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I disturbi dell'udito nel bambino

I problemi di sordità congenita colpiscono un bambino su 1.000, a cui vanno aggiunti i bambini prematuri o a rischio, più del 4 %. Come viene effettuato lo screening? Come scoprire questi problemi? Doctissimo ti aiuta a scoprire tutto quello che c'è da sapere per proteggere le orecchie del neonato. I problemi di udito possono esistere già a partire dalla nascita.

Problemi d'udito dei bambini
© Getty Images

Le cause dei disturbi dell'udito nei bambini

Il sistema uditivo è complesso e fragile, ed è per questo che può essere colpito da numerosi disturbi, che possono essere distinti in problemi congeniti e quelli che insorgono dopo la nascita. I primi sono essenzialmente di origine genetica, e sono responsabili di due sordità su tre. Si tratta a volte di problemi più vasti, che oltre a provocare la sordità colpiscono diversi organi (nelle sindromi di Usher o di Pendred, ad esempio).

I problemi uditivi comparsi durante la gravidanza possono essere la conseguenza di un'infezione della mamma (rosolia) o dell'effetto di sostanze tossiche. In certi casi, però, i disturbi dell'udito possono insorgere dopo la nascita, e sono dovuti a infezioni, a traumi o a sostanze tossiche (ad esempio alcuni farmaci). I soggetti più a rischio: i prematuri e i bambini che presentano fragilità o rischi particolari.  

Lo screening uditivo neonatale

Se non viene tempestivamente scoperta, la sordità può essere all'origine di ritardi nello sviluppo o nell'apprendimento del linguaggio. Sfortunatamente, però, spesso il problema viene diagnosticato solo  a partire dai due anni: è per questo che nel 2005 in Francia il Sistema Sanitario Nazionale ha lanciato un programma di screening della sordità nei reparti maternità. Per ora solo sei grandi città sono coinvolte: Parigi, Lione, Marsilia, Bordeaux, Tolosa, Lille.

Nei reparti maternità coinvolti (6 o 7 per città) tutti i bambini hanno diritto a un test diagnostico denominato Potenziali Evocati Acustici (PEA). In cosa consiste? Si fanno ascoltare al neonato dei piccoli rumori (dei clic) e si misura l'attività cerebrale con l'ausilio di elettrodi (posti sulla sommità del capo e delle orecchie) in modo del tutto indolore. Questo test ha il vantaggio di verificare il corretto funzionamento di tutto il sistema uditivo.  

Sordità: interpreta gli esami

Il test viene effettuato nel reparto maternità a partire dal primo giorno di vita, e in caso di dubbi viene effettuato un secondo test prima delle dimissioni: in caso gli esami sembrino confermare un disturbo uditivo in un orecchio o in entrambe le orecchie, il bambino viene indirizzato in un centro diagnostico specializzato.

Va ricordato che il test PEA è piuttosto approssimativo e in genere risulta positivo per un bambino su 100, ma gli esami complementari condotti in un centro specializzato spesso rassicurano i genitori: 9 volte su 10 il bambino che risulta "positivo" in realtà non ha alcun problema. In funzione dei risultati conseguiti, il programma di screening dovrebbe essere esteso all'intero territorio francese.  

Quali sono i trattamenti per la sordità?

La terapia dipende ovviamente dal grado di sordità (leggera, media, grave o profonda), e si basa in primo luogo su un trattamento acustico con l'uso di protesi, che possono essere inserite a partire dai tre mesi. Gli impianti cocleari (apparecchi che stimolano il nervo uditivo) possono essere proposti nei casi di sordità grave, ma la terapia uditiva deve essere accompagnata da un trattamento delle difficoltà di linguaggio, in cui l'ortofonista ha un ruolo molto importante e che deve consentire al bambino di sviluppare un linguaggio praticamente normale.

Louis Asana

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23/10/2013
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