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Le malattie contagiose del bambino
 
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L'impetigine

L'impetigine è l’infezione della pelle più frequente nei bambini, è molto contagiosa e presenta due forme principali: l’impetigine crostosa, caratterizzata dalla formazione di pustole e di croste giallastre, e l’impetigine bollosa, che si manifesta con la comparsa di bolle più grandi, che possono portare ad abrasioni gravi.

Impetigine e bambini
© Getty Images

Le cause dell’impetigine

I batteri responsabili di questa malattia della pelle sono lo streptococco, lo stafilococco dorato o entrambi contemporaneamente. Questi microrganismi provengono spesso dalla mucosa nasale, dalla bocca o dalla regione perineale del bambino: in questo caso si parla di autocontaminazione, ed è per questo motivo che spesso l’impetigine è localizzata attorno alle narici, alla bocca o nella regione perineale. Sono tuttavia possibili tutte le localizzazioni (gambe, ascelle, collo…), ad eccezione dei palmi delle mani e delle piante dei piedi. L’impetigine può inoltre diffondersi per contatto con un’altra persona (tocco, baci) così come attraverso la biancheria.

Batteri e impetigine

Poiché gli agenti coinvolti sono batteri, il germe più frequentemente isolato in Europa nelle due forme principali di impetigine è lo stafilococco dorato. Sono stati identificati alcuni ceppi resistenti a uno o a vari antibiotici, sia in luoghi pubblici (asili, scuole) sia all’ospedale, rendendo quindi indispensabile in certi casi la realizzazione di prelievi per identificare l’eventuale presenza di ceppi resistenti. La decisione, ovviamente, spetta al medico.

Fattori di rischio per l’impetigine

Esistono determinate situazioni in grado di favorire l’insorgenza dell’impetigine, in particolare:

• Le lesioni della pelle provocate da traumi come morsi, graffi, punture d’insetti o numerosi tipi di lesioni provocate da una malattia (eczema, varicella, herpes, scabbia, pediculosi)

• La mancanza di igiene

• La presenza di casi di impetigine all’asilo o a scuola

• Le infezioni nasali o le diarree

• Alcuni farmaci utilizzati per trattare certe malattie croniche (corticosteroidi o immunosoppressori)

Le caratteristiche dell’impetigine crostosa

Viene chiamata anche impetigine non bollosa e si tratta della forma più frequente (circa il 70% dei casi), che colpisce soprattutto i bambini al di sotto dei 10 anni. All’inizio si osserva un’eruzione caratterizzata da piccole vescicole o bolle traslucide, a volte circondate da una zona arrossata. Queste piccole lesioni scoppiano e nel giro di qualche ora rilasciano il loro contenuto e seccano, formando in seguito una crosta giallastra che ricopre una piccola erosione di colore rosso. Queste lesioni sono raramente dolorose, ma a volte possono causare prurito. Si tratta di un’infezione superficiale, che quindi non provoca febbre, ma è molto contagiosa ed è all’origine di piccole epidemie negli asili e nelle scuole, soprattutto durante l’estate, probabilmente perché i bambini indossano le camicie a maniche corte o gli short, che favoriscono il contatto con la pelle di altre persone e con le piccole lesioni traumatiche delle parti esposte.

Le caratteristiche dell’impetigine bollosa

L'impetigine bollosa può insorgere anche sulla pelle sana e rappresenta il 30% dei casi di impetigine; colpisce più frequentemente il neonato e il lattante. La lesione iniziale è una grande bolla, della dimensione di 1-2 cm. Le lesioni si moltiplicano e dopo 2-3 giorni scoppiano e formano delle abrasioni gravi che si estendono rapidamente. In generale non compaiono né febbre né dolore, ma è consigliabile rivolgersi al medico per evitare un’estensione eccessiva delle lesioni e il rischio di sovrainfezione. L’impetigine bollosa si diffonde attraverso piccole epidemie nelle maternità e negli asili, e la trasmissione del germe avviene spesso attraverso le mani del personale sanitario.

Trattamento dell’impetigine

Qualunque sia la forma di impetigine, il trattamento ha come obiettivo quello di ottenere la guarigione nel più breve tempo possibile, per evitare la disseminazione dell’infezione, le complicanze e le ricadute (contagi a ripetizione), nonché quello di prevenire la contaminazione dell’ambiente, domestico e scolastico.

Nella maggior parte dei casi, il medico prescrive un trattamento locale a base di antisettici, a volte sotto forma di saponi o detergenti per eliminare le croste e altri residui e, se necessario, può inoltre spiegarti come far scoppiare le bolle con l’aiuto di un ago sterile. Poiché gli antisettici non esercitano un’azione specifica sui batteri, il trattamento standard prevede l’applicazione locale di un antibiotico che agisce sui germi responsabili dell’impetigine, sotto forma di pomata. L’applicazione di un antibiotico a livello delle lesioni permette infatti di raggiungere elevate concentrazioni di prodotto con un ridotto assorbimento nel sangue e un effetto di reidratazione della pelle, grazie alle sostanze grasse contenute nella pomata. Questo tipo di trattamento viene prescritto per le lesioni localizzate e poco numerose. In alcuni casi è possibile che il medico ti prescriva, oltre ai trattamenti locali, un antibiotico per via orale (in presenza di lesioni estese o gravi, o di una recidiva dopo un precedente trattamento) o una terapia combinata in presenza di altre malattie (eczema, scabbia, pediculosi…). Il medico è l’unico a poter individuare il trattamento ottimale in funzione del singolo caso. Fortunatamente l’evoluzione dell’impetigine è benigna e la nella stragrande maggioranza dei casi la guarigione è assicurata in pochi giorni: è quindi molto importante seguire scrupolosamente la terapia prescritta.

Impetigine: i consigli per evitare le recidive

Per essere sicuro dell’efficacia del trattamento ma anche per evitare nuove contaminazioni per il tuo bambino e il suo ambiente, è fondamentale seguire un certo numero di regole dettate dal buon senso:

• Tieni il bambino casa per evitare che la malattia si propaghi nei luoghi pubblici

• Fagli il bagno ogni giorno, fagli lavare frequentemente le mani e tenere le unghie corte. Per contrastare la colonizzazione da parte dei germi, lava con cura gli orifizi nasali e le pieghe sulla pelle del bambino

• Evita, per quanto possibile, che il bambino non tocchi le proprie lesioni, non si succhi il pollice per evitare la contaminazione di altre parti del corpo

• Lavati le mani dopo i trattamenti locali o in caso di contatto con le lesioni

• Cambia frequentemente la biancheria e gli indumenti potenzialmente contaminati.

Jesus Cardenas

 

Fonti
J. Mazeerruw-Hautier. Impetigine. Ann Dermatol Venereol 2006 ; 133: 194-207. (disponibile online)
O. Boudghène-Stambouli. Impetigine. Terapie dermatologiche, 29 maggio 2012. (disponibile online)
Come si riconosce l’impetigine? Sito Ameli (Assurance maladie en ligne, www.ameli.fr) dell'Assurance Maladie, 19 maggio 2010 (disponibile online)

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02/07/2013

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