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Le malattie contagiose del bambino
 
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Le malattie esantematiche

Le malattie esantematiche sono un gruppo di patologie tipiche dell'età pediatrica caratterizzate, oltre che da vari altri sintomi, soprattutto da una caratteristica comune: l'esantema. Il termine esantema deriva dal greco e significa "fioritura", "efflorescenza". Ogni malattia ha una sua caratteristica "fioritura".

Le malattie esantematiche
© Jupiter

Il morbillo

È quasi scomparso in Italia, grazie alla diffusione della vaccinazione.
Periodo di incubazione: fisso di 14 giorni (dal momento del contagio fino alla comparsa dell'eruzione).
Sintomi: inizia con febbre piuttosto elevata (38-40 °C esterna). Quasi contemporaneamente si manifestano altri sintomi come scolo siero-mucoso dal naso, occhi arrossati, tosse secca, stizzosa e insistente. In questa fase il bambino è particolarmente sofferente, più di quanto sia rilevabile durante altri episodi febbrili, lamenta mal di gola, male alla bocca e, in particolare, alle gengive, avverte bruciore agli occhi e fastidio alla luce. Dopo 3-5 giorni di questi sintomi, qualche volta in concomitanza con una lieve diminuzione della febbre, inizia l'eruzione.
L'esantema è caratterizzato dalla presenza sulla cute di macchie di colorito rosso vinoso che compaiono inizialmente sul capo, dietro alle orecchie, alle radici dei capelli, al volto; nell'arco di 24 ore si diffondono sul tronco e, al 3° giorno, raggiungono gli arti inferiori. Nell'arco di circa 3 giorni scompare la febbre e l'esantema si attenua notevolmente, lasciando talvolta una lieve desquamazione.
Con la scomparsa della febbre e la remissione dell'eruzione, il morbillo entra nella fase della convalescenza.
Terapia: antifebbrili, sedativi della tosse (se molto fastidiosa). Vitamine.
Dopo quanto tempo il bambino può essere considerato guarito e può ritornare in comunità? Il bambino può tornare alla vita normale dopo 7 giorni dalla scomparsa completa dell'eruzione.
Da che età i bambini possono ammalarsi di morbillo? Se la mamma ha fatto il morbillo, trasmette i propri anticorpi al bambino attraverso la placenta (non attraverso il latte). Ne deriva una protezione che dura circa 5-7 mesi, raramente un anno. Quindi nei primi 6 mesi circa di vita i bambini sono immuni dal
morbillo.
Vaccinazione: raccomandata!

La rosolia

È una malattia virale piuttosto simile al morbillo.
Periodo di incubazione: 14-21 giorni.
Sintomi: l'inizio della malattia è caratterizzato da una febbre di modesta entità (intorno a 38 °C esterna), da un lieve raffreddamento con modesto scolo dal naso, da lieve irritazione agli occhi e qualche colpo di tosse (in pratica i sintomi del morbillo attenuati). Dopo un paio di giorni compare l'eruzione, che parte dal viso per diffondersi rapidamente a tutto il corpo.
L'esantema è costituito da macchie di color rosso per lo più isolate o confluenti (sovrapposte) in piccoli gruppi, la cute fra di esse è di colore normale. Le macchie sono più numerose al volto e al tronco, più rade agli arti inferiori, che qualche volta non vengono neppure raggiunti. Dopo 24 massimo 48 ore, l'esantema scompare senza residui. La rosolia ha quindi le caratteristiche di un morbillo attenuato, l'unica differenza è data dalla presenza di un ingrossamento delle ghiandole linfatiche (linfonodi) dietro all'orecchio, nella parte posteriore della testa e dietro la nuca. Il bambino si presenta in buone condizioni, non è sofferente, non accusa fastidio alla luce.
Terapia: la rosolia non richiede particolari cure.
Per quanto tempo la rosolia è contagiosa? I bambini affetti da rosolia sono contagiosi per circa 14 giorni (7 giorni prima e 7 giorni dopo la comparsa dell'esantema).
È molto importante che, durante la malattia, il bambino non entri in contatto con donne (non vaccinate o che non hanno fatto la malattia) in stato di gravidanza, con particolare riguardo ai primi mesi, data l'estrema pericolosità dell'infezione sul piccolo che portano in grembo.
Vaccinazione: raccomandata!

1 Le malattie esantematiche - continua ►

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04/05/2010

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