Home  
  
  
    Tutto sull'ittero
Cerca

I disturbi seri dei bambini
 
Il tuo nome :
La tua mail * :
Nome del destinatario :
E-mail del destinatario * :
Messaggio :
*campo obbligatorio
Messaggio inviato

Tutto sull'ittero

L'ittero, ovvero una anomala colorazione giallastra della pelle, è un disturbo piuttosto comune nei neonati (ne colpisce circa sei su dieci). Nella maggioranza dei casi si tratta di un problema fisiologico ma per un 20% ha origini diverse, da ricercare in una incompatibilità tra il sangue materno e quello del bambino, ed è chiamato “ittero da incompatibilità AB0”. Vediamo le principali differenze e le terapie da attuare.

Tutto sull'ittero
© Getty Images

Cos'è l'ittero fisiologico

L'ittero della pelle è una manifestazione cutanea che rende la pelle dei neonati giallognola. Essa dipende da un alto livello di bilirubina nel sangue ed è un disturbo comune al 60% dei nuovi nati.

Tutti i bambini, al momento della nascita, devono iniziare a far lavorare in piena autonomia i propri organi interni. Non hanno più l'ausilio della placenta per smaltire i prodotti di scarto derivati dalla distruzione dei globuli rossi ed il loro fegato deve abituarsi ai nuovi ritmi.

Tutti i neonati hanno un elevato numero di globuli rossi perché durante la gestazione servivano per ossigenare al meglio i tessuti. Dopo la nascita quelli in eccesso devono essere distrutti ed è qui che si forma la bilirubina. Quando il fegato non è in grado di smaltirla essa si accumula nel sangue e nei tessuti fino ad arrivare alla pelle, conferendole un colorito giallastro.

Tutti i neonati hanno un eccesso di bilirubina soltanto che, quando si tratta di valori relativamente bassi, l'emoglobina presente nel sangue ne maschera la presenza lasciando la pelle rosea.

In genere l'ittero fisiologico si manifesta a 3-4 giorni dalla nascita e scompare da solo nel giro di qualche settimana.

Cos'è l'ittero per incompatibilità AB0

La causa dell'ittero per incompatibilità AB0 è di tipo immunologico. Circa 20 coppie su 100 presentano una madre con gruppo sanguigno 0 ed un padre con gruppo A, B o AB.

Se il bambino ha ereditato il gruppo sanguigno del padre (circa il 10% del totale dei casi) si sviluppa una incompatibilità più o meno grave con il sangue materno.

Non è possibile stabilire durante la gravidanza se questo accadrà o meno, spesso i genitori non sono a conoscenza di questa possibilità ed il ginecologo non chiede il gruppo sanguigno del padre durante le normali visite diagnostiche.

Dopo il parto viene effettuato sul sangue del cordone ombelicale un test di Coombs diretto in grado di rilevare la presenza di anticorpi materni nel sangue del bambino. Anche in presenza di un test positivo non è tuttavia detto che il bambino sviluppi l'ittero, se il sangue materno trasmesso attraverso la placenta è in dosi basse potrebbe non esserci alcuna complicazione.

Se invece gli anticorpi materni sono presenti in grandi quantità nell'organismo del bambino, questi iniziano ad attaccare i globuli rossi del neonato perché considerati “nemici”. La loro distruzione anomala comporta un aumento eccessivo di bilirubina che provoca l'ittero, come accade per quello fisiologico.

L'ittero per incompatibilità si manifesta già al momento della nascita o nelle prime ore successive. Il colorito giallo interessa maggiormente il viso ma può arrivare anche alle gambe nei casi più gravi.

Diagnosi e prime terapie

Entrambe le forme di ittero prevedono la stessa procedura, dal momento della diagnosi al termine della terapia.

Una volta osservato il colorito anomalo si procede con la misurazione della bilirubina tramite uno strumento simile ad un termometro che viene appoggiato sulla fronte. Quando la dose resta sotto ai 12,9 milligrammi per decilitro non viene effettuata alcuna terapia. Il piccolo viene tenuto sotto osservazione al nido per un giorno in più rispetto ai neonati sani, per poi essere dimesso con l'indicazione di farsi misurare la bilirubina ogni due giorni dal normale pediatra che lo avrà in cura.

Se invece i valori di bilirubina sono più alti della soglia indicata occorre effettuare un piccolo prelievo venoso per stabilirne l'esatta concentrazione e determinare la cura adeguata.

Fototerapia

La bilirubina è una sostanza foto-labile ovvero sensibile alla luce. E' stato notato negli anni 50 in Inghilterra che i neonati affetti da ittero che avevano le culle più vicine alle finestre guarivano più velocemente. Grazie alle moderne scoperte in campo medico e scientifico oggi è possibile curare l'ittero senza farmaci, soltanto con l'ausilio di una luce blu che trasforma la bilirubina in una sostanza innocua che può essere facilmente smaltita dal neonato attraverso l'urina.

La terapia ha una durata variabile a seconda della gravità dell'ittero e della tecnologia a disposizione della struttura ospedaliera. In genere si protrae per un massimo di 3-4 giorni, per poi procedere con altre terapie se questa non ha effetto.

Le macchine di ultima generazione prevedono che il piccolo venga posizionato in una culla in cui viene immessa una luce blu sia dall'alto che dal basso attraverso lampade oppure pannelli led. In alcune strutture sono presenti culle speciali che consentono di poter lasciare il bambino in stanza con la madre mentre è sottoposto alla terapia, grazie a materassi che lasciano filtrare la luce e coperte di fibre ottiche.

L'unica controindicazione di questa “terapia blu” è il rischio di disidratazione per cui spesso ai neonati viene somministrata della soluzione glucosata (acqua e zucchero) sin dai primi giorni.

Terapie ulteriori

La bilirubina è una sostanza neurotossica, se non viene eliminata correttamente penetra nei tessuti cerebrali e può causare danni neurologici importanti.

Se la fototerapia non è sufficiente per eliminare l'ittero occorre procedere con la somministrazione di immunoglobuline. Per questa terapia è necessario il consenso dei genitori in quanto si tratta di prodotti emoderivati, prodotti con il sangue di donatori. Le immunoglobuline bloccano e neutralizzano gli anticorpi materni sospendendo la distruzione dei globuli rossi del neonato.

Esiste una ulteriore forma di terapia ma fortunatamente vi si ricorre di rado. Si chiama trasfusione sostitutiva e prevede la sostituzione dell'80% del sangue del bambino attraverso una serie di piccoli prelievi e micro-trasfusioni. In passato era una procedura molto utilizzata ma grazie alla terapia con le immunoglobuline in suo utilizzo si è molto ridotto.

Conseguenze dell'ittero nel bambino

Quando l'ittero è stato importante è fondamentale continuare a monitorare i livelli di bilirubina nel sangue del bambino anche a terapia ultimata.

Sarà il pediatra a misurare la quantità presente nell'organismo attraverso test settimanali per un periodo dai 3 ai 12 mesi.

La complicazione più frequente che può sviluppare un bambino affetto da ittero è l'anemia che dovrà essere tenuta sotto controllo per tutta la vita.

Commenta
22/06/2012

Per saperne di più:


Newsletter

Test consigliato

Ti preoccupi troppo dei tuoi figli?

Test famiglia

Ti preoccupi troppo dei tuoi figli?

Calcola la data del parto