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La tosse nei bambini

La tosse rappresenta il più efficace meccanismo di difesa dell'apparato respiratorio (gola, trachea, bronchi, polmoni); quindi deve essere vista come un atto positivo indirizzato a salvaguardare una delle funzioni più importanti della vita, la respirazione.

La tosse dei bambini
© Getty Images

Le vie respiratorie vengono giornalmente in contatto con una notevolissima quantità di aria (da 3000 a 10 000 litri). È quindi facile immaginare la grande quantità di sostanze estranee in essa contenute che viene quotidianamente inalata.
In condizioni normali la difesa da queste sostanze è assicurata dalla costante produzione di muco, che formandosi nei polmoni e nei bronchi le ingloba. Il muco così prodotto scivola progressivamente verso l'alto e l'esterno e quindi verso la gola, dove viene deglutito e quindi espulso senza che ce ne accorgiamo. La tosse accelera e potenzia questo processo di risalita del muco dai polmoni verso la gola. E quindi, durante il corso della giornata, diamo sicuramente qualche colpo di tosse, anche se non siamo raffreddati, perché abbiamo bisogno di dare un colpetto di acceleratore al muco formatosi.
La tosse è, quindi, un fenomeno di comune riscontro. Nei bambini è ancora più frequente per cui diventa difficile per i genitori capire quando devono stare tranquilli e quando invece devono preoccuparsi. La tosse viene in genere considerata molto più fastidiosa dalla madre che la ascolta piuttosto che dal bambino che ne è affetto.

Le caratteristiche della tosse

La tosse può manifestarsi in vari modi, alcuni dei quali con caratteristiche così peculiari da permettere di dare al medico importanti notizie utili per la diagnosi.
Una prima molto utile informazione è quella di sapere se la tosse è solo diurna o solo notturna oppure diurna e notturna.
In linea di massima una tosse diurna non è preoccupante, lo è di più se è notturna oppure diurna e notturna.
Una seconda distinzione deve essere fatta tra tosse secca, non produttiva, e tosse catarrale, produttiva. Altre due caratteristiche importanti sono: una tosse abbaiante, simile all'abbaiare di un cane o al verso della foca, e una tosse accessuale, caratterizzata da accessi più o meno frequenti separati da intervalli liberi.
La mamma deve essere molto attenta a rilevare le caratteristiche della tosse per poterle riferire correttamente e con precisione perché, paradossalmente, spesso capita che il
bambino in presenza del medico non emetta neanche un colpo di tosse. La tosse non deve essere vista in chiave negativa, tuttavia, di fronte alla sua comparsa, è opportuno valutare nel bambino alcuni parametri che possono chiarire eventuali aspetti di gravità.
Gli elementi principali da valutare sono i seguenti:
Età del bambino Condizioni generali. Stato di prostrazione Presenza di febbre Presenza di difficoltà respiratorie (inspiratorie ed espiratorie) Nei più grandicelli presenza di dolori nella respirazione e durante i colpi di tosse.

Per quanto riguarda l'età del bambino, ricordiamo che nel neonato il riflesso della tosse è scarso e diventa più evidente con il passare dei mesi. In verità bisogna dire che nei primissimi mesi di vita sono molto rare le affezioni respiratorie, per cui, se a questa età compare la tosse, bisogna subito rivolgersi al medico.
Ricordate che il neonato o il lattante, però, possono tossire perché qualche goccia di latte va loro di traverso oppure con l'inizio della salivazione (intorno al 2° mese circa) per l'accumulo di saliva in gola. Queste eventualità determinano rari colpi di tos- se.
Se invece questa diventa più frequente e insistente, è opportuno consultare il medico.
Se il lattante è raffreddato e tossisce un po", ma mangia normalmente, non ha nulla di preoccupante. Se diminuisce molto l'appetito, meglio consultare il medico.
La bronchiolite del lattante (è una malattia grave) si presenta con tosse stizzosa, continua; nelle forme più gravi la tosse diventa debole (il bambino sembra non farcela a tossire). È presente respiro affannoso e molto frequente, dilatazione delle narici, rientramenti nella fase dell'inspirazione alla base del collo (giugulo) e alla base del torace (epigastrio). E soprattutto il bambino non mangia quasi niente! In queste condizioni portate subito il bambino in ospedale! A qualunque età, non solo nel lattante, lo stato di prostrazione del bambino è più importante: la mancanza di forze, il pallore, le occhiaie profonde, se accompagnate da scarsa tosse, e in presenza di febbre, sono un segno premonitore non favorevole.
Ricordiamo che polmoniti anche gravi sono caratterizzate nella prima fase (la più importante per intraprendere una terapia tempestiva) da pochissima tosse, stizzosa e non produttiva. In alcuni casi il bambino dà addirittura l'impressione di "non farcela a tossire". Questo è un segnale di pericolo. Affanno o respirazione più affrettata sono in genere espressioni di crisi asmatica o di bronchite grave. In questo caso nel bambino prevale l'affanno e la modesta tosse presente è molto stizzosa.

1 La tosse dei bambini - continua ►

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04/05/2010

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