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Le complicazioni del raffreddore nei bambini

Se il bambino piccolo diventa “musone”, con febbre per 2 o 3 giorni, il naso che cola, se dorme male e tossisce… il più delle volte è “normale”. Nella maggioranza dei casi, il raffreddore guarisce in 7-10 giorni. A volte, però, possono sorgere alcune complicazioni. Vediamo come identificarle.

Le complicazioni del raffreddore
© Getty Images

Se il neonato ha il raffreddore, niente panico, è normale che sia irritabile, che abbia la febbre per 2-3 giorni, il naso tappato (o che cola), dorma male, starnutisca, vomiti, abbia la diarrea e dolori addominali… Con questi sintomi, si dovrà fare attenzione a lavargli il naso e il retro del naso con una soluzione fisiologica tramite un aspiratore nasale per neonati. In caso di febbre, attenzione a non coprire troppo il bambino, a farlo bere e, se necessario, fai abbassare la temperatura con antipiretici e bagni. Nella stragrande maggioranza dei casi, il raffreddore guarisce in 7-10 giorni. Tuttavia potrebbe sorgere una complicazione generale o locoregionale che può comportare la necessità di chiamare il medico.

Raffreddore nei bambini piccoli: le complicazioni generali

Dimagrimento e/o disidratazione

Possono insorgere a causa delle difficoltà a respirare, dei disturbi digestivi (mancanza di appetito, vomito, diarrea e dolori addominali) e della febbre. Se il bambino non aumenta più di peso, o se dimagrisce, bisogna chiamare il medico.

Caso particolare del raffreddore nel neonato

Il dott. Briac Thierry, medico otorinolaringoiatra all’ospedale Trousseau (Francia) spiega che “la complicazione principale del raffreddore nel neonato è lo stallo ponderale. Fino a 3 mesi il piccolino non sa ancora respirare con la bocca. Quando si raffredda, consuma tutte le sue energie nel cercare di respirare, non beve più e non prende più peso. Occorre consultare il medico e disintasargli il naso!”.

Le convulsioni ipertermiche

Il piccolo ha le convulsioni. Niente panico ma metodo. Cosa bisogna fare: metterlo per terra e tenerlo d'occhio. Inoltre: 

• Occorre adagiare il bambino per terra, sul parquet (o su di una coperta se c’è il pavimento)

• Togliere qualsiasi oggetto con cui potrebbe ferirsi

• Non perderlo mai di vista

• Eventualmente, se si riesce, adagiarlo sul fianco sinistro (nella posizione di sicurezza), altrimenti lasciarlo steso sulla schiena

Se l’adulto è solo:

• Aspettare che la crisi passi. In genere dura un paio di minuti

• Una volta passata la crisi: chiamare il 118, prendere la temperatura rettale e annotarla su un foglio di carta

Se si è in 2:

• Uno terrà d’occhio il bambino, l’altro chiamerà il 118

• Non perdere mai di vista il bambino

• Non lasciarlo mai in alto su di un fasciatoio o su un letto: rischierebbe di cadere e procurarsi un trauma cranico

• Non provare mai a fargli bere del paracetamolo: rischierebbe di strozzarsi o che gli vada di traverso

• Non provare mai a bagnarlo: potrebbe ingoiare dell’acqua

Il dott. Jean-Baptiste Armengaud, pediatra al pronto soccorso dell’ospedale Trousseau di Parigi, ci riassume il comportamento corretto da avere:

DURANTE LA CRISI: “Mettere il bambino per terra in modo che non possa cadere e sorvegliarlo senza mai perderlo di vista, fin quando la crisi non sarà passata: è la cosa fondamentale”.

DOPO LA CRISI: “Dopo aver chiamato il 118 e preso la temperatura rettale, mentre si aspetta che arrivi l’AMBULANZA per portare il piccolo al pronto soccorso, si può provare a far scendere la febbre con del paracetamolo. Se ci si trova in un luogo remoto e i soccorsi ci mettono molto ad arrivare, gli si potrà fare un bagno con l’acqua 2 gradi al di sotto della temperatura del bambino, per cercare di far scendere la febbre”.

Precisa anche che “dal 2 al 5% dei lattanti con la febbre ha le convulsioni ipertermiche. Queste convulsioni febbrili compaiono spesso tra i 9 mesi e i 5 anni”.

Le complicazioni locoregionali legate a una sovrainfezione batterica. Si tratta fondamentalmente di otiti medie acute purulenti e di congiuntiviti purulente.

L'otite acuta purulenta

In genere compare presto, a partire dal 3°-4° giorno di raffreddore del bambino. Questa sovrainfezione batterica va ad aggiungersi all’infiammazione creata dall’infezione virale. Nella cassa del timpano (orecchio medio) si forma del pus. Il comportamento del bambino cambia: ha dolori violenti all’orecchio, lo tocca, diventa irritabile, non dorme più… Dopo tre giorni dall’inizio del raffreddore ha ancora la febbre, oppure ricompare dopo una breve tregua.

Bisogna consultare urgentemente il medico e sottoporre il bambino a un esame dei timpani. In caso di otite media acuta purulenta verranno prescritti gli antibiotici, ma non in caso di otite congestiva o sieromucosa.

Attenzione a non favorire la resistenza agli antibiotici. In questo senso, occorre rispettare la durata del trattamento antibiotico prescritto, di solito 8-10 giorni nel bambino di meno di 24 mesi, e questo anche se il piccolo guarisce prima della fine del trattamento antibiotico.

Caso particolare dell’otite media con timpano perforato: Quando il timpano si perfora, il pus formatosi nella cassa può essere svuotato facendo uscire dall’orecchio del liquido torbido. In questo modo il bambino non avrà più male. Se il timpano si perfora di notte, meglio lasciar dormire il bebè e aspettare il giorno seguente per consultare il medico e fargli assumere l’antibiotico.

Raffreddori e otiti a ripetizione

Questi disturbi riguardano spesso i bambini tra i 18 e i 24 mesi che vivono in spazi collettivi. Il nasino cola in continuazione e respira male. Prende spesso il raffreddore complicato poi da otiti medie acute purulente. I genitori sono esausti. Se questi episodi si susseguono per più di 6 mesi, il medico chiederà il parere dell’otorinolaringoiatra per un esame fibroscopico delle fosse nasali.

Si discuterà di un eventuale intervento chirurgico se la fibroscopia mette in evidenza contemporaneamente adenoidi ipertrofizzate, trombe di Eustachio ostruite e un’otite sieromucosa. Operare le adenoidi rimuove il blocco che tappa le trombe di Eustachio. Con l’occasione si potrà porre un aeratore (yoyo) che arieggi la cassa del timpano. L’intervento si effettua in anestesia generale.

Il dott. Briac Thierry è abituato a incontrare genitori angosciati perché il loro bambino è continuamente raffreddato: “Faccio il punto della situazione con loro. Se il bambino non soffre di infezioni croniche multiple, li rassicuro: non è immunodepresso. Poi, se si raffredda meno di 6 volte l’anno, più frequentemente d’inverno e, soprattutto, se cresce bene e prende peso, significa che sta bene!”.

La congiuntivite acuta purulenta

Gli occhi sono incollati da secrezioni purulente e lacrimano. Oltre al regolare lavaggio degli occhi e del naso, nel neonato il trattamento della congiuntivite acuta purulenta necessita dell’impiego di antibiotici locali. Occorre quindi consultare il medico.

L'etmoidite

Prima dei 2 anni di età, la sovrainfezione batterica del seno etmoidale (etmoidite) è raro. Si manifesta attraverso un edema della palpebra che inizia nell’angolo interno dell’occhio (spingendo contro il naso). Oltre alla disostruzione rinofaringea e dei seni oculari (lavaggio), si consiglia un trattamento antibiotico per via generale. A volte è necessario l’intervento chirurgico.

Dott.ssa Sophie Parienté

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12/03/2013

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