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Progressi spettacolari nella cura degli emangiomi del neonato

Nel linguaggio comune, si chiamano “voglie” o“macchie di vino”. In medicina si parla di emangiomi. Durante il primo anno di vita, ne soffre un neonato su 10. Questi tumori vascolari possono essere impressionanti a livello visivo, tuttavia sono benigni. Occorre solo fare molta attenzione alle potenziali complicazioni che potrebbero presentarsi.

Nuova cura degli emangiomi del neonato
© Getty Images

Finora gli emangiomi sono stati curati con l’aiuto dei corticosteroidi. Oggi, però, un betabloccante, trattamento molto più efficace, ha appena ottenuto l’autorizzazione di immissione sul mercato.

Cos’è un emangioma?

Un emangioma è una chiazza di colore rosso, più o meno scuro, che compare di solito sulla testa o sul collo. I genitori la scoprono con angoscia mentre puliscono o fanno il bagno al loro bambino. Generalmente, queste macchie spariscono spontaneamente dopo qualche anno e sono di natura benigna. Esistono tuttavia forme più severe che richiedono un trattamento medico in quanto potrebbero avere effetti antiestetici o, nella peggiore delle ipotesi, esporre il bambino a un rischio per la vita. La gravità di un emangioma dipende dalla sua localizzazione e dalle sue dimensioni. Quelli situati vicino agli occhi, per esempio, devono essere oggetto di una rapida consultazione medica.

Le cause dell’emangioma

Queste macchie compaiono a causa di un difetto di ossigeno in alcune zone della pelle prima o poco dopo la nascita. Tale mancanza provocherà la formazione anarchica di vasi sanguigni. La ricerca medica ha identificato molti fattori che possono favorire la comparsa di emangiomi: lesioni della placenta durante la gravidanza, una gravidanza multipla o tardiva, o ancora un’ascendenza caucasica. Ne sono affette soprattutto le femmine, i grandi prematuri e i bambini di piccolo peso alla nascita.

Sintomi dell’emangioma

Queste macchie rosse evolvono e si sviluppano in tre fasi:

• La prima è caratterizzata da una comparsa tra i 3 e i 12 mesi d’età. A questo stadio, la lesione aumenta in superficie e in volume.

• La seconda fase corrisponde a una fase di stabilizzazione per qualche mese.

• La terza mostra una regressione spontanea fino all’età di 4 anni.

Conseguenze come un inspessimento della pelle o una dilatazione dei vasi sanguigni non sono da escludere, ma restano relativamente rare. In quel caso deve intervenire il medico per bloccarne l’evoluzione.

Per quanto riguarda gli angiomi situati vicino agli occhi o all’apparato respiratorio, per evitare qualsiasi rischio è indispensabile prendersene cura. In questi casi potrebbero addirittura provocare la chiusura di un occhio o impedire la respirazione, e ciò potrebbe esporre il bambino a un rischio per la vita. In caso di emangiomi molto grossi, esiste persino un rischio d’insufficienza cardiaca.

In genere non sono dolorosi, a meno che non vi sia una piaga in superficie.

Quando bisogna preoccuparsi?

I genitori devono preoccuparsi nel caso di emangiomi più grandi di 2 cm. Oppure se l’emangioma è mal posizionato, in particolare sul viso. Aggiungiamo che l’80% degli emangiomi sono benigni e sono oggetto di una regressione spontanea.

Il trattamento dell’emangioma

Fino a poco tempo fa, per arrestare l’evoluzione di un emangioma, il trattamento di riferimento era il cortisone. Una scoperta sulle virtù delpropranololo, però, un betabloccante, ha di recente cambiato le cose. È stato infatti riscontrato che questo betabloccante faceva sparire la categoria di emangiomi più complessa, ovvero quelli con un rischio vitale o funzionale, situati cioè vicino agli occhi, che espongono a un rischio di problemi alla vista, gli emangiomi detti “ulcerati” (con una piaga dolorosa), o ancora quelli che presentano un’eventualità di deformazione estetica.

 

Gli effetti di questo nuovo trattamento sono stati scoperti assolutamente per caso. Nel 2006, l’équipe della Dott.ssa Labrèze del Centro Ospedaliero Universitario di Bordeaux (Francia), cura con questo betabloccante un bambino affetto da disturbi cardiaci.Con grande sorpresa riscontrano un’impressionante regressione dell’emangioma di cui il loro piccolo paziente pure soffriva. Questa scoperta è stata confermata in un caso simile qualche settimana più tardi.Poco tempo dopo, gli studi si moltiplicano nella stampa medica internazionale. In seguito, vengono eseguiti numerosi test classici per garantire la sua efficacia e la sua innocuità prima dell’autorizzazione di immissione sul mercato, ottenuta all’inizio di maggio 2014. Molti bebè potranno dunque beneficiarne per arrestare l’evoluzione di questo tipo di chiazze. Potrà essere prescritto fino all’età di 9 mesi, se si tratta di emangiomi di medie dimensioni, e fino a 12 mesi per quelli con dimensioni più importanti.

Attenzione, però. Esistono delle controindicazioni: il trattamento non va prescritto ai bambini asmatici. Inoltre, per quanto riguarda inoltre gli effetti secondari, è stato riscontrato un sonno più agitato, a volte con incubi. Il propranololo può provocare anche un’ipoglicemia. In questo caso l’alimentazione del bebè dovrà essere particolarmente controllata: pasti a orari fissi e interruzione della cura se il bambino mangia male o vomita il pasto.

In ogni caso, questa scoperta rappresenta un vero e proprio progresso nei trattamenti proposti per risolvere questo tipo di patologia.

 

di Véronique Chaouat

Fonte: Intervista alla dott.ssa Christine Labrèze, dermatologa specializzata in emangiomi presso il Centro Ospedaliero Universitario di Bordeaux (Francia).

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25/07/2014

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