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La passeggiata

La passeggiata rappresenta un momento importante della giornata del bambino, costituisce infatti uno dei primi e principali contatti con il mondo esterno. I vantaggi della passeggiata sono evidenti sia sul piano fisico (miglioramento dell'appetito, rilassamento) sia sul piano dell'acquisizione psicomotoria per gli innumerevoli stimoli che sollecitano il bambino.

La passeggiata
© Jupiter

Quando iniziare le prime passeggiate?

Nelle stagioni favorevoli, cioè primavera, estate, autunno, il neonato deve uscire subito appena arrivato a casa dall'ospedale. Qualche giorno di attesa, massimo una settimana, può essere osservato in pieno inverno, più che altro per organizzarsi, ma senza rimandare di molto: scegliendo le ore più calde e i posti più soleggiati in una bella giornata il neonato può uscire subito anche in inverno. La passeggiata può diventare un rito quotidiano, compatibilmente con le condizioni di salute o le disponibilità di tempo della mamma. Infatti non deve essere un obbligo, ma un piacere reciproco della mamma e del bambino. In altre parole, se la passeggiata, per quel giorno, crea grossi problemi organizzativi per la famiglia (gli altri bambini, il marito, la cena, improvvisi impegni ecc.), non si farà! Aprite una finestra e lasciate che i raggi del sole accarezzino il bambino e che entri un po" di aria fresca.
Anche il momento della passeggiata offre una fioritura di luoghi comuni e di cattive abitudini, a cominciare dalla paura del freddo. È questa paura che obbliga molti poveri bambini a trascorrere tutto l'inverno segregati in casa, a respirare l'aria viziata di ambienti che non vengono mai aperti, appunto perché entra il freddo. Il bambino deve uscire il più possibile anche in inverno. Anche con la pioggia, con la neve, con la nebbia, con la temperatura sottozero! Le mamme avranno modo di constatare come, anche nelle giornate invernali più fredde, il bambino nella culla sarà piacevolmente caldo, con il viso e le manine caldi. Questo perché, nella culla, si crea una specie di microclima uniforme, quindi un ambiente ideale per il bambino piccolo che non teme le basse temperature, ma i repentini cambi di temperatura. Per questo motivo è meglio evitare la passeggiata nelle giornate di forte vento, sia in inverno che nella prima primavera o nel tardo autunno. Le folate di vento freddo possono penetrare nelle carrozzine e modificarne improvvisamente il clima uniforme. Non sono invece da temere le giornate di nebbia, di pioggia o di neve perché in tali condizioni il clima è uniforme.

Nelle città in cui il vento è di casa, i bambini possono uscire anche nelle giornate ventose, perché ogni bambino si abitua al clima del suo luogo natale.
Anche per il vestiario da indossare per la passeggiata bisogna usare il buon senso.
Se la mamma sente il bisogno di un maglione, andrà messo anche al bambino.
Se la mamma sente la necessità di un cappello, al bambino farà indossare la cuffietta.
La mamma con la pelliccia o con la giacca di piumino, il bambino con la tuta di piumino. È naturale e umano che nei primi tempi si esageri in eccesso.
Controllate se il bambino è caldo o se addirittura suda, e regolatevi di conseguenza nei giorni successivi. Un'ultima osservazione riguarda il sole. È importante esporre il bambino al sole durante la passeggiata. Gradualmente, ma con la maggior superficie del corpo possibile, compatibilmente, è ovvio, con la stagione.
Senza remore, esitazioni o paure immotivate.

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04/05/2010
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