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La crosta lattea: cause e rimedi

La crosta lattea è un disturbo molto frequente nei neonati che compare a partire della seconda settimana di vita e termina solitamente intorno al terzo mese. La caratteristica principale di questo fenomeno è la comparsa, sul capo del piccolo, di alcune squame simili a forfora che si presentano però saldamente attaccate alla cute. Talvolta la crosta lattea si ripresenta più avanti negli anni, solitamente intorno ai 4 ed agli 11, anche nei bambini che non ne hanno sofferto in precedenza.

Crosta lattea: cause e rimedi
© Getty Images

Quali sono le cause?

Il termine “crosta lattea” deriva da una antica credenza secondo la quale la pelle dei neonati si comportava in maniera anomala a causa della loro alimentazione a base di latte.

In realtà è stato scoperto che il disturbo non ha nulla a che vedere con la dieta dei bambini ma è dovuto ad una eccessiva produzione di sebo (una sostanza grassa prodotta dalle ghiandole della pelle). Il termine corretto con cui chiamare questo fenomeno è quindi “dermatite seborroica infantile”.

Le cause all'origine di questa iperproduzione di sebo possono essere diverse. In primo luogo la colpa è da attribuire, ancora una volta, alla presenza degli ormoni materni all'interno dell'organismo del bambino. Questo può essere unito ad una certa immaturità del processo di rigenerazione della cute ed all'anomalo comportamento di un fungo normalmente presente sulla pelle, il Pityrosporum orbicolare.

Come si manifesta?

La crosta lattea è facilmente riconoscibile in quanto la testa del bambino si ricopre di piccole squame bianco-giallognole, che si uniscono tra loro fino a formare delle vere e proprie crosticine. Nella maggior parte dei casi il fenomeno si presenta soltanto sulla testa e sull'attaccatura dei capelli della fronte ma può estendersi anche ad altre zone del viso come sopracciglia, orecchie, naso e guance. Ancora più rara, ma non impossibile, è la comparsa di croste anche in altre parti del corpo come ascelle e collo.

Le croste hanno un aspetto untuoso ed il loro colore tende a scurirsi verso il marrone con il passare dei giorni.

Il bambino non avverte alcun fastidio a parte un leggero prurito, sopratutto se ha molti capelli.

Le croste scompaiono naturalmente a partire dal terzo mese, quando la produzione di sebo si regolarizza e la pelle inizia a rigenerarsi in maniera corretta.

Come si cura?

Essendo la crosta lattea un fenomeno del tutto naturale, non esistono vere e proprie cure per eliminarla.

E' possibile favorirne il decorso attraverso alcune semplici mosse che contribuiranno anche a dare al bambino sollievo dal prurito.

Innanzi tutto è fondamentale mantenere la testa ben pulita, lavando i capelli (se presenti) o la testa del bambino ogni due giorni con un detergente delicato a base oleosa o contenente sostanze emollienti.

Dopo il lavaggio occorre ammorbidire ulteriormente le croste, utilizzando un batuffolo di cotone o una compressa di garza imbevuti di una di queste sostanze: olio d'oliva, olio di mandorla o vaselina.

Se le croste sono molto spesse è possibile ricorrere ad alcuni prodotti specifici per questo disturbo che possono essere acquistati in farmacia dietro consiglio del pediatra.

Una volta che le croste risulteranno morbide al tatto, si procede passando sulla testa un pettine con  dentini fitti e arrotondati. Quando le croste si staccano, devono essere tolte con la mano per evitare che le squame si disperdano tra i capelli.

Terminata anche questa operazione, è consigliabile tamponare nuovamente la cute utilizzando un olio a base naturale per inibire la produzione di sebo. Alcuni esempi sono l'olio di ribes nero e quello di borragine, entrambi venduti nelle erboristerie e nelle farmacie omeopatiche.

Cose da non fare

Le croste sono molto delicate e devono essere scollate dalla cute con molta attenzione.

E' fondamentale seguire queste poche indicazioni:

- non lavare i capelli troppo spesso, il cuoio capelluto potrebbe irritarsi e peggiorare la situazione

- utilizzare soltanto shampoo e detergenti a ph fisiologico specifici per la cute dei neonati

- mai cercare di togliere le croste con le unghie o strappandole, il rischio è quello di provocare micro-ferite nel cuoio capelluto

- prestare una maggiore attenzione nelle zone delle fontanelle, in cui la testa è particolarmente delicata

- controllate che le unghie del bambino non siano troppo lunghe, se il piccolo inizia a graffiarsi quando si gratta occorre limarle o tagliarle

Conseguenze della crosta lattea

La crosta lattea si risolve in maniera autonoma e di rado comporta conseguenze per la salute futura del bambino.

Tuttavia, se il disturbo è stato molto forte e persistente, è possibile che il bambino sviluppi una certa predisposizione a soffrire di dermatite atopica.

Benché l'interazione tra crosta lattea ed alimentazione a base di latte del neonato sia stata assolta come causa scatenante, alcuni medici ritengono che possa comunque essere indice di una intolleranza alimentare, sopratutto se accompagnata da nausee, vomito, coliche gassose e dermatiti.

Crosta lattea nei bambini più grandi

Circa il 3% dei neonati affetti da crosta lattea svilupperà nuovamente il disturbo nel corso della crescita. A questi si deve aggiungere un 2% di bambini a cui la crosta lattea si presenta per la prima volta dai 4 anni in avanti.

Le cause di questo disturbo non sono molto chiare. Vi è sicuramente una certa predisposizione genetica, unita ad un malfunzionamento delle ghiandole sebacee.

Anche le intolleranze alimentari possono rientrare tra le cause della comparsa di questa particolare dermatite, così come lo stress: molti bambini mostrano i primi sintomi di crosta lattea in concomitanza con l'inizio della vita scolastica.

Negli ultimi anni è stato registrato un notevole aumento di casi intorno agli 11 anni, coincidenti con l'ingrssso alla scuola media.

E' molto importante trattare immediatamente la crosta per prevenirne la ricomparsa, ed evitare al bambino spiacevoli occasioni di disagio con i coetanei.

La metodologia di intervento è la stessa dei neonati, con la differenza che è possibile utilizzare sulla cute alcuni prodotti più aggressivi.

Gli strumenti migliori per trattare la testa sono: l'aloe vera, l'olio di iperico, il tea tree oil ed in generale tutti quegli oli che hanno il potere di riequilibrare le secrezioni sebacee.

Per eliminare le croste invece è consigliabile utilizzare shampoo senza componenti chimici, massaggiando per diversi minuti la parte interessata.

Se il disturbo dovesse ripresentarsi con una certa costanza potrebbe essere utile effettuare qualche analisi del sangue per ricercare eventuali intolleranze o allergie.

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22/08/2012

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