma! Per i bambini "comuni" il quesito da risolvere è un altro: deve stare nella stanza dei genitori oppure no? Nei primi tempi, specie se l'alimentazione è al seno, è più comodo tenerlo nella camera dei genitori, avendo però cura che sia ben aerata. Non fa bene al bambino respirare per tutta la notte l'aria viziata di una camera chiusa in cui dormono due adulti. Pertanto, anche quando non è possibile tenere aperta la finestra della camera durante la notte, si deve aver cura di cambiare l'aria prima di andare a dormire, spostando temporaneamente il bambino in un'altra stanza. Una volta sistemata la culla, in camera da letto è consigliabile durante la notte tenere aperte le porte delle stanze di tutta la casa, consentendo in tal modo una sufficiente circolazione dell'aria. Se il bambino non richiede più il pasto della notte, può essere collocato "fuori". Fuori non significa obbligatoriamente nella sua stanza (se esiste), è sufficiente che sia posto fuori dalla porta aperta della camera dei genitori, a portata di orecchio. Perché, se è vero che il bambino può disturbare i genitori durante la notte, è ancora più vero che i genitori possono disturbare il suo sonno.

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04/05/2010

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