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L'otite sierosa

L'otite media sierosa colpisce un bambino su due a un anno, e il 90% prima dei 4 anni. Come viene diagnosticata la malattia? Che conseguenze ha? Qual è il trattamento più adatto? Doctissimo ha intervistato il Dottor Dr Jean-Michel Klein, presidente del Syndicat National des Médecins Spécialisés en ORL et chirurgie cervico-faciale (Associazione Nazionale Medici Specialisti in Otorinolaringoiatria e chirurgia cervico-facciale, SNORL) e il Dottor Julien Briffod, specialista in Otorinolaringoiatria e chirurgia cervico-facciale presso il Centre médical spécialisé de l'Enfant et de l'Adolescent (Centro medico specialistico per il Bambino e l’Adolescente) di Parigi.

L'otite sierosa
© Getty Images

L’otite media sierosa, indolore e asintomatica, è però una malattia tutt’altro che benigna: può infatti provocare una grave forma di sordità e un ritardo nello sviluppo del bambino. Una diagnosi precoce e un trattamento tempestivo sono quindi indispensabili. 

Cos’è l’otite media sierosa?

L'otite sierosa è una condizione infiammatoria cronica dell’orecchio medio, ed è dovuta alla presenza di un liquido sieroso giallo (si tratta di muco e non di pus, come invece avviene nell’otite classica), più o meno fluido, che si accumula dietro il timpano avvolgendo gli ossicini. Questa condizione è la conseguenza di una prolungata mancanza di areazione dell’orecchio medio, causata dal blocco della tromba di Eustachio, un tubicino che permette di convogliare l’aria nell’orecchio quando inghiottiamo la saliva o in caso di forti variazioni della temperatura. Quanto più dura l’assenza di aerazione, tanto più il liquido dietro il timpano sarà denso e vischioso, rendendo così più significativa la perdita di udito.

L'otite sierosa è molto frequente nel bambino di età compresa tra un anno e 6/8 anni, con un picco a 4 anni: in media un bambino su due ha avuto un’otite sierosa all’età di un anno, e più del 90% dei bambini prima dei 4 anni. Gli ambienti affollati, vero e proprio ricettacolo di microbi, costituiscono il principale fattore di rischio.

Questa infiammazione dell’orecchio è invece molto più rara nell’adulto, nel quale risulta associata a infezioni respiratorie acute o croniche. 

Diagnosi dell’otite sierosa

La diagnosi dell'otite sierosa è spesso formulata in ritardo: è infatti asintomatica e indolore, e il bambino non si lamenta, ma questa malattia non è priva di conseguenze, poiché provoca una sordità di trasmissione che, a lungo termine, può influire negativamente sulle capacità comunicative e sullo sviluppo del bambino; infatti sono spesso un ritardo nell’uso del linguaggio o dei disturbi di comportamento a indurre la famiglia a rivolgersi al medico. Iniziare tempestivamente una terapia è quindi indispensabile, ed è importante che il pediatra o il medico di base sottoponga periodicamente il bambino a un esame otorinolaringoiatrico

Carine ha un ricordo piuttosto spiacevole della diagnosi dell’otite sierosa di sua figlia: "Marta ha cominciato ad avere delle otiti verso un anno di età. Si capiva bene che aveva dei disturbi costanti: faceva sempre i capricci, si svegliava o piagnucolava tutte le notti o durante i pisolini… In 5 mesi ha fatto 8 otiti (ogni volta con assunzione di un antibiotico, o anche due, dato che il primo non aveva fatto effetto). Solo alla terza otite sierosa il pediatra ci ha detto: «Alla prossima sarà il caso di consultare un otorinolaringoiatra». Mi dispiace che ce ne abbia parlato così tardi, soprattutto perché, dopo che sono state rilevate delle ortiti sierose per entrambe le orecchie oltre ad un abbassamento dell’udito tramite l’audiogramma, ci è stato spiegato che in questo tipo di otite l’assunzione di antibiotici non era necessaria".

Nell’adulto il calo dell’udito risulta più marcato ed è accompagnato da una strana sensazione di risonanza nella testa. 

Otite sierosa: i trattamenti

Il trattamento consiste nel ripristinare l’aerazione della tromba di Eustachio: per farlo è necessario liberare e pulire il naso. Per trattare un episodio di otite si utilizzano preferibilmente degli anti-infiammatori, anche steroidei se la situazione lo richiede. Come trattamento di fondo per prevenire le recidive, gli otorinolaringoiatri raccomandano lo zolfo, gli antistaminici, i lavaggi nasali ma anche le cure a base di acque termali sulfuree (Laad es. Levico, Pleio, Recoaro, Roncegno). Esistono anche tecniche fisiche, come le insufflazioni endotimpaniche, che consistono nel convogliare dell’aria attraverso le fosse nasali in direzione dell’orecchio, o la manovra di Valsalva, ben nota a chi fa immersioni.

La maggior parte delle otiti sierose guarisce entro 3 mesi, ma circa il 5-10% perdura oltre un anno: è soprattutto per queste ultime che viene presa in considerazione la soluzione chirurgica. L’intervento consiste nell’impianto di aeratori transtimpanici (DDT)e, a volte, in un’adenoidectomia, ovvero un’ablazione delle vegetazioni adenoidee: in questo modo vengono quindi trattate contemporaneamente la causa (le vegetazioni, che spariscono spontaneamente verso l’età di 8 anni) e la conseguenza (l’otite sierosa). Questa procedura è attuata sotto anestesia generale e, mediamente nell’arco di 10 mesi, gli aeratori transtimpanici finiscono per cadere da soli.

È questo l’intervento raccomandato a Carine, la cui figlia è stata a 1 anno e 9 mesi: "Il 11 luglio 2012, si può dire che Marta ha avvertito subito i benefici dell’operazione, perché ha iniziato a dormire meglio e ha smesso di piagnucolare! Dopo l’intervento è imposta una particolare cautela poiché bisogna assolutamente evitare che dell’acqua entri nel condotto (rischio di infezione). Secondo la prescrizione dell’otorinolaringoiatra, quindi, abbiamo fatto realizzare delle protesi su misura per permettere a Marta di bagnarsi senza correre pericoli".

Nell’adulto l’impianto di aeratori è poco frequente; spesso un trattamento farmacologico a base di corticosteroidi è sufficiente per ristabilire la permeabilità della tromba di Eustachio, tranne in caso di patologie più gravi (ad esempio il cancro).

La situazione postoperatoria

Come per ogni intervento, esiste il rischio di complicanze, come ad esempio delle perdite dall’orecchio, con maggiore o minore presenza di sangue, dovute all’infezione (soprattutto nei bambini molto piccoli), oppure l’otturazione o l’espulsione precoce dell’aeratore transtimpanico, a causa delle quali la malattia tende a recidivare rapidamente, o la perforazione timpanica residua (più frequente nel caso di impianto di aeratori del tipo T-tubes), che possono richiedere un intervento chirurgico ulteriore. Nella stragrande maggioranza dei casi, tuttavia, il timpano si richiude e il bambino recupera la capacità uditiva; un bambino su due, però, è destinato a recidivare, e il 30% ha bisogno di essere nuovamente operato.

Martha fa parte del gruppo degli sfortunati, poiché "tre mesi dopo l’impianto degli aeratori, ha sviluppato nuovamente un’otite, e dopo qualche giorno i DDT sono caduti". Secondo l’otorinolaringoiatra la situazione dovrebbe comunque normalizzarsi rapidamente, senza che la piccola debba tornare sul tavolo operatorio.

Anne-Flore Gaspar-Lolliot

Fonti - Intervista al Dottor Jean-Michel Klein, 19 novembre 2012
- Intervista a Carine F., 20 novembre 2012
- Intervista al Dottor Julien Briffod, 4 dicembre 2012
- Guida pratica alla diagnosi dei disturbi dell’udito nei bambini, Société Française de Pédiatrie, giugno 2009.
- Otalgie e otiti nel bambino e nell’adulto, Pilly – Dispensa di preparazione all’esame ECN - Item 98 - © CMIT
- L’impianto degli aeratori transtimpanici, pubblicato da JPA, otorinolaringoiatra pediatrico, 28-08-2007

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04/01/2013

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