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Il bambino non ha appetito

Il lattante che non mangia

Il bambino che non ha fame
© Jupiter

Per quanto riguarda il lattante (primi 4 mesi) in genere la diminuzione dell'appetito è di breve durata ed è conseguenza di una breve malattia o di un banale eccesso alimentare o di una temporanea cattiva digestione. Durante queste indisposizioni il bambino può presentare anche qualche piccola scarica diarroica o qualche modesto episodio di vomito. In tale evenienza purtroppo, spesso la madre commette l'errore di forzare il bambino a mangiare, ottenendo il risultato di peggiorare la mancanza di appetito e aumentare vomito e diarrea.
Il modo corretto di comportarsi è diametralmente opposto: "Non vuoi mangiare, ebbene io te ne do ancora di meno!". In altre parole bisogna sospendere l'alimentazione normale, il latte, e sostituirlo con una dieta quasi esclusivamente idrica: tè leggero, brodo di verdura, acqua di riso nelle uguali quantità del latte. Tale riduzione dell'alimentazione può essere fatta per 1/2/3 pasti, molto raramente anche per 24 ore. Sicuramente dopo questa dieta il bambino riprenderà a mangiare con buon appetito.

L'unico e vero problema è convincere la "famiglia" (mamma, papà, nonne comprese!) a sospendere l'alimentazione.
All'obiezione più frequente: "Mangia già così poco e lei, dottore, dice di sospendere l'alimentazione", bisogna spiegare alla mamma che sospendere l'alimentazione consueta per un breve periodo non ha alcun effetto negativo per la salute del bambino, anzi! Se poi, presi questi provvedimenti, l'appetito non riprende, sarà necessario non sottovalutare la situazione ricercando la causa del perdurare della mancanza di appetito.

La faccenda si complica quando "non mangiano" i più grandi (dal 6° mese in poi).
Nell'attuale situazione socio-economica del nostro Paese il problema se mai è che alcuni bambini mangiano troppo con i relativi problemi (con percentuali di obesità stimabili intorno al 10-15% e anche di più). I genitori vogliono crescere i figli sul modello con cui sono stati cresciuti loro, dimenticando che mediamente i loro figli sono nati ben 30 anni dopo di loro. Quindi con differenti stili di vita, differenti tecnologie, cibi più ricchi, numero di pasti diversi. Molti adulti oggi fanno due pasti al giorno: colazione e cena + uno snack, dove mangiano le stesse porcherie di cui accusano i propri figli (le merendine).
È divertente constatare come: ogni generazione ha i suoi cibi "indispensabili".
I miei genitori volevano che mangiassi il pane. La generazione successiva la carne. La successiva la verdura e la frutta ecc.
Ritornando ai nostri bimbi, numerose sono le ragioni che a quest'età possono determinare una situazione di scarso appetito, a partire dalla dentizione, per passare attraverso temporanee indisposizioni, a problemi psicologici (nascita del fratellino, l'asilo, la scuola, la mamma che lavora ecc.). Esistono poi i bambini che mangiano naturalmente poco. Infatti nell'ambito della normalità ci sono bambini "mangioni" e bambini che "mangiano poco". A proposito di questi ultimi desidero spendere due parole.

La vita moderna, specie quella che si svolge in città, è una vita innaturale per i bambini.
Purtroppo passano la giornata facendo pochissimo movimento. Spesso trascorrono interi pomeriggi davanti al televisore o, se frequentano scuole a tempo pieno, invece di svolgere attività sportive o motorie, vengono tenuti in aula impegnati in attività sedentarie. Molti bambini che fanno questo tipo di vita sono pallidi con occhiaie, lingua biancastra, alito cattivo. Questi sono i bambini che "mangiano poco".
Ma forse è una fortuna: infatti non hanno nessuna possibilità di "bruciare" convenientemente i cibi che introducono. Come si può pretendere quindi di farli mangiare di più!? Se lo facessero sarebbero inevitabilmente candidati a vari disturbi, come obesità o crisi di acetone ecc.
Spesso questi bambini, per fortuna, sono magri. È mio dovere convincere i genitori a non tentare di rimpinzarli contro la loro volontà, ma al contrario stimolare il loro appetito, inducendoli a consumare di più con attività sportiva, passeggiate, corse, giochi all'aperto, in definitiva con una buona attività motoria.

Esistono medicine che fanno venire l'appetito?

Non esistono farmaci innocui che stimolano l'appetito. In effetti esistono farmaci che aumentano l'appetito, ma sono farmaci che rientrano nella categoria del doping. Spero che nessun genitore voglia "dopare" i propri figli per l'appetito! Il pediatra con molta pazienza deve fare opera di convincimento e di tranquillizzazione sulla mamma, indicandole quali sono gli errori da evitare e chiarendo che, se il bambino è in buone condizioni generali, lo scarso appetito non è un problema.
Voglio dirvi un'ultima cosa, che ritengo fondamentale e mi sta molto a cuore: i bambini "mangiano per vivere" e non vivono per mangiare. Mangiano solo le cose che a loro piacciono e soprattutto, specie i piccoli, mangiano istintivamente le cose di cui il loro organismo ha bisogno in quel momento! Molte mamme si accorgono che per un certo periodo i bambini mangiano più volentieri la pasta e non la carne e in altri periodi la carne e non la pasta! Quando con la crescita il comportamento dettato dall'istinto viene sostituito da quello dettato dalla razionalità, il bambino, se riceve una cattiva educazione alimentare, può incominciare a "vivere per mangiare".

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04/05/2010

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