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La diarrea cronica

La diarrea cronica, anche se è un'evenienza molto più rara di quella acuta, costituisce uno dei grandi problemi di difficile soluzione dell'età pediatrica.

La diarrea cronica
© Getty Images

La diarrea cronica è caratterizzata dall'emissione di diverse scariche durante la giornata, con feci sfatte, cioè non compatte e omogenee. Tale disturbo ha un andamento cronico, nel senso che dura parecchie settimane o addirittura mesi, quindi non deve essere confuso con la comparsa di episodi diarroici ricorrenti intervallati, però, da periodi più o meno lunghi di emissione di feci normali.
Attorno a un bambino che presenta diarrea cronica, purtroppo, nel giro di poco tempo si crea un'atmosfera familiare e anche medica di grave tensione e preoccupazione.
Questa condizione emotiva quasi sempre spinge a entrare in una spirale di tentativi dietetici, di controlli medici, di esami di laboratorio, di ricoveri ospedalieri, di prove di funzionalità dell'apparato digerente e anche, talvolta, di interventi invasivi. Alla luce di questa possibile drammatica evoluzione è necessario affrontare il problema con razionalità, ma soprattutto con estremo equilibrio e buon senso. Nel caso di crescita e di comportamento normale del bambino, non si deve fare niente. Spesso invece viene commesso l'errore di cercare di migliorare subito l'aspetto, la consistenza e il numero delle feci riducendo la dieta o eliminando certi alimenti.
Non sempre l'esito di tale intervento è positivo. Prima di sospendere un certo tipo di alimento, bisogna essere certi che il disturbo della diarrea sia legato a quell'alimento e soprattutto che il bambino ne subisca delle conseguenze (non cresce, perde peso). In questo caso ci si trova di fronte a due tipi di suggerimenti: c'è chi consiglia di eliminare subito gli alimenti potenzialmente causa di diarrea (latte, cereali contenenti glutine ecc.) e chi invece suggerisce subito una serie di esami e un eventuale ricovero in ospedale (entrando nella spirale della malattia).
Premesso che, come ho già detto, la diarrea cronica è un problema di non facile soluzione, ritengo che entrambi i suggerimenti siano legittimi. Il medico che invita a fare subito tutti gli esami dal punto di vista strettamente scientifico è inattaccabile, ma ritengo che il pediatra abbia il dovere di assumersi delle responsabilità e non debba limitare la sua capacità assistenziale alla prescrizione di esami di laboratorio e alle indagini strumentali. Deve tutelare la qualità della vita del bambino e garantire nel migliore dei modi la serenità familiare. Gli esami di laboratorio, a partire dai prelievi di sangue fino alle pratiche più invasive, come gastroscopie e biopsie intestinali, sono molto traumatizzanti e vanno riservati ai casi veramente gravi.

Un modo di agire equilibrato e responsabile è quello di osservare il comportamento del bambino per un certo periodo di tempo (2-3 settimane).
Valutare se le feci sono veramente di aspetto e caratteristiche preoccupanti.
Considerare il numero delle evacuazioni, ma soprattutto la quantità delle feci emesse.
Il bambino al di sotto dell'anno, in media, ne emette meno di 150 g al giorno.
Il bambino al di sopra dell'anno ne emette meno di 200 g. Questi sono valori indicativi ma utili nell'orientare la diagnosi.
Valutare l'andamento del peso del bambino. Un arresto momentaneo può non essere significativo. Molto più grave è invece la perdita di peso.
Se si verificano le ipotesi che ho descritto, può essere opportuno sospendere temporaneamente gli alimenti potenzialmente responsabili di diarrea. Si incomincia con il latte, variando però la dieta in modo tale da controbilanciare la diminuzione dei vari elementi nutritivi: proteine, grassi e zuccheri contenuti nel latte. Bisogna però tenere presente che per eliminare definitivamente una sostanza deve esserci sempre la controprova: eliminazione=scomparsa, reintroduzione=ricomparsa della diarrea. Solo successivamente si deve passare a interventi più complessi e invasivi.
Quanto vi ho suggerito non ha la pretesa di essere "Vangelo", deve solamente servire ad aiutarvi a capire se la strategia messa in atto per affrontare la diarrea cronica sia corretta. Sempre nel rispetto e nella tutela della qualità della vita del bambino.

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04/05/2010

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