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Evitare l'annegamento con l'autosoccorso infantile

Prenderti cura del tuo bambino è un gesto naturale e quotidiano. Spesso, però, l’intelligenza di tuo figlio, la sua spiccata voglia di esplorare, di scoprire come è fatto il mondo, possono nascondere delle insidie. Pericoli che si trasformano in tragedie quando tutto questo si mescola a sviste e disattenzioni da parte dei genitori. Il mix può essere letale. Le cronache nere dal mondo hanno raccontato storie di incidenti domestici dal finale drammatico. Da molti anni è stato istituito l’ISR, ovvero l’autosoccorso di nuoto infantile: un programma nato con l’obiettivo di insegnare ai bambini le abilità e le capacità di sopravvivenza in acqua.

Scopri cos'è l'autosoccorso infantile
© Getty Images

Prenderti cura del tuo bambino è un gesto naturale e quotidiano. Spesso, però, l’intelligenza di tuo figlio, la sua spiccata voglia di esplorare, di scoprire come è fatto il mondo, possono nascondere delle insidie. Pericoli che si trasformano in tragedie quando tutto questo si mescola a sviste e disattenzioni da parte dei genitori. Il mix può essere letale. Le cronache nere dal mondo hanno raccontato storie di incidenti domestici dal finale drammatico.

In America, ad esempio, uno degli incidenti più diffusi è costato la vita a migliaia di bambini: parliamo dell’annegamento nelle acque delle piscine. Tutto nasce come un gioco: camminare o gattonare per casa fino ad arrivare al giardino grazie alla porta trovata accidentalmente aperta, fino a non sentire più il terreno sotto mani e piedi. Il bambino cade in acqua. Se non recuperato in tempo affoga. Così il drammatico incidente.

Da molti anni è stato istituito l’ISR, ovvero l’autosoccorso di nuoto infantile: un programma nato con l’obiettivo di insegnare ai bambini le abilità e le capacità di sopravvivenza in acqua. 

Cos’è l’ISR?

ISR è l’acronimo di Infant Swimming Resource, ovvero Autosoccorso di nuoto infantile. Nato in America, ma ormai diffuso in tutto il mondo, il programma si propone l’obiettivo, grazie all’aiuto di professionisti specializzati in nuoto, educazione e psicologia, di insegnare ai bambini dai 6 mesi ai 6 anni le capacità di sopravvivenza in acqua. Evitando in questo modo ogni possibile tragica conseguenza di annegamento.

Gli obiettivi

L’obiettivo per la fascia d’età dai 6 ai 12 mesi è quello di far assumere autonomamente al bambino una posizione di galleggiamento sul dorso, riposando e respirando. Mentre per i bambini inclusi nella fascia d’età che va da 1 a 6 anni, gli obiettivi riguardano l’insegnamento della fase di nuoto, la rotazione sul dorso, il galleggiamento e il girarsi sull’addome per continuare a nuotare fino al raggiungimento di un posto sicuro. Tutto questo viene insegnato molte volte tramite una sequenza nuoto-galleggiamento-nuoto ben precisa, in modo che il bambino possa imparare e far proprie queste tecniche.

I genitori potranno così apprendere guardando al lavoro i professionisti. Infatti, il programma comprende l’educazione anche per mamma e papà sulla sicurezza in acqua e sulla prevenzione dell’annegamento.

Cosa insegnare ai bimbi dai 6 ai 12 mesi

Il bambino verrà introdotto in acqua da un istruttore professionista, il quale lo guiderà cercando di instaurare un rapporto di fiducia e di comfort. In questa fascia d’età il bambino imparerà a:

  • Trattenere il respiro sott’acqua
  • Girarsi sulla schiena
  • Galleggiare senza aiuto
  • Respirare rimanendo a galla
  • Eseguire le tecniche di autosoccorso prima con addosso un semplice pannolino, poi completamente vestiti

Cosa insegnare ai bimbi da 1 a 6 anni

In questo periodo della vita il bimbo impara a camminare e dunque ad avere una relativa autonomia. La sua voglia di scoprire il mondo lo espone ad alcuni pericoli che possono essere eliminati grazie ad insegnamenti ben precisi. Come ad esempio:

  • Trattenere il respiro sott’acqua
  • Nuotare con la testa sott’acqua
  • Girarsi sul dorso per galleggiare
  • Girarsi sul dorso per riprendere a nuotare fino a raggiungere un posto sicuro

Come insegnare ad un bambino che non parla?

Naturalmente insegnare a nuotare ad un bambino non è assolutamente facile e prevede un alto livello di specializzazione. Il programma basa le sue lezioni affidandole ad un processo psicologico, che ovviamente non comprende l’utilizzo della parola, non ancora decifrabile dall’infante. Viene utilizzata la tecnica del “condizionamento operante”, dell’imitazione, il tutto condito da gesti affettuosi, toni di voce gentili e dall’aiuto dei genitori. Quando un muscolo compie un’azione appropriata, viene immediatamente rinforzato e i bimbi rispondono col linguaggio corporale agli incoraggiamenti dell’insegnante. 

Conclusioni

Niente paura per l’incolumità del vostro bambino che si divertirà apprendendo qualcosa di molto importante.   

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26/09/2014
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