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Le malattie contagiose del bambino
 
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La rosolia

La rosolia è un’infezione virale contagiosa che insorge con maggiore frequenza nei bambini tra i 5 e i 9 anni e che conferisce una buona immunità, non presentando quindi recidive. Il contagio durante la gravidanza è grave, poiché comporta un rischio elevato di malformazioni fetali. Il rischio di trasmissione dell’infezione al feto varia a seconda dell’epoca gestazionale: è molto elevato (90%) prima della 9a settimana di gravidanza, e si riduce in seguito (25%) verso la 23a settimana. Il rischio di anomalie congenite è molto elevato prima della 9a settimana di gravidanza e molto basso dopo la 16a settimana. La trasmissione dell’infezione avviene per via respiratoria (rosolia acquisita) o per via transplacentare (rosolia congenita).

La rosolia
© Getty Images

Cause e fattori di rischio

Il virus della rosolia appartiene alla famiglia Togaviridae. Prima che la vaccinazione fosse introdotta in maniera sistematica, la rosolia imperversava in forma epidemica in primavera.

Il bacino (fonte possibile di infezione) del virus è rappresentato dai seguenti soggetti:

  • Gli individui affetti da rosolia acquisita: il virus è presente nella faringe di questi soggetti da 7-10 giorni prima dell’eruzione cutanea fino a 15 giorni dopo;
  • I neonati affetti da rosolia congenita, che diffondono il virus attraverso le secrezioni per diversi mesi dopo la nascita e sono quindi molto contagiosi per l’ambiente circostante.

I segni della malattia

L’incubazione (periodo compreso tra il contagio e i primi sintomi) dura in media 2 settimane, in seguito alla penetrazione del virus nell’organismo attraverso le vie aeree.

Nella maggior parte dei casi la malattia è asintomatica, mentre nei restanti casi si manifesta attraverso sintomi quali febbre moderata, dolori muscolari e articolari e adenopatie cervicali (linfonodi palpabili nella regione del collo). Quando è presente, l’eruzione cutanea insorge in corrispondenza del viso per poi estendersi rapidamente al tronco e agli arti superiori sotto forma di piccole chiazze rosse (macule), e sparisce nell’arco di tre giorni.

La visita medica

Nella maggior parte dei casi la febbre è moderata (inferiore ai 38,5°C). Alla palpazione si evidenziano dei linfonodi a livello del collo e dietro le orecchie: si tratta di piccoli linfonodi non dolenti, che possono persistere per diverse settimane. Il medico osserva a volte i caratteristici segni dell’eruzione cutanea in precedenza descritti.

Esami e analisi complementari

Dall’emocromocitometrico emerge una diminuzione del numero totale di globuli bianchi nel sangue e un aumento del numero di linfociti, cellule del sangue responsabili della produzione di anticorpi.  

La rilevazione della presenza di anticorpi specifici nel sangue conferma la diagnosi.

Evoluzione della malattia

Le complicazioni che possono insorgere sono le seguenti:

  • Poliartrite (patologia infiammatoria che colpisce varie articolazioni), che sparisce senza lasciare tracce nel giro di un mese;
  • Meningoencefalite (patologia infiammatoria delle meningi e dell’encefalo).

Se la rosolia insorge durante la gravidanza, i rischi sono molteplici:

  • Aborto e nascita prematura;
  • Malformazioni fetali (cataratta, malformazioni uditive e cardiache, ritardo mentale);
  • Rosolia congenita evolutiva: corrisponde alla persistenza del virus e rende il virus molto contagioso. È associata a malformazioni multiple.

Da non confondere con...

Di fronte a un’eruzione cutanea, possono essere prese in considerazione altre diagnosi:

  • La scarlattina (infezione batterica che associa angina ed eruzione cutanea in un soggetto giovane);
  • Il morbillo;
  • L’esantema critico o subitum, febbre eruttiva di origine virale;
  • La mononucleosi infantile;
  • Reazione avversa da assunzione di farmaci;
  • Altre infezioni virali (Echovirus e Coxsackie virus).

Trattamento

Il trattamento della rosolia acquisita è puramente sintomatico (trattamento antipiretico per contrastare la febbre, vitamina C).

La prevenzione delle rosolia congenita è fondamentale. La sierologia della rosolia è obbligatoria nell’ambito degli esami prematrimoniali: se la donna incinta è sieronegativa, è indispensabile effettuare controlli periodici e, in caso di apparizione di un’eruzione sospetta o di contatto con un soggetto affetto da rosolia, dovrà essere sottoposta a un esame sierologico per escludere un’infezione.

La ricerca di un’infezione nel feto può essere condotta rilevando la presenza di anticorpi nel sangue del cordone ombelicale, a partire dalla 22a settimana di gravidanza, sotto controllo ecografico. La scoperta e l’accertamento di un’infezione durante i primi 3 mesi di gravidanza costituisce un’indicazione per l’interruzione della gravidanza.

La prevenzione della rosolia si basa sulla vaccinazione, che evita il rischio di patologie fetali nella donna incinta e deve essere praticata su tutti i bambini. Si tratta di un vaccino iniettato per via intramuscolare o sottocutanea e può essere combinato con la vaccinazione contro il morbillo o gli orecchioni. La vaccinazione è somministrata in maniera sistematica tra i 12 e i 24 mesi di età, e nel caso in cui non sia stata già effettuata può essere proposta anche più tardi (bambini tra i 12 e i 10 anni, ragazze in età prepuberale, giovani donne in età fertile).

Va ricordato che quando viene praticata la vaccinazione è necessario che la giovane donna stia utilizzando un metodo contraccettivo efficace, a partire da un mese prima della vaccinazione e fino a due mesi dopo la stessa.

La sua tolleranza risulta buona e la sua tollerabilità eccellente.

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12/06/2012

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