Home  
  
  
    Lo sport contro la morte improvvisa
Cerca

La sindrome della morte improvvisa
 
Il tuo nome :
La tua mail * :
Nome del destinatario :
E-mail del destinatario * :
Messaggio :
*campo obbligatorio
Messaggio inviato

Lo sport combatte il rischio di morte improvvisa

L’attività fisica riduce della metà il rischio di morte improvvisa di origine cardiaca negli uomini in condizioni fisiche non ideali. Sono questi i risultati di un grosso studio finlandese sui fattori indicatori degli incidenti cardiovascolari nella popolazione generale.

Lo sport contro la morte improvvisa
© Getty Images

In Italia si stima che ogni anno 50.000 persone muoiano per morte improvvisa di origine cardiaca, ma questa causa raramente compare sul certificato di morte. In almeno la metà dei casi, la vittima non presentava antecedenti cardiovascolari. 

La morte improvvisa di origine cardiaca rappresenta la metà dei decessi di origine coronarica. Questo incidente fatale si verifica spesso in assenza di segnali premonitori o, all’occorrenza, nell’ora successiva alla comparsa dei sintomi, e lasciando pochissimo tempo per intervenire. La scoperta di fattori di rischio che permette di identificare i soggetti predisposti rappresenta quindi una sfida importante per la sanità pubblica.

I risultati dello studio

I dottori Jari Laukkanen e Magnus Hagnas hanno preso in esame l’impatto dell’attività fisica combinata con la capacità respiratoria sul rischio di morte improvvisa. Per questo motivo hanno analizzato i dati di 2656 uomini con un età compresa tra i 42 e i 60 anni inclusi in un vasto studio finlandese (Kuopio Ischemic Heart Disease Risk Factor Study) sui fattori di rischio predittivi di incidenti cardiovascolari nella popolazione generale. Un terzo dei partecipanti praticava scarsa attività fisica durante il tempo libero, definita da un dispendio energetico inferiore a 191 kcal al giorno, cioè circa 35 minuti di camminata lenta o 25 minuti di corsa a piedi per un uomo di 70 kg. La stessa proporzione di uomini presentava una scarsa capacità respiratoria, inferiore a 7,9 METs, (il MET è un’unità di misura internazionale corrispondente a un certo consumo di ossigeno). La si valuta nell’ambito di un test da sforzo.

I ricercatori hanno suddiviso i partecipanti in quattro gruppi:

Gruppo 1: uomini con un’elevata capacità respiratoria e un alto livello di attività fisico;

Gruppo 2: uomini con un’elevata capacità respiratoria e uno scarso livello di attività fisico;

Gruppo 3: uomini con una scarsa capacità respiratoria e un livello di attività fisico elevato;

Gruppo 4: uomini con una scarsa capacità respiratoria e uno scarso livello di attività fisica.

La scarsa capacità respiratoria e la morte improvvisa

Nel corso dei 19 anni di osservazione sono state recensite non meno di 193 morti improvvise. Il rischio di subire un incidente simile era due volte superiore tra gli uomini del gruppo 4 rispetto a quelli del gruppo 1, riferiscono gli autori. “Questo indica che la pratica intensa di un’attività fisica può ridurre il rischio di morte improvvisa negli uomini con una scarsa capacità respiratoria”, analizza il dott. Laukkanen. Il livello di attività fisico, invece, non ha alcun impatto sul rischio di morte improvvisa negli uomini che hanno già una buona capacità respiratoria. Ciò porta il dott. Laukkanen a concludere che “la capacità respiratoria è un fattore di rischio di morte improvvisa” e che “la pratica intensa di un’attività fisica esercita un ruolo protettivo rispetto a questo rischio negli uomini la cui condizione fisica non è molto buona, ma non influisce sul rischio in quegli uomini che hanno all’origine una buona capacità respiratoria”. A lungo non considerata un fattore di rischio di morte improvvisa, la capacità respiratoria appare invece essere un fattore maggiore, migliorabile attraverso la pratica regolare di un’attività fisica. Gli autori consigliano ai medici di valutare la capacità respiratoria dei loro pazienti servendosi di un test di tipo fisico, in modo da identificare le persone con un più alto rischio di morte improvvisa, e di suggerire loro di praticare uno sport. Un consiglio più che pertinente visto che un recente studio, presentato in occasione del primo congresso americano di oncologia, ha dimostrato che avere una buona condizione fisica a cinquant’anni permette di ridurre anche il rischio di tumore.

Amélie Pelletier

Fonte
 “Physical activity decreases sudden cardiac death risk in unfit men”. Congresso della Società europea di cardiologia, Amsterdam, 31 agosto-4 settembre 2013.

Commenta
27/01/2014

Per saperne di più:


Newsletter

Test consigliato

Ti preoccupi troppo dei tuoi figli?

Test famiglia

Ti preoccupi troppo dei tuoi figli?

Calcola la data del parto