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Quando i pidocchi oppongono resistenza

Con la ripresa della scuola, le mamme potrebbero trovarsi a dover fare i conti con un nuovo nemico. Sempre più resistente ai trattamenti, il superpidocchio fa disastri in Italia. Con queste bestioline difficili da eliminare, un nuovo genere di pericolo si abbatte sulle teste dei nostri angioletti.

Quando i pidocchi oppongono resistenza
© Getty Images

"Nonostante diverse applicazioni, le lendini non scompaiono. E, anche quando credi di essertene definitivamente sbarazzata, tuo figlio torna a scuola e può essere nuovamente contaminato. Questo inferno è andato avanti per oltre due mesi durante i quali cambiavo le lenzuola tutti i giorni. Alla fine, io li presi anche io!", dichiara Valeria, madre del piccolo Matteo. Più angosciante del peso della cartella o del menù della mensa scolastica, quella dei pidocchi è un'ossessione ricorrente che condividono insegnanti e madri di famiglia: come evitare che le teste dei nostri figli si ricoprano di pidocchi sempre più resistenti ai trattamenti?

Il superpidocchio mette in moto la testa dei ricercatori

Qualche anno fa, l'efficacia dei prodotti antipidocchi sembrava impeccabile, al punto che era difficile distinguere quale fosse il migliore1. Ma a metà degli anni '90, sono stati segnalati casi di resistenza in Francia, poi in Israele, negli Stati Uniti e in Inghilterra. Al punto che oggi non disponiamo di un'analisi comparativa affidabile dei diversi prodotti in commercio.

 

Il trattamento più diffuso Oltremanica, la permetrina (insetticida non tossico per i mammiferi e ottenuto da una pianta, il piretro) non è più un prodotto pericoloso e stenta a combattere e ad avere la meglio su questi parassiti. Dopo i batteri resistenti agli antibiotici, sbarcano i "superpidocchi"… "Per contrastare i prodotti insetticida, i pidocchi si sviluppano modificando il loro patrimonio genetico", dichiara il Prof. Chosidow, docente di terapeutica e dermatologia presso l'Hôpital de la Pitié Salpetrière di Parigi. I medici e le madri di famiglia hanno di che occuparsi.

 

La resistenza a questo prodotto raggiunge il 50% nelle scuole di Los Angeles. Altro prodotto antipidocchi, anche il malathion vede messe a repentaglio le sue proprietà insetticide. In alcune regioni del Regno Unito, esperimenti condotti in vitro della permetrina e del malathion hanno dato prova di resistenza, raggiungendo l'87% e il 64%2. Nel febbraio 2002 sono caduti tutti i dubbi: l'efficacia della maggior parte dei prodotti è in declino e la resistenza dei pidocchi è classificata come "cronica"3.

 

Di fronte a questi dati, sbarazzarsi di questi ospiti indesiderati diventa un vero rompicapo per le mamme, ma anche per i ricercatori!

Bisogna individuare le aree di resistenza?

In Francia, gli specialisti si erano occupati del problema in occasione dell'ultimo Congresso mondiale di dermatologia. "Un'équipe francese della Pitié Salpetrière aveva dimostrato il fenomeno dal 1994, pubblicandolo in un articolo del Lancet4. Da quel momento, è probabile che questa resistenza non abbia cessato di ampliarsi e di accrescersi. Uno studi condotto in Gran Bretagna dimostra che esistono ormai pidocchi resistenti ai due prodotti di riferimento derivati dei piretri e del malathion", precisa il Prof. Chosidow.

 

Di fronte all'emergenza di queste resistenze, gli specialisti americani prevedono l'associazione di antibiotici (sulfametoxazolo/trimetoprim), i cui rischi (effetti collaterali gravi) sono addirittura maggiori dei benefici attesi.

 

Senza raggiungere questi estremi, il Prof. Chosidow spiega che "la Direzione sanitaria generale ha convocato un gruppo di esperti composto dai membri dell'Agenzia Francese della Sicurezza Sanitaria e dei Prodotti Sanitari (AFSSAPS), del Ministero della Pubblica Istruzione, da dermatologi e parassitologi, incaricati di redigere una serie di raccomandazioni, pubblicate all'inizio del 2003. Lavoriamo anche alla stesura di regole di buone pratiche a livello internazionale".

 

Nonostante le raccomandazioni degli esperti non siano ancora state tutte codificate, già sappiamo che consigliano ai farmacisti di non somministrare due volte lo stesso prodotto alla stessa persona. "In caso di resistenza al primo trattamento, occorre cambiarlo. Queste disposizioni sono già contenute nelle raccomandazioni redatte nel 1993 dal Comitato di igiene e di salute pubblica francese", precisa la Dott.ssa Geneviève Richard, medico a capo del Servizio di medicina scolastica presso l'Action sociale de l'enfance et de la santé.

 

Già l'Afssaps raccomanda che le pubblicità dei prodotti contro i pidocchi rechino questa dicitura: "Se persistono segni di infezione, è consigliabile usare un prodotto antipidocchi di un'altra classe".

 

Considerando che le resistenze variano da una popolazione di pidocchi a un'altra, la scelta del trattamento deve dipendere dalle "aree locali di resistenza", come indica Ciara Dodd in un editoriale del British Journal of Medicine5. Se questo fosse il caso, alcuni mettono già a punto piani di battaglia6. Le nuove tecniche dovrebbero consentire di analizzare e di raccogliere i casi di resistenza a livello nazionale in modo che le autorità possano specificare il trattamento più adeguato per un'area geografica specifica. A quando le squadre volanti antipidocchi?

Uno scalpo artificiale per imbrogliare i pidocchi

Per trovare nuovi composti capaci di debellare questi superpidocchi, i ricercatori stentano ad avviare prove su grandi colonie. Questi minuscoli insetti dalle zampe uncinate si attaccano ai nostri capelli o ai peli per deporvi le uova e nutrirsi del nostro sangue. Infine, sviluppano resistenza solo dopo una protratta esposizione al composto. Queste restrizioni ne rendevano difficile la conservazione in laboratorio.

 

Ma dopo essersi strappati a lungo i capelli su questo problema, i ricercatori dell'Università del Massachusetts hanno messo a punto un ambiente nel quale i pidocchi possono tranquillamente "pascolare".

 

Infatti, sono riusciti a ingannare questo insetto facendogli credere di camminare sulla testa. Il dispositivo è costituito da una membrana e da un sistema di circolazione sanguigna su cui sono state collocate piccoli "tepee" di capelli. I pidocchi vi si installano e scendono per nutrirsi senza accorgersi del tranello.

 

"Il modello animale si basa attualmente sui pidocchi del corpo di coniglio. Dopo aver testato l'insetticida, i pidocchi vengono gettati via e non hanno il tempo di sviluppare alcuna resistenza. Quindi, la messa a punto di un modello più aderente alla realtà rappresenta una buona notizia nella lotta contro i pidocchi", precisa il Prof. Chosidow. Questi scalpi artificiali dovrebbero permettere di testare più velocemente nuove armi per debellare i pidocchi.

 

Prevenire è possibile?

La contaminazione da pidocchi (pediculosi) non è riconducibile a una mancanza di igiene personale o, più in generale, di pulizia. Per evitare il contagio, sii prudente e cerca di individuare precocemente l'infestazione. I bambini che frequentano asili, scuole e colonie estive devono essere sottoposti a regolari controlli. La Dott.ssa Geneviève Richard precisa le disposizioni in vigore nella capitale francese: "Nelle scuole elementari di Parigi vengono distribuiti opuscoli informativi dal titolo "Storia dei pidocchi".

 

È stato messo a punto un protocollo a livello scolastico in modo che ogni insegnante che sospetti l'esistenza di un'infestazione informi i genitori dell'alunno, ma anche tutti gli altri genitori dei bambini della classe. Il Medico scolastico potrà certamente aiutare in questa procedura, mentre l'Assistente sociale potrà fornire i prodotti ai genitori in difficoltà".

 

Per non averne fin sopra i capelli, in caso di contaminazione, procedi come segue:

 

  • Segnala rapidamente il problema per evitarne la propagazione;
  • I familiari devono essere controllati e sottoposti a trattamento, al bisogno;
  • I pettini e le spazzole devono essere lavati in acqua molto calda (60°C);
  • Gli indumenti devono essere lavati, senza trascurare cappelli, berretti, foulard, ecc. Attenzione ai caschi delle moto, assolutamente da disinfettare;
  • Non trascurare neppure i colli e i cappucci delle giacche a vento;
  • Biancheria da letto e federe devono essere trattati.

 

Secondo il Dott. Richard, "Devono essere trattati solo i bambini su cui sono state individuate lendini vive. I trattamenti preventivi e quelli inutili (assenza di lendini vive o pidocchi) non fanno che provocare irritazioni del cuoio capelluto, talvolta molto significative". Il metodo migliore rimane, quindi, il controllo e la corretta osservanza del trattamento. Infine, la difficoltà a sbarazzarsi dei pidocchi deriva talvolta dall'utilizzo scorretto dei prodotti. Inoltre, è proprio questo tipo di negligenza a contribuire alla comparsa di resistenza.

 

 

David Bême

 

1 - Cochrane Database Syst Rev 2001; (2): CD00165
2 - Br J Dermatol 1999; 141: 508-11
3 - Arch Dermatol 2002 Feb; 138(2): 220-4
4 - Lancet 1994 Dec 24-31;344 (8939-8940): 1724-7
5 - BMJ, 10 november 2001, vol.323, pp.1084
6 - NEJM May 23 2002, vol.346, n°21

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02/11/2010

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