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Il primo raffreddore del bambino

Spesso è in occasione del primo raffreddore che si porta il lattante dal pediatra o dal medico di base per motivi diversi da quelli della prevenzione. Se si tratta del primo figlio, bisognerà imparare a occuparsi di un bambino irritabile, a volte febbricitante, a sturargli il naso, a frazionare i suoi pasti e, soprattutto, a essere pazienti… il raffreddore guarisce nel giro di 7-10 giorni, a volte ne servono anche 14!

Il suo primo raffreddore: cosa fare?
© Getty Images

In genere il primo raffreddore colpisce il bambino intorno ai 3 mesi, quando inizia a “socializzare” ed entra all’asilo nido, ma a volte anche prima se ha fratellini o sorelline raffreddati. Quando si tratta del primo raffreddore del primo bambino, o se il primo raffreddore insorge in un neonato prima dei 3 mesi, quale genitore non si preoccuperebbe? L’elemento fondamentale del trattamento si fonda sulla pulizia del nasino con soluzione fisiologica. Bisogna imparare a sturare bene il naso.

Come liberagli in nasino?

• Con tubetti di soluzione fisiologica o con un aspiratore nasale per neonati.

• In modo sistematico prima dei pasti e prima di metterlo a dormire, ma anche “su richiesta”, cioè quando è tormentato, tossisce, ecc.

Come dargli da mangiare e da bere?

• Non forzarlo né a mangiare né a bere: rischierebbe di vomitare tutto!

• Offrirgli da mangiare più spesso ma in piccole quantità.

• Offrirgli da bere più spesso, ma poco.

• Rispettare questo nuovo ritmo dei pasti e delle bevande. Rispettare il suo desiderio di non mangiare o bere finché il raffreddore non passa. Il lattante mangia e beve di meno perché ha difficoltà di respirazione.

Cosa fare se ha la febbre?

• Non riscaldare troppo la casa: 19° C sono sufficienti.

• Non coprirlo troppo per non rischiare di far alzare ancora di più la temperatura: un pannolino, eventualmente un body possono bastare. Per dormire, per esempio, lo si potrà coprire con un copripiumino, ma senza piumino.

• Quando e come utilizzare il paracetamolo? Il dott. Christophe Batard, pediatra, precisa che “occorre preoccuparsi più dell’eventuale mancanza di comodità dei più piccoli che della febbre! Se il poppante appare molto abbattuto con una temperatura di 37°7C, gli si darà del paracetamolo. Ma non glielo daremo se il lattante sta bene e gioca come al solito, anche se la temperatura raggiunge i 39°C”.

• Il bagno a 2°C sotto la temperatura del bambino non è più consigliato: potrebbe aumentare il fastidio. Questa misura è da riservare a febbri molto alte e mal sopportate nonostante gli antipiretici, se ci si accorge che il bambino apprezza e ne trae giovamento.

Come preparare la camera del bambino per la notte?

• Umidificare l’atmosfera facendo asciugare i vestiti nella camera del bambino.

• Per far respirare meglio il bambino, sollevare leggermente la testa del letto mettendo un piccolo cuscino sotto il materasso (non troppo spesso per non rischiare che il bambino scivoli in fondo al letto...).

Quando andare dal medico?

• Fondamentalmente i cambi di comportamento: se diventa troppo coccolone o troppo agitato e se ha dei risvegli notturni insoliti

• Se la febbre dura più di 2-3 giorni, se si tocca l’orecchio, non mangia più, vomita, ha la diarrea, gli occhi incollati dal pus, ecc.

Forza e coraggio: nel giro di 7-14 giorni tutto si risolverà!

Dott.ssa Sophie Parienté

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12/03/2013

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