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Proteggere i bimbi dalle punture degli insetti

Arriva l’estate, le temperature aumentano, la voglia di portare i nostri bambini all’aperto, in campagna o al mare, cresce... ma un esercito, insidioso, si nasconde fra i fili d’erba o sotto la sabbia: minuscoli “mostri” pronti a sferrare il loro attacco: gli insetti!

La protezione dalle punture degli insetti
© Getty Images

Un milione di specie conosciute, un universo parallelo, a sei zampe, dotato di un paio di antenne, di un solido scheletro esterno e, in molti casi, di ali: benvenuti nel mondo degli insetti.
Molti di questi piccoli animali sono innocui ma alcune specie, attraverso il loro morso o la loro puntura, possono trasmettere ai nostri bimbi malattie. Zanzare, pidocchi, moscerini, mosche cavalline, pappataci, pulci e zecche si cibano di sangue provocando, sulla pelle, minuscole ferite. Il loro apparato boccale è, particolarmente, adatto a forare la pelle per succhiare sangue. I morsi si verificano, principalmente, sulle parti esposte del corpo: testa, mani, braccia, gambe. I morsi degli insetti provocano sulla pelle una reazione, in pratica, una risposta allergica a sostanze presenti nella saliva o negli escrementi degli insetti, spesso, deposti nella sede del morso. Le reazioni cutanee sono piuttosto variabili: da innocui puntini rossi, a rigonfiamenti dolorosi; da lievi arrossamenti, a un’eruzione cutanea fortemente pruriginosa. Nei bambini la risposta immunitaria può essere differente, da individuo a individuo, al morso di uno stesso parassita. Le punture degli insetti sono, quindi, irritanti ma il rischio più grave è rappresentato dal pericolo che, attraverso il morso, l’insetto trasmetta microrganismi infettivi. La maggior parte delle gravi malattie diffuse dagli insetti, tuttavia, è presente solo nelle regioni tropicali e subtropicali. Ogni anno, però, anche nei paesi occidentali, in particolar modo, nell’area del Mediterraneo si verificano alcuni casi.

Ma allora come difendere i nostri piccoli?

All’aperto, si può ridurre la possibilità di essere morsi, indossando pantaloni, calze, camicie con le maniche lunghe, in particolar modo, dopo il crepuscolo, ora in cui alcune specie sono più attive. Può essere utile, inoltre, usare sostanze repellenti per gli insetti. In casa, invece, è possibile applicare zanzariere alle finestre e spruzzare gli ambienti con insetticidi spray a base di piretro. In alternativa si possono proteggere, letti e culle dei neonati, con zanzariere o utilizzare zampironi a base di piretroidi. Un’attenzione particolare, invece, merita la convivenza dei nostri piccoli umani con gli inquilini a quattro zampe. Cani e gatti, infatti, se non sottoposti regolarmente a trattamenti antiparassitari possono essere veicolo di pulci o zecche. E’ opportuno, inoltre, trattare, periodicamente, anche le diverse zone della casa, tappeti, cuccia, divano, in cui vive il nostro pet. 

Cosa fare, però, se veniamo punti?

In caso di puntura la prima regola è: mantenere la CALMA! I morsi e le zone circostanti dovrebbero essere, scrupolosamente, lavati con acqua e sapone e cosparsi di una pomata lenitiva. In alcuni casi, poi, può essere necessario applicare una crema contenente antistaminico. E’ opportuno, inoltre, evitare di grattarsi. Un prurito intenso sul cuoio capelluto, invece, potrebbe suggerire la possibilità di un’infestazione da pidocchi. Un’attenzione particolare andrebbe riservata alle punture di api, vespe e calabroni. Il veleno di questi insetti, infatti, contiene sostanze infiammatorie che provocano dolore locale, arrossamento e gonfiore per circa 48 ore. Solo in soggetti allergici, uno su 200 circa, queste punture possono causare shock anafilattico. A volte le api lasciano, nella sede della puntura, il loro sacco velenifero. Questo dovrebbe essere rimosso, delicatamente, aiutandosi con la punta di un ago. La zona interessata, poi, andrebbe lavata con acqua e sapone. In seguito occorre applicare un impacco freddo e, per alleviare il senso di fastidio, somministrare analgesici. Nei casi rari di shock anafilattico, invece, è indispensabile praticare un’iniezione di adrenalina. I sintomi, di questa reazione allergica, sono una grave eruzione pruriginosa, orticaria, stordimento, gonfiore al volto e alla gola, vomito, difficoltà di respirazione, collasso. Coloro che sono ipersensibili al veleno di api e vespe, quindi, dovrebbero portare sempre con sé una confezione di emergenza di adrenalina.
Insomma la “battaglia” contro questo agguerrito esercito è appena cominciata. Un consiglio su tutto? Godetevi, con i vostri piccoli, le giornate all’aria aperta, al mare o in campagna, e... armatevi di schiaccia mosche..!

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06/06/2011

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