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La sindrome della morte improvvisa
 
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Prevenzione delle morti bianche

La sindrome di morte improvvisa dei lattanti resta difficile da spiegare. Dal 1990 il numero di queste morti è diminuito grazie alle campagne di prevenzione in favore dell’addormentamento dei neonati a pancia in su.

Prevenzione delle morti bianche
© Getty Images

Inaccettabile, la morte improvvisa del lattante avviene nel sonno nei bambini in buona salute e, durante il loro primo anno di vita, la maggior parte delle volte questo si verifica tra i due e i quattro mesi, lasciando i genitori in preda a una sofferenza atroce e a un grande senso di colpa.

Sebbene sia impossibile consolare una famiglia toccata da un dramma simile, è doveroso ricordare che ogni giorno siamo tutti minacciati dalla morte, grandi e piccini. Questa può colpire durante il sonno (le persone anziane muoiono spesso durante la notte), ma anche al volante di un’automobile o durante le attività domestiche… Il rischio zero non esiste.

La comunità medica, tuttavia, non considera una fatalità la morte infantile improvvisa e si sforza di comprendere questo fenomeno. L'autopsia e lo studio delle circostanze hanno permesso di distinguere le morti inspiegabili dalle morti dette spiegabili. Queste ultime non presentano un’unica causa. Sono provocate da un insieme di fattori di rischio: immaturità del sistema di controllo delle funzioni vitali, patologie (infezioni respiratorie, reflusso gastro-esofageo, difficoltà cardiache...) e alcuni fattori ambientali (posizione del sonno a pancia in giù, stagione invernale, temperatura della stanza, tabagismo e, eccezionalmente, maltrattamenti - un caso su 100).

Le campagne di prevenzione lanciate negli ultimi anni in favore della "nanna a pancia in su" hanno permesso di ridurre questo fenomeno. Il numero delle morti bianche in Francia è così passato da 1464 casi dichiarati (nel 1991) a 539 (nel 1995). Tale numero potrebbe ulteriormente diminuire fino a meno di 250 casi l’anno. Bisogna dunque continuare a sensibilizzare la popolazione.

A meno che non vi sia un parere medico diverso, è necessario far addormentare il bambino a pancia in su, con il viso scoperto, il corpo avvolto in una tutina o in un sacco nanna. In questo modo può respirare liberamente e regolare la sua temperatura. Sono da bandire guanciali, piumini, coperte e materassi molli, per evitare che vi affondi la testa. D’inverno si raccomanda una temperatura della camera tra i 18°C e i 20°C (non di più), e un’aereazione quotidiana di almeno dieci minuti. E naturalmente si raccomanda di non esporre il neonato al fumo di sigaretta. Dopo la poppata tieni il bambino in posizione verticale per un quarto d’ora e segnala al medico qualsiasi segnale sospetto: rigurgito, vomito, difficoltà respiratorie, sonnolenza...

Quando si evoca il pericolo della morte improvvisa del lattante, i giovani genitori provano un legittimo spavento. Devono invece considerare le misure di prevenzione come un modo per limitare i rischi e non come una fonte di angoscia che potrebbe turbare il loro rapporto con il bambino.

Claire Manicot

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04/02/2014

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