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Encopresi

L'encopresi è un disturbo poco conosciuto ma che riguarda un elevato numero di bambini dai 5 agli 8 anni. E' quasi sempre un disturbo transitorio ma nei casi più gravi però può assumere un carattere cronico. Vediamo in cosa consiste questo disturbo e come affrontarlo.

Cos'è l'encopresi

Encopresi
© Thinkstock

L'encopresi è l'emissione involontaria di feci. Si divide in due forme: encopresi primaria e secondaria. Solitamente si manifesta in seguito ad una stipsi cronica ovvero quando il bambino rifiuta consapevolmente di defecare. Se questo rifiuto si protrae nel tempo (encopresi ritenitiva) il bambino perde lo stimolo alla defecazione e le feci escono in maniera incontrollata in qualsiasi momento.

Nel 70% dei casi si presenta prima dei 5 anni. Nel restante 30% insorge con il raggiungimento dell'età scolare. E' stata riscontrata una maggiore incidenza nei maschi (il rapporto è di uno a cinque). Normalmente un bambino impara a trattenere e rilasciare consapevolmente le feci entro i tre anni, se il tempo di protrae si parla di encopresi primaria e può essere dovuta a diversi fattori, dalla pigrizia alla necessità di un tempo più lungo per imparare a farlo. L'encopresi secondaria invece si manifesta quando il bambino inizia a non trattenere le feci pur essendo in grado di farlo. 

L'aspetto psicologico

I sintomi fisici sono i più evidenti ma non è da sottovalutare l'impatto psicologico del problema. I bambini che soffrono di encopresi sviluppano solitamente ansia, senso di colpa e paura di essere scoperti e giudicati. Questo li porta ad isolarsi dagli altri ed a rifiutare di recarsi nei luoghi comuni come la scuola e le attività sportive. In alcuni rari casi il bambino sviluppa un approccio aggressivo mostrandosi indifferente ai propri sintomi o mostrando gli indumenti sporchi con aria di sfida.

Le cause

Le cause dell'encopresi possono essere di tre tipi: anatomiche, alimentari e psicologiche e si presentano in maniera diversa a seconda dell'età. Le cause fisiche sono tutto l'insieme di disturbi che associano il dolore alla defecazione come le ragadi o la stenosi anale. Tra le cause possono esserci anche alcuni morbi legati all'intestino come il morbo di Hirschsprung o il Megacolon angangliare. Le cause alimentari derivano da una errata alimentazione di base: poche fibre, troppi latticini e proteine e pochi liquidi. Nella maggior parte dei casi le cause sono però psicologiche. Tra le più frequenti troviamo i conflitti emotivi con i genitori, la paura della defecazione ed una errata educazione al vasino da parte dei genitori (troppo precoce, severa o assente).

La diagnosi di encopresi

Una diagnosi tempestiva del problema è fondamentale per evitare che la componente psicologica del disturbo si radichi troppo a fondo nel bambino. Per avere una diagnosi occorre valutare entrambi gli aspetti del disturbo. Dal lato fisico si esegue un esame completo che può essere accompagnato da una radiografia addominale. E' sconsigliabile eseguire un esame rettale in quanto potrebbe aumentare il disagio del bambino. Per valutare una encopresi dal lato psicologico occorre osservare il bambino e prendere nota dei suoi comportamenti. Il bambino con encopresi è un bambino solitario perché si vergogna di non riuscire ad essere come gli altri. Una volta valutati entrambi gli aspetti del disturbo è possibile quindi procedere con la diagnosi e la relativa terapia.

Come si cura

Sui problemi prettamente fisici è sufficiente l'intervento del pediatra che prescriverà la terapia farmacologica necessaria. Per i disturbi legati all'alimentazione occorre mettere a punto una dieta specifica per favorire una consistenza più morbida delle feci ed un miglioramento del transito intestinale. Diverso è il percorso per l'aspetto psicologico del disturbo. Per quanto riguarda l'encopresi primaria, ovvero il mancato raggiungimento del controllo degli sfinteri, occorre intervenire non soltanto sul bambino ma anche sui genitori. Il pediatra può richiedere la collaborazione di un pedagogista o di uno psicologo per educare tutto il nucleo familiare alla gestione del problema ed alla sua soluzione. Nell'encopresi secondaria invece occorre ricercare, insieme ad un esperto, le possibili cause scatenanti del disturbo come la nascita di un fratellino, un lutto, la separazione dei genitori o un traumatico inizio della scuola. I bambini sono in grado di seguire un percorso di terapia mirata che porta alla soluzione del problema in un tempo più o meno breve.

La prevenzione è possibile?

Benché si tratti di un disturbo derivante da molteplici fattori è possibile tentare di prevenirlo. Occorre nutrire correttamente i bambini attraverso una alimentazione ricca di frutta e verdura e prevenire le ragadi con l'utilizzo di una crema emolliente tutte le sere. Evitare di introdurre l'educazione al vasino prima dei due anni e lasciare che sia il bambino stesso a chiedere di poterla iniziare. Non forzare i bambini a togliere il pannolino prima del tempo per non generare ansia da competizione con gli altri. E' normale per un bambino piccolo non riuscire a trattenere le feci ed è altrettanto facile che, pur avendo imparato a farlo, possano esserci delle ricadute. Non bisogna mai umiliarli o punirli ma è importante aiutarli a raggiungere l'obiettivo con alcune semplici regole come il sedersi sul vasino tutti i giorni agli stessi orari (l'ideale è dopo i pasti). Se avete il dubbio che vostri figlio possa soffrire di encopresi rivolgetevi al pediatra che saprà darvi tutte le informazioni ed i consigli di cui avete bisogno.

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29/05/2012

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