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I bambini e Facebook: come comportarsi?

Anche se il social network più famoso e più utilizzato è vietato prima dei 13 anni, si ritiene che circa il 20% dei bambini con meno di 13 anni abbiano un profilo Facebook. Tra scarsa conoscenza dei rischi e amore del quieto vivere, i genitori lasciano fare, e alcuni di loro diventano "amici" dei propri figli su Facebook. È una buona idea? I nostri esperti hanno pareri discordanti.

I bambini e Facebook
© Getty Images

Tuo figlio, un bambino o un preadolescente con meno di 13 anni, reclama il suo profilo Facebook per essere uguale ai suoi compagni? Nulla di sorprendente, secondo le cifre della CNIL (Commission Nationale de l'Informatique et des Libertés, Commissione Nazionale Informatica e Libertà, ndt), secondo cui il 20 % dei bambini al di sotto dei 13 anni ha un profilo Facebook. "Secondo i nostri studi, all'ultimo anno della scuola elementaresono più di un terzo ad essere sul social network", precisa Jacques Henno, esperto di nuove tecnologie e autore del libro Facebook & vos enfants (Facebook e i tuoi bambini).

Eppure Facebook è vietato ai minori di 13 anni: "Si tratta di una legge federale americana, mentre in Francia e in altri Paesi è lo stesso sito a vietare l'accesso ai minori di 13 anni", precisa il conferenziere esperto di social network. Quando viene creato un account, infatti, viene richiesta l'età: per crearsi un account, da solo o con l'aiuto dei genitori, il bambino dovrà quindi mentire sull'età. Secondo Serge Tisseron, psichiatra, questo è è un problema: "Facebook è vietato ai bambini di età inferiore ai 13 anni e secondo me i genitori devono rispettare questo divieto per non dare un cattivo esempio ai loro figli".

Essere"amici" su Facebook non è sempre una buona idea

Facebook può essere pericoloso: il 97 % dei genitori di bambini con meno di 13 anni e con un profilo su Facebook, tuttavia, sono al corrente del fatto che i loro figli dichiarano un'età superiore per poter accedere al social network, e il 49% dei ragazzi ha addirittura l'amicizia dei propri genitori. Questi legami virtuali tra genitori e figli sono una buona idea? I due esperti hanno opinioni diverse al riguardo. Secondo lo psichiatra, accettando e approvando che che i propri figli abbiano un account Facebook "si insegna loro a trasgredire le leggi e le regole: è meglio iscriverli a social network adatti alla loro età, per i quali non sarà necessario mentire sull'età". Jacques Henno pensa invece che possa essere una buona cosa "che prima dei 13 anni i genitori siano amici virtuali dei loro figli, perché in questo modo possono accompagnarli e aiutarli a fare i loro primi passi sui social network. Devono inoltre insegnare i loro figli ad adottare uno pseudonimo per proteggere la loro identità".

Anche se la questione dell'amicizia genitori/figli su Facebook prima dei 13 anni divide i nostri due esperti Jacques Heno e Serge Tisseron concordano su un punto: dopo i 13 anni i genitori non devono più essere amici dei loro figli, nemmeno con la scusa di sapere cosa fanno si Facebook. "Se abbiamo accompaganto i figli nel modo giusto all'inizio, bisogna imparare a lasciarli liberi", spiega l'autore di Facebook & vos enfants (Facebook e i tuoi figli, ndt). Secondo lo psichiatra, infatti, "ci sono tre buone ragioni per non essere amici su Facebook dei propri figli: è una perdita di tempo, una perdita di credibilità e una perdita di fiducia". Il Dottor Tisseron non usa mezzi termini: secondo lui è un errore: oltre all'aspetto dell'indiscrezione e dell'incursione nell'universo del giovane, è comunque qualcosa che non serve a niente, perché "i giovani sanno perfettamente come gestire i social network e spesso creano due pagine FB, una per i genitori e l'altra per gli amici".

Le cose da fare e quelle da non fare se sei amico di tuo figlio su Facebook

Se sei "amico" dei tuoi figli su Facebook, ecco i consigli di Jacques Henno:

  • Non scrivere post sulla loro bacheca;
  • Non interagire e commentare le foto;
  • Non fare interventi fuori luogo, nemmeno in caso di commenti spiacevoli. Gli adulti risolvono i loro problemi fuori da Facebook.
  • I genitori non sono gli amici, ma gli accompagnatori.

Facebook: una questione di educazione e di accompagnamento

Secondo i nostri due esperti, i genitori che si sentono rassicurati dal fatto di essere amici dei loro figli su FB si illudono: "Internet è più una questione di educazione che di sorveglianza: è necessario accompagnare il proprio figlio, spiegargli le regole di base, configurare il suo profilo, ma voler essere amici per sorvegliare è un errore". E Serge Tisseron va ancora più oltre: "Sorvegliare non significa educare! Educare vuol dire insegnare al bambino a proteggersi da solo. Gli si fanno delle domande su cosa fa su Facebook, con chi parla, ma non lo si educa sorvegliandolo o diventando suo "amico" su Facebook".

I due esperti sono categorici: chiedere l'amicizia ai propri amici non è una buona idea, perché significa rischiare di invadere una parte della loro vita che non desiderano condividere con i genitori, in un'età in cui si stanno costruendo la propria identità; significa inoltre rischiare che il figlio menta e crei di nascosto un altro profilo. Riguardo a Facebook, Internet e tutti gli altri aspetti della vita, per non farsi prendere dall'ansia è necessario avere fiducia nell'educazione data.

Come usare Facebook quando si hanno dei figli

"Lasciare che i bambini si iscrivano a Fecebook prima dei 13 anni può essere pericoloso", spiega Jacques Henno, "perché è possibile che prendano l'abitudine di raccontare la propria vita, dare informazioni personali, condividere numerose foto. È quindi importante trasmettere loro delle buone abitudini in materia di dati personali e spiegare loro che tutto ciò che viene pubblicato lascia una traccia". Sono buone abitudini da assimilare il prima possibile, come sottolinea Serge Tisseron, autore del libro 3, 6, 9, 12: Apprivoiser les écrans et grandir (3, 6, 9, 12: come addomesticare lo schermo e crescere, ndt): "Per quanto riguarda internet, i bambini devono assimilare prima possibile i concetti di diritto alla privacy e di diritto d'immagine e devono capire che non devono credere a tutto quello che vedono su internet. Internet e Facebook non sono un riflesso del mondo, ma solo un grande teatro!". Lo psichiatra ricorda inoltre che i genitori non devono credere "che i bambini possono cavarsela da soli: è necessario educarli e accompagnarli su internet a partire dall'inizio della scuola elementare, perché arrivino ben informati all'età in cui potranno lanciarsi da soli".

È infine importante per il bambino comprendere che gli amici su Facebook non hanno nulla a che vedere con gli amici nella vita vera. "Bisogna insegnare ai ragazzi a essere amici solo degli amici che si hanno nella realtà e non accettare mai inviti di persone mai incontrate".

Jessica Xavier

Un ringraziamento a Serge Tisseron, psichiatra e autore del libro de 3, 6, 9, 12: Apprivoiser les écrans et grandir (3,6,9,12: come addomesticare lo schermo e crescere), Edizioni Eres, e a Jacques Henno, esperto di nuove tecnologie, conferenziere sui bambini e sui social network e autore del libro Facebook & vos enfants (Facebook e i tuoi bambini), Edizioni Télémaque

Fonte: Cnil, UNAF

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31/07/2015
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