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Il raffreddore: quando chiamare il medico?

Nei bambini il raffreddore è molto frequente e di solito non comporta alcun rischio. Guarisce nel giro di 7-10 giorni. È un’infiammazione delle vie aeree superiori, cioè del naso e della faringe. Si parla infatti di rinofaringite. La maggior parte delle volte, si tratta di un’infezione virale la cui diffusione può essere limitata grazie ad alcune accortezze igieniche. In quale caso conviene invece consultare il medico?

Raffreddore: quando andare dal medico?
© Getty Images

Il piccolo diventa scontroso e la temperatura sale a 38°5 C o 39°C per due o tre giorni. Il naso è chiuso o cola. Poiché fa fatica a respirare, tossisce e si alimenta meno bene. Che fare? La cosa più importante è disintasare correttamente e regolarmente il naso e il retro del naso con una soluzione fisiologica servendosi di un aspiratore nasale. Antipiretici e bagni possono essere utili per far abbassare la febbre. Infine, per evitare che la bocca del bambino diventi secca quando dorme, è opportuno umidificare la sua cameretta mettendo una scodella d’acqua accanto al termosifone.

Ecco una panoramica delle ragioni che devono spingere a chiamare il medico. 

Raffreddore prima del 3° mese: il neonato non sa ancora respirare con la bocca

In teoria i più piccoli sono protetti dagli anticorpi materni e dovrebbero scampare al raffreddore… Nella pratica, invece, possono raffreddarsi, anche se non si capisce bene perché. Di solito vengono chiamate in causa infezione virale e difficoltà vasomotorie. La mucosa che riveste la rinofaringe si mette a secernere muco e le vie respiratorie superiori si intasano e si ostruiscono.

Il dott. Briac Thierry, medico otorinolaringoiatra all’ospedale Trousseau (Francia), lo conferma: “Il neonato in buona salute e allattato al seno può prendere il raffreddore. Questa rinite del neonato, a volte appena uscito dal reparto maternità, fa paura ai genitori: prima dei 3 mesi, il piccolo non sa ancora respirare con la bocca! Più il neonato è giovane, più il raffreddore è fastidioso. Per non soffocare quando il nasino è chiuso, consuma tutte le sue energie a cercare di respirare e si sfinisce. Piangere e gridare gli consente di riprendere fiato”.

Il bambino sta male, ha la febbre, non respira bene e tossisce perché il nasino gli cola o è chiuso. La poppata dura molto, mangia di meno. Il peso è fermo... Occorre chiamare il medico. Esistono metodi efficaci per disintasare la rinofaringe del piccolo. Se la disostruzione rinofaringea (DRP) con soluzione fisiologica non basta, i medici utilizzano una soluzione salina ipertonica. Qualora, nonostante questi trattamenti, il bambino avesse ancora difficoltà a respirare, il ricorso all’otorinolaringoiatra in ambito ospedaliero si rende talvolta necessario per prescrivere dell’adrenalina.

Il raffreddore dopo il 3° mese è più frequente

Bisogna disostruire il naso e il retro del naso (si parla di disostruzione rinofaringea retrograda o DRP) regolarmente e più volte al giorno. La testa del neonato va tenuta di lato e occorre pulire ognuna delle radici instillando prima la soluzione fisiologica e poi con un aspiratore nasale per neonati aspirando le secrezioni nasali. Questo dà sollievo al bambino ed evita complicazioni. Non appena possibile, è necessario insegnare ai piccoli a soffiarsi il naso da una narice, comprimendo l’altra con un dito. Umidificare l’aria della camera e arieggiare quest’ultima.

Per un neonato in buona salute, è inutile precipitarsi dal medico. Né la febbre, né l’aspetto purulento del muco bastano a giustificare un’immediata terapia con antibiotici. Di fronte a questa infezione virale, gli antibiotici non ridurrebbero né il fastidio, né la durata dei sintomi. Non è detto che il muco del bambino, anche se verde o giallo, sia pus: la maggior parte delle volte si tratta di secrezioni e cellule epiteliali che si desquamano!

Raffreddore e bambini: andare dal medico se...

• La febbre a 38°5C o 39°C dura da oltre 3 giorni

• La febbre è superiore a 38°C e il bambino ha le convulsioni o ha avuto una convulsione ipertermica

• La febbre compare o ricompare 3-4 giorni dopo l’inizio del raffreddore

• Da oltre 10 giorni il bambino fa fatica a respirare, tossisce, ha il naso che cola o tappato e la situazione non migliora

• Gli occhi sono pieni di pus

• Una delle palpebre o l’angolo dell’occhio sono gonfi

• Il bambino si strofina le orecchie oppure da lì scorre del liquido purulento

• Il comportamento del bambino cambia: diventa irritabile, piange, dorme male

• Il bambino ha la diarrea, non mangia più o vomita

Dott.ssa Sophie Parienté

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12/03/2013

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