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I disturbi del sonno dei bambini

Il sonno dei bambini è importante, anzi fondamentale, per la loro crescita e il loro sviluppo psicofisico. Ma può capitare che ci siano dei problemi e che il tuo piccolo abbia problemi a riposare come dovrebbe. Scopri tutto quello che devi sapere sul sonno dei bambini e sui disturbi ad esso legati.

I disturbi del sonno dei bambini
© Getty Images

Il bambino non soffre per mancanza di sonno, perché dorme per esigenza fisiologica e non perché il giorno dopo deve essere riposato per andare a lavorare.
Nel neonato e nel lattante il sonno rappresenta con l'alimentazione una delle due uniche attività fondamentali della propria vita. Diventerà una delle molte azioni fisiologiche del suo organismo quando il bambino crescerà e comincerà a entrare nel mondo.
Il passaggio dalla veglia al sonno, a ogni età (bambino compreso), costituisce un momento di transizione che richiede la messa in atto (anche involontaria) di una serie di meccanismi che predispongono l'organismo al riposo (ad esempio per l'adulto la scelta del fianco, della posizione, leggere pochi minuti ecc.).

Quanto deve (o dovrebbe) dormire il mio bambino?

Tenterò di schematizzare, ma con molta incertezza: - nel 1° mese dorme quasi sempre (almeno 20 ore) - dal 2° al 6° mese, 18 ore - dal 6° al 12°, 16 ore (10 ore di notte – 3 ore al mattino - 3 ore nel pomeriggio) - dal 1° al 2° anno, 12-15 ore (3 ore nel pomeriggio) - fino al 6° anno, 12 ore.
La mia incertezza, quasi un imbarazzo, nel quantificare le ore di sonno deriva dal fatto che non è mai possibile ridurre a semplici numeri, oltretutto rigidi, i comportamenti del bambino, sonno compreso.
Riferendoci sia pure molto indicativamente a quanto sopra riportato, si può affermare che una variabilità di più o meno 3 ore, rispetto ai tempi dati, può rientrare ancora nella norma. In realtà il bambino normale nei primissimi mesi di vita mangia e dorme (ovviamente se lo si gestisce bene). Cioè se lo si fa mangiare quando vuole lui, se gli si dà il latte giusto, il quantitativo giusto, nel modo a lui più gradito ecc. (vedere allattamento). Dorme circa 20 ore e si sveglia solo per i pasti (compreso quello della notte!).
Successivamente le ore di sonno diminuiscono fino ad arrivare, verso l'anno di età, a periodi di veglia diurna più prolungati. È necessario rispettare, anche per il sonno, le esigenze e le scelte del bambino, pur non rinunciando a cercare di adeguarle in modo dolce ai ritmi di vita della famiglia.
Non è possibile dire con certezza che "quel bambino dorme a sufficienza", ma si può affermare: "quel bambino dorme più o meno rispetto alla media". Se il bambino gode
di buona salute, è vivace e attivo, non mostra sonnolenza, il suo sonno è certamente sufficiente.

Problemi legati al sonno del bambino

In caso di problemi di sonno la frase che la mamma abitualmente riferisce al pediatra è: "Il mio bambino non dorme!". Per lo più, intende dire che suo figlio non dorme di notte. Nei primi mesi di vita deve essere considerato "buono" un sonno senza interruzione da mezzanotte alle 5 del mattino. Alcuni genitori considerano il bambino insonne quando presenta più di un risveglio durante la notte. In realtà nei primi 3 mesi di vita solo il 70% dei bambini dorme almeno 5 ore senza interruzione, l'80% dai 3 ai 6 mesi, il 90% verso l'anno di vita. Quindi si può cominciare a parlare di disturbi del sonno per quella modesta percentuale di bambini che non dorme 5 ore filate. Tempi migliori iniziano nel periodo che va dalla fine del primo anno all'età scolare perché, in genere, il sonno si assesta su ritmi regolari senza le tensioni di tipo nevrotico che possono intervenire poi nell'età scolare.

Che cosa fare quando il bambino presenta disturbi del sonno?

Per prima cosa è necessario accertare se esista una vera insonnia o siano i genitori che ingigantiscono i piccoli disturbi del sonno del bambino. La realtà è questa: il problema del sonno di un bambino, in genere, non viene considerato tale fino a quando non diventa un disturbo per la famiglia. In sostanza il sonno del bambino è in realtà... un problema degli adulti! La valutazione più importante riguarda le condizioni generali del bambino. Il lattante che cresce regolarmente, anche se dorme poco, è un bambino sano. Il più grandicello che è vivace e attivo, non presenta segni di stanchezza e affaticamento, anche se non dorme, è sano. Quindi né l'uno né l'altro hanno bisogno di interventi medici o terapeutici per dormire! La paura dell'insonnia è una nevrosi, un falso problema della vita moderna. Oggi il sonno viene considerato una necessità irrinunciabile e viene perseguito in tutte le maniere. È augurabile che ciò non succeda per i bambini. Tuttavia il problema non deve essere sottovalutato e, per l'equilibrio familiare, è necessario trovare una giusta soluzione.
Nei casi in cui i bambini abbiano difficoltà ad addormentarsi o si sveglino più volte durante la notte, si finisce abbastanza presto per avere genitori stressati e stanchi, mentre in genere il bambino sta benissimo. Per quanto le esigenze dei bambini siano prioritarie, anche i genitori hanno diritto al loro riposo ed è giusto che siano aiutati nei momenti di difficoltà. L'insonnia dei bambini è sicuramente uno dei momenti di maggiore difficoltà per la famiglia.

Cause principali dei disturbi del sonno

Cause costituzionali. Il carattere del bambino è sicuramente una causa costituzionale.
Esistono bambini particolarmente agitati, vivaci, eccitabili durante il giorno, che di notte hanno difficoltà ad addormentarsi e che presentano frequenti risvegli.
Spesso sono nati da parti difficili.

Cause ambientali. Vorrei segnalare soprattutto lo stato di tensione dei genitori.
Genitori nervosi, spesso insonni anche loro, hanno più facilmente figli che non
dormono.
Tra le cause ambientali metto la cattiva educazione al sonno da essi impartita.
E mi spiego. Molti genitori che "hanno bisogno di dormire" mettono in atto una serie di artifici per avere la certezza che il bambino si addormenti. Fra questi artifici vi è quello di mettere a letto il bambino ficcandogli in bocca un biberon di camomilla o di acqua o addirittura di latte ecc.

Cause organiche. "Dolori" (reali, ma per lo più inventati) o malattie. In genere questi motivi sono poco frequenti. Qualche volta i bambini più grandicelli possono presentare i cosiddetti "dolori della crescita" agli arti inferiori: si svegliano e chiamano la mamma perché accarezzi o massaggi dolcemente le loro gambe. In queste situazioni non si riesce a capire dove inizi il vero dolore (dolore della crescita) e dove il vizietto di farsi coccolare. Anche l'eruzione dei denti viene spesso invocata per spiegare i disturbi del sonno.
Se non esistono cause specifiche (dolori, dentizione o malattie varie da curare) il disturbo del sonno è in realtà un disturbo non del bambino, ma dei genitori. E, allora, i consigli devono essere rivolti al loro comportamento durante la giornata.

Per i più piccoli si può consigliare di fare il bagno alla sera e avvolgerli in un asciugamano caldo, di dare loro l'ultimo pasto più sostanzioso, oppure di seguire un rituale che preveda di portarli a dormire con gli stessi rumori o le stesse musiche, lo stesso pupazzo o la stessa copertina. Meglio se tutto ciò viene fatto dalla stessa persona.
Insomma il bambino deve poter mettere in atto tutti i suoi meccanismi che gli permettono di superare il momento di transizione tra veglia e sonno (succhiare il ciuccio, il dito, il lenzuolino ecc.).
Per quanto riguarda i bambini più grandicelli, possono essere utili certi rituali, come le favole o la musica, la presenza di una piccola luce. È necessario mettere in atto tutto ciò che concorre a creare uno stato di sicurezza.
Se il bambino ha difficoltà ad addormentarsi, bisogna che arrivi alla sera stanco, per cui è bene evitare sonni pomeridiani troppo lunghi, mentre sono consigliabili attività motorie, passeggiate, vita all'aria aperta. Qualche volta è utile modificare le condizioni ambientali, per esempio mandando il bambino a dormire dai nonni o risolvendo situazioni familiari particolari.

Il mio bambino si sveglia ormai tutte le notti e piange. Devo andare a consolarlo?

Come ho detto il sonno del bambino ha un andamento oscillante. Sonno profondo, seguito da sonno leggero (o risveglio momentaneo).
Durante la notte il bambino ha 4-5 risvegli. Ad ogni risveglio mette in atto quella serie di suoi personali meccanismi indispensabili per superare il difficile periodo di transizione che sta fra la veglia e il sonno e quindi riaddormentarsi.
Se un adulto (madre, padre, nonna, tata) accorre durante questi risvegli, la presenza e l'intervento di questa persona diventa un ulteriore meccanismo indispensabile per la ripresa del sonno e quindi purtroppo dovrà essere sempre presente ad ogni sveglia.
In questo caso, come in altre occasioni, è l'intervento non corretto dell'adulto che crea il problema. Se i genitori non accorressero subito, il bambino certamente si riaddormenterebbe dopo pochi istanti. Quindi è opportuno che la mamma e il papà
controllino le proprie apprensioni.
Anche per il sonno vi consiglio di lasciarvi guidare dal buon senso. Nei casi di risvegli notturni, andate a controllare di nascosto senza farvi sentire. Non spaventatevi per dei comportamenti naturali. I bambini durante il sonno spesso aprono gli occhi, muovono le gambe e la testa, respirano in modo apparentemente irregolare, con periodi di maggiore frequenza del respiro, altre volte emettono piccoli lamenti, altre ancora sembra facciano degli sforzi. Sono manifestazioni normali e i genitori devono guardarsi dall'accorrere subito: c'è il rischio di disturbare il bambino e di svegliarlo definitivamente.

La terapia dei disturbi del sonno

La terapia è fondamentalmente di tipo psicologico o, sarebbe meglio dire, educativo e comportamentale. Il bambino non soffre per mancanza di sonno, perché dorme per esigenza fisiologica e non perché il giorno dopo deve essere riposato per andare a lavorare. La prima cosa da farsi è quella di evitare uno stato di tensione ambientale. In genere il bambino che ha genitori (soprattutto la mamma) sereni, disponibili e pienamente coscienti del proprio ruolo che svolgono con equilibrio e buon senso, NON presenta disturbi del sonno.
Bisogna ricordare che i bambini possono essere nati con le caratteristiche di buoni o di cattivi dormitori e che è difficile, per non dire quasi impossibile, piegare le attitudini di questi ultimi. È quindi anche una questione di fortuna. Bisogna fare buon viso a cattiva sorte e rassegnarsi, pensando che quel che conta è il benessere del bambino.
Bisogna armarsi di pazienza e non dimenticare che il bambino ha tutti i diritti di pretendere di vivere e quindi di dormire, almeno nei primi anni della sua vita, come meglio crede. Il sonno rappresenta un distacco e bisogna renderlo il meno traumatico possibile. In fondo il bambino chiede solo di stare con voi e di sentirsi ama- to e accettato. Facciamolo con disponibilità e serenità. Non sono d'accordo con chi vuole usare le maniere forti: "Lo lascio piangere fino a quando non smette". Un bambino che piange è un bambino che esprime un suo fabbisogno non soddisfatto. Cerchiamo di capire in che cosa abbiamo mancato. Molti genitori pensano: "Non è vero! Sono solo capricci". Mi sembra un modo molto sbrigativo e certamente "comodo" per affrontare il problema.

È grave e diseducativo accogliere il bambino nel lettone?

Se dormire nel lettone è l'ultima risorsa, non è educativamente corretto, ma può essere comodo. Del resto se si giunge a questo punto sono già stati commessi dai genitori tanti errori che escludono il successo di altri interventi.
Esistono farmaci per curare i disturbi del sonno dei bambini e quando si possono dare? Quasi mai! Come ho detto i problemi notturni del bambino devono essenzialmente essere trattati del punto di vista psicologico, anche se eccezionalmente all'interno di un programma terapeutico può essere utile somministrare per qualche notte un sedativo o un ipnotico per aiutare i genitori esausti a recuperare un po" di sonno.
Normalmente si usa un farmaco: la prometazina. Deve essere somministrata circa 1 ora e mezza prima del sonno. Le dosi devono essere prescritte dal medico.
In genere però, le dosi che servono a sedare un bambino che piange di notte sono molto elevate e possono causare fenomeni di stordimento il giorno successivo.
Qualche volta di fronte a genitori disperati, ormai al limite della sopportazione (non
dimentichiamo che il bambino che non dorme può provocare violenza nei genitori psichicamente labili) il pediatra giustamente può ricorrervi.

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04/05/2010

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