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La pertosse

La pertosse è una malattia infettiva che colpisce soprattutto i bambini. E' una patologia altamente contagiosa che in passato presentava un rischio di mortalità molto alto, sopratutto nei neonati e nei bambini affetti da problemi respiratori. Oggi, grazie all'introduzione del vaccino facoltativo, la quasi totalità dei bambini è immune dal virus che scatena la pertosse, rendendola una malattia rara ma, per questo, ancora più pericolosa.

La pertosse
© Getty Images

Cos'è la pertosse?

La pertosse viene provocata da un batterio chiamato Bordetella Pertussis, un micro-organismo che si riproduce ad alta velocità quando si trova all'interno della cavità orale dell'essere umano.

Il batterio non sopravvive a lungo all'infuori del corpo ma ha un potere di contagio elevatissimo. Basti pensare che, in ambiente scolastico, un solo bambino infetto può contagiare una intera classe.

La pertosse colpisce soprattutto i bambini fino agli 8 anni ma non è raro che possa contagiare anche adolescenti ed adulti.

Come si manifesta la pertosse?

La pertosse è facilmente riconoscibile perché la malattia segue un particolare percorso, sempre uguale in tutti i contagiati.

Le fasi della pertosse sono tre:

  1. Fase catarrale: dopo circa una settimana di incubazione, il virus inizia ad irritare la gola ed i bronchi. Il bambino inizia a presentare un vistoso gocciolare del naso ed una tosse secca, soprattutto durante la notte
  2. Fase convulsiva: ad una settimana dalla comparsa dei primi sintomi, il bambino inizia ad avere dei veri e propri attacchi di tosse molto violenti. Appare in particolare il fenomeno dell'urlo inspiratorio, un risucchio di aria nei polmoni che avviene subito dopo il colpo di tosse. Spesso questo tipo di tosse viene definita anche asinina, per il suono particolare prodotto dall'urlo inspiratorio
  3. Fase della convalescenza: dopo un periodo di fase convulsiva che può durare dalle 2 alle 4 settimane, la tosse inizia a calmarsi. Gli attacchi si fanno sempre più distanti tra loro, fino a scomparire del tutto nell'arco delle due settimane successive

Come abbiamo visto, la pertosse è una malattia dal decorso molto lungo, che può richiedere fino a due mesi di convalescenza.

Le complicazioni della pertosse

La pertosse è molto pericolosa in quanto tutto l'apparato respiratorio del bambino viene sottoposto ad un forte stress durante le prime due fasi della malattia.

Il momento più a rischio è quello della fase convulsiva, durante la quale i forti attacchi di tosse impediscono al bambino di mangiare correttamente e possono provocare frequenti attacchi di vomito.

La disidratazione, in particolare nei più piccoli, è causa di un ricovero in ospedale nel 10% dei casi.

Le complicanze maggiori della pertosse sono però riscontrabili nei neonati. La tosse può provocare pericolose apnee che non consentono all'ossigeno di raggiungere il cervello ed il cuore in maniera corretta. Nei bambini sotto ai 12 mesi affetti da pertosse, un neonato su 10 sviluppa complicanze polmonari o cardiache potenzialmente letali e nel 20% dei casi è necessario il ricovero urgente.

Più rara ma possibile è invece la comparsa di una encefalopatia, che colpisce un bambino ogni mille causandone il decesso.

La terapia per la pertosse

La pertosse, a differenza di altre malattie infettive che colpiscono i bambini, può essere curata attraverso la somministrazione di un antibiotico specifico.

Prima ha inizio la cura e meno a lungo durerà la fase convulsiva della pertosse.

L'assunzione del farmaco può essere difficile a causa del vomito indotto dalla forte tosse e solitamente i pediatri prescrivono l'antibiotico in supposte pediatriche, per evitare che il farmaco venga rigettato.

Unitamente alla terapia antibiotica per il virus della pertosse è possibile utilizzare dei sedativi per la tosse per calmare gli attacchi notturni e, nei casi più gravi, è prevista una terapia a base di cortisone per calmare l'infiammazione alle vie respiratorie.

Una idea per aiutare il bambino a respirare meglio è quella di posizionare nella cameretta un umidificatore che mantenga un livello di umidità del 70% circa.

E' importante mantenere un costante apporto di liquidi, soprattutto in caso di vomito frequente, offrendo al bambino acqua o integratori (esclusivamente se prescritti dal pediatra) da bere a piccoli sorsi nell'arco di tutta la giornata.

Il vaccino contro la pertosse

Nel 1940 venne scoperto per la prima volta il vaccino contro la pertosse. Fino a quel momento la mortalità infantile legata a questa malattia era molto elevata. Oggi il vaccino contro la pertosse viene consigliato dai pediatri e dai medici di basi ma è di tipo facoltativo. Viene solitamente somministrato nel cosiddetto “Esavalente”, il siero che contiene anche i vaccini di difterite, tetano, poliomielite, epatite B e infezioni da HIB.

Il vaccino per la pertosse prevede tre somministrazioni a 3, 5 e 10 mesi e due richiami successivi a 6 e 14 anni.

Il vaccino consente una copertura contro la pertosse di circa l'85%.

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13/03/2013

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