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Varicella: i brufoletti caratteristici

Non è facile essere bambini: a otiti, bronchiti e ad altre riniti, seguono talvolta malattie infantili decisamente meno innocue, tra cui la varicella. Ma come riconoscerla? Oltre all'esantema, quali sono gli altri sintomi caratteristici?… Doctissimo ti fornisce tutte le risposte.

I brufoli della varicella
© Getty Images

È sufficiente un caso di varicella conclamato tra la cerchia di persone che frequenti ed ecco che tuo figlio ha forti probabilità di contrarre anche lui questa malattia… Niente panico! Devi solo usare un po' di cautela.

Sono pochi i sintomi tipici prima della comparsa dei brufoletti

I primi sintomi attraverso cui si manifesta la malattia non sono sempre caratteristici. In genere, una febbre poco elevata precede i primi segni visibili. Anche sintomi come il naso che cola o una stanchezza persistente sono tra i segni premonitori della malattia. Ma non è la prima volta che tuo figlio si prende il raffreddore e, spesso, non è facile distinguere un naso che cola da un altro. Mal di testa e/o mal di gola, dolori articolari e muscolari, oltre che la perdita di appetito, accompagnano a volte queste manifestazioni. Ma anche in questo caso, siccome il bambino è troppo piccolo per parlare, è difficile riconoscerne i sintomi.

Se il piccolo frequenta il nido, la scuola materna o elementare, sarà certamente esposto a diversi tipi di virus, che pullulano in questi ambienti. Fino a questo momento, non ci sono segni particolari che permettano di distinguere questo sospetto di varicella dalle precedenti infezioni. Tuo figlio è un po' giù di morale ma non ha ancora lesioni sulla cute…

Contare i brufoletti

Se per addormentarsi tuo figlio contava le pecore, ora sei tu a dover fare attenzione a contare i piccoli brufoli, che sono i segni tipici di questa malattia. Le manifestazioni cutanee hanno dapprima l’aspetto di macule-papule, in altre parole appaiono come macchioline di colore rosso, lievemente rilevate al tatto, del diametro di 2 - 3 mm, che nel giro di poche ore si trasformano in vescicole (contenenti liquido chiaro). A queste eruzioni cutanee è stato attribuito il nome scientifico di "vescicole", di cui sentirai certamente parlare dal tuo curante.

Le vescicole della varicella non compaiono tutte insieme, ma insorgono a piccole ondate, a distanza di qualche giorno l'una dall'altra. All'inizio poco numerose, ma possono arrivare a ricoprire l'interezza del corpo nel giro di qualche giorno. Una simile invasione, può talvolta rivelarsi sorprendente. Dopo alcuni giorni compare la tipica eruzione cutanea (nota in termine medico come esantema), molto pruriginosa, che interessa all'inizio il cuoio capelluto, il viso e il tronco, per poi estendersi all'addome, ai genitali, alle braccia e agli arti inferiori. Il viso è generalmente la parte del corpo meno colpita. I palmi delle mani e dei piedi sono completamente risparmiati. 
Le macchie rosacee (papule) evolvono in vescicole, poi in pustole e infine in croste granulari, destinate a cadere. Sul corpo del malato coesistono quindi processi eruttivi a diversi stadi di evoluzione, accompagnati da un prurito più o meno intenso e fastidioso. Nel giro di alcuni giorni, le vescicole diventano torbide tramutandosi in pustole e, quando si seccano, diventano croste che si staccano spontaneamente nell'arco di una settimana. Alle croste seguirà la formazione di piccole cicatrici prima rosse e poi bianche che non lasceranno segni, tranne nelle forme con sovrainfezione batterica. Le lesioni cutanee si risolvono completamente nell'arco di circa 10-14 giorni. Poiché l'eruzione evolve a gittate, accade che delle pustole siano già secche, quando iniziano a comparirne di nuove. Ma tranquillizzati: questa situazione non dovrebbe protrarsi per oltre una decina di giorni.

Consulta il medico

È assolutamente indispensabile rivolgerti al medico curante, che è il solo a poter confermare la diagnosi di varicella e prescrivere i farmaci del caso. Se non esistono trattamenti in senso stretto per la cura della varicella, è comunque possibile ricorrere a trattamenti sintomatici. Il curante valuterà inoltre i rischi di complicanze sulla base dello stato di salute e dei precedenti del bambino. La varicella non è sempre una malattia innocua. Benché sia raro che insorgano complicazioni, è necessario monitorare attentamente l'evoluzione della malattia.

di Aude Maréchaud

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17/11/2014

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