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La vista e gli occhi dei bambini
 
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Come vedono i bambini?

Per molto tempo si è pensato che il neonato fosse cieco, ma oggi non è più così, e anzi da alcune esperienze è emerso che esiste una sensibilità alla luce già nell'utero, a partire dal settimo mese . Anche se imperfetta, la vista è una fonte inesauribile di scoperte per l'esplorazione del mondo da parte del neonato.

Come vedono i bambini?
© Getty Images

I primi studi sulla vista dei neonati risalgono agli anni '50: Robert Fantz pensava che la fascinazione del neonato per le cose nuove dovesse essere considerata come una sorta di linguaggio silenzioso. Lo studio della vista nel neonato comprende due diversi approcci: da un lato, ciò che viene percepito, dall'altro, ciò che lo "sguardo" esprime nel rapporto tra il neonato e il suo ambiente. Ciò riprende il concetto di "sguardo-sortilegio" di Julian de Ajuriaguerra.

La vita intra-uterina

Nel 1983 è stato dimostrato tramite ecografia che il feto all'interno del liquido amniotico apre gli occhi a partire dalla sedicesima settimana della vita intrauterina; l'esposizione del ventre materno a una luce intensa e lampeggiante provoca un'accelerazione del suo battito cardiaco e un'agitazione degli arti. Dopo sette masi dal concepimento il bambino è già in grado di vedere.

La nascita

Alla nascita il neonato è in grado di fissare con lo sguardo, dimostrando quindi di possedere dei riflessi pupillari (fotomotori). Il bambino riesce a seguire con lo sguardo un oggetto su un arco di 90° (un quarto di cerchio), e accompagna il movimento oculare con una rotazione della testa, a condizione che lo stimolo si trovi a una distanza adeguata e sia sufficientemente attrattivo (a causa del contrasto, dell'intensità luminosa o del movimento).

Dopo i pasti il neonato, che è sazio, calmo e respira regolarmente, apre gli occhi, vividi, per un periodo sempre più lungo. Esistono delle notevoli differenze tra i bambini: alcuni sono vivi, altri molto più sonnolenti, con lo sguardo meno intenso. Oltre a fattori esterni (durata del parto, assunzione di farmaci, ecc.), è probabile che entrino in gioco anche differenze nella maturazione nervosa. Per quanto riguarda l'accomodazione, nel neonato la curvatura del cristallino non si modifica in base alla distanza, che alla nascita sembra essere fissata intorno ai 18-20 cm. All'età di 3 mesi l'accomodazione è eccellente, addirittura superiore a quella dell'adulto.

A 4 settimane il piccolo segue con gli occhi un giocattolo che gli viene fatto passare davanti. A 6 settimane segue le persone che si muovono nella stanza. A 8 settimane segue un oggetto in movimento su un arco superiore ai 90° e a 12 settimane lo segue da un lato all'altro. Verso 3 o 4 mesi segue con lo sguardo lo spostamento degli oggetti girando la testa. A 6 mesi cerca di vedere ciò che gli interessa cambiando posizione. È solo a partire da 12 mesi che riesce a seguire con lo sguardo un oggetto in rapido spostamento.

Il neonato vede relativamente bene gli oggetti in forte contrasto e poco distanti, e può distinguere due zone luminose con una differenze di intensità del 5%, mentre l'adulto percepisce differenze dal 1 al 2%. Il neonato distingue le superfici piane dai volumi verso le 6-7 settimane e la differenze tra concavo e convesso vero le 10 settimane.

A partire dai 4 mesi vede i colori come l'adulto. Gli studi recenti confermano che alcuni neonati presentano una preferenza visiva per gli oggetti nuovi, e pare che i bambini che in seguito svilupperanno dei ritardi intellettivi abbiano già delle capacità di selezione visiva inferiori. Arthur H. Parmelee ha dimostrato che i neonati che non manifestano delle preferenze per le immagini nuove hanno maggiori eventi patologici pregressi (complicazioni ostetriche e post parto) rispetto a quelli che esprimono questa preferenza. .

Dr Lyonel Rossant

Dr Jacqueline Rossant-Lumbroso

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23/10/2013

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