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La mononucleosi colpisce gli adolescenti

Sei stanco, febbricitante, inappetente? Hai dei linfonodi ingrossati a livello del collo, delle ascelle, dell’inguine? Forse stai sviluppando la "malattia del bacio", un’infezione contagiosa e molto diffusa durante l’adolescenza.

Mononucleosi e adolescenti
© Getty Images

Sei stanco, febbricitante, inappetente? Hai dei linfonodi ingrossati a livello del collo, delle ascelle, dell’inguine? Forse stai sviluppando la "malattia del bacio", un’infezione contagiosa e molto diffusa durante l’adolescenza.

La mononucleosi colpisce gli adolescenti

Il virus di Epstein Barr, all’origine della malattia, possiede la particolarità di svilupparsi all’interno di una categoria specifica di globuli bianchi che possiedono un solo nucleo, i linfociti mononucleari, da cui deriva il nome della malattia. Il virus è presente nella saliva, ma con molta probabilità si propaga anche attraverso la tosse e l’espettorato. Il periodo di incubazione è compresa tra 2 e 6 settimane e aumenta con l’età: l’infezione si riscontra con maggiore frequenza tra 10 e 35 anni e, tra gli adolescenti, può diffondersi sotto forma di piccole epidemie.

La diagnosi, ipotizzata in genere sulla base dei segni clinici e delle alterazioni rilevabili all’esame del sangue (aumento dei linfociti), viene in seguito corroborata da esami sierologici che rilevano la presenza di anticorpi specifici.

Una malattia quasi sempre benigna

Nella maggior parte delle persone la mononucleosi è una malattia benigna, che può addirittura passare inosservata, e sintomi possono essere di ridotta entità nei preadolescenti. Si calcola inoltre che in paesi come l’Italia e la Francia 9 adulti su 10 abbiano già contratto la malattia senza conseguenze.

La stanchezza correlata all’infezione, che a volte risulta abbastanza intensa, sparisce di solito in qualche settimana o, nel peggiore dei casi, in qualche mese. A volte, però, nei primi stadi essa può venire scambiata per patologie del sangue più gravi come il linfoma di Hodgkin e dare origine a paure infondate.

Negli adolescenti, tuttavia, le manifestazioni possono a volte risultare gravi, e in alcuni casi possono causare:

  • Disturbi respiratori legati all’ipertrofia dei linfonodi;
  • Itterizia, dovuta al coinvolgimento del fegato;
  • Aumento di volume, o in casi eccezionali anche rottura, della milza;
  • Problemi nervosi, cardiaci o a carico delle meningi, o reazioni autoimmuni. 

Mononucleosi: abbi pazienza

In presenza di una mononucleosi infettiva di solito l’unica cosa che si può fare è essere pazienti: non esistono particolari misure di protezione da prendere, poiché è impossibile proteggersi dalla disseminazione virale. La malattia, torniamo a ripeterlo, nella stragrande maggioranza dei casi risulta di gravità contenuta; in ogni modo sarebbe molto difficile evitare il contatto con un virus presente nel 20% della saliva degli individui adulti. Si sta studiando un vaccino, ma si ritiene che verrà sviluppato all’interno di certe popolazioni a particolare rischio.

Per quanto riguarda la terapia farmacologica, le possibilità sono molto limitate: poiché si tratta di una patologia di origine virale, l’impiego di specifici farmaci (interferone, aciclovir...) è in genere riservato ai soggetti che presentano delle ridotte difese immunitarie. I farmaci antipiretici (aspirina o altro) possono essere utili per abbassare la febbre, poiché questa a volte supera i 39°C.

È infine possibile assumere dei ricostituenti durante la fase di convalescenza, per tornare più velocemente in forma. La misura più utile consiste nel riposarsi. In caso di concomitante infezione delle tonsille da parte di uno streptococco, è possibile inoltre ricorrere agli antibiotici, evitando però i derivati della penicillina (ampicilline), poiché possono provocare un’eruzione cutanea e intensificare i sintomi della malattia.

Dr Corinne Tutin

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03/01/2013

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