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Le malattie contagiose del bambino
 
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La pertosse

La pertosse è la malattia infettiva dell'infanzia che vanta il maggior numero di definizioni popolari: tosse asinina, tosse canina, tosse convulsiva. È causata da un batterio e pertanto non è di origine virale.

La pertosse
© Jupiter

Periodo di incubazione: 10-14 giorni.
Sintomi: l'inizio è subdolo, caratterizzato da un modesto raffreddore, da qualche colpo di tosse che, a detta dei genitori, è prevalentemente notturno.
In genere non c'è febbre o raramente una lieve febbricola. Il bambino non mostra particolari malesseri se non un modesto calo dell'appetito. Nel giro di una decina di giorni, la tosse si intensifica e comincia ad assumere caratteristiche specifiche: diventa una tosse ad accessi (attacco di tosse accessuale). Gli accessi sono caratterizzati da numerosi colpi di tosse (8-10) ripetuti senza che il bambino respiri tra un colpo e l'altro; questi si fanno via via più ravvicinati in crescendo fino a farlo rimanere senza fiato. Nel corso di questi accessi il bambino diventa rosso in viso fino alla cianosi, gli occhi sembrano spinti fuori dalle orbite, la lingua viene protesa in fuori (protrusione della lingua). Al termine della crisi (attacco accessuale) vi è quasi sempre l'emissione di mucosità biancastre e filanti (la mamme riferiscono: "Vomita catarro"). Dopo questi colpi di tosse e dopo il vomito, il bambino ha una tale fame di aria, che compie un'inspirazione sonora e profonda (il cosiddetto urlo). Questa è la descrizione del tipico accesso di pertosse. Esso compare in genere dopo circa 10 giorni dall'inizio della tosse. Con il procedere della malattia, gli accessi si moltiplicano fino a giungere a un numero di 10-20-30 nelle 24 ore. Sono diurni e notturni. Tra un accesso e l'altro il bambino sta bene. Talvolta può presentare il volto un po" gonfio, specie intorno agli occhi (questo segno non deve sfuggire al pediatra attento quando è chiamato a visitare un bambino che tossisce molto). A volte, specie quando gli accessi sono molto violenti, sul volto o negli occhi possono comparire piccoli punti arrossati, che sono espressione di piccole emorragie dovute allo sforzo della tosse. Uno degli inconvenienti più fastidiosi, più evidente nei bambini più grandicelli, è il vomito alimentare che segue gli accessi.
Dopo 2-3 settimane il numero degli accessi diminuisce, e anche l'accesso stesso diviene meno virulento, non è più seguito da vomito, le inspirazioni finali non sono più rumorose e stridenti. Con il passare dei giorni la sintomatologia si va a mano a mano attenuando. La durata della pertosse non è determinabile con esattezza.
Generalmente dopo 5-6 settimane il bambino non tossisce più.

Terapia: essendo di origine batterica, la pertosse può essere curata con gli antibiotici.
Il loro uso deve essere deciso dal medico. Una terapia adeguata va praticata senza indugio ai bambini al di sotto dell'anno o a quelli affetti da precedenti di malattie polmonari. Il grosso problema della terapia della pertosse è rappresentato… "dalla tosse". Le mamme chiedono insistentemente medicine che facciano diminuire il numero degli accessi e che consentano al bambino di dormire.
Non esistono farmaci tanto efficaci da sedare la tosse causata da questa malattia: quasi sempre gocce, sciroppi, supposte risultano inutili.
Importante è l'ambiente in cui vive il bambino. Gli ambienti chiusi, fumosi o con aria viziata sono nemici del bambino affetto da pertosse. Appena fatta la diagnosi, il piccolo malato non deve rimanere chiuso in casa e vanno incoraggiate le uscite ed eventualmente il soggiorno in campagna, al mare o in montagna.
La pertosse non è una patologia pericolosa per i bambini, richiede solo maggiore attenzione nei primi mesi di vita poiché, a differenza delle altre comuni malattie infettive, può essere contratta anche dal neonato.

Per quanto tempo la pertosse è contagiosa?

La pertosse è contagiosa per 4 settimane dall'inizio della tosse o, se vogliamo, per 3 settimane dalla comparsa degli accessi veri e propri. Il periodo di trasmissibilità sembra diminuire se il bambino affetto viene sottoposto a terapia antibiotica.
Vaccinazione: raccomandata!

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04/05/2010

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