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Come curare il raffreddore nei bambini?

Banale e benigno, il raffreddore, o rinofaringite, richiede poche e semplici misure terapeutiche. Tuttavia, alcune persone, soprattutto i bambini, possono incorrere in complicazioni per le quali è necessario chiedere consiglio al medico.

Curare il raffreddore del bambino
© Getty Images

A meno che non si viva da eremiti, sfuggire al raffreddore è difficile. Un tragitto in metro, una conversazione, i giochi tra bambini, sono tutte vie maestre offerte ai virus per cambiare ospite. Primo filtro per i microbi, il naso è esposto così a molti virus estremamente contagiosi, che non chiedono altro che installarsi nella mucosa delle cavità nasali e proliferarvi. Compaiono in questo modo i ben noti sintomi della rinofaringite, o raffreddore, e cioè: naso che cola, naso chiuso e starnuti, con o senza febbre.

Durante l’inverno non è raro avere due o tre volte il raffreddore. I bambini sono particolarmente esposti. Si può dire che per loro il raffreddore è la conseguenza inevitabile della lenta acquisizione delle difese immunitarie. Queste infezioni in genere si diradano spontaneamente intorno ai cinque o sei anni.

Niente antibiotici per il raffreddore

Cosa si può fare una volta preso il raffreddore? Non molto, a dire il vero… Gli antibiotici funzionano solo contro i batteri. Non hanno effetto su questa infezione, dovuta invece a un virus. Nessun farmaco consente di abbreviare i tempi di guarigione, che avverrà spontaneamente, di solito nel giro di una settimana. Si può agire solo sui sintomi.

La base del trattamento consiste nel far abbassare la febbre, frequente nel bambino, e nell’alleviare la sensazione di malessere generale e l’eventuale mal di testa o mal di gola tramite uno dei classici farmaci contro febbre e dolori (aspirina, paracetamolo...).

Soffiarsi il naso per liberare il naso dalle secrezioni che lo ingombrano è un gesto naturale, semplice ed efficace che l’adulto compie. Nei bambini invece può diventare molto più complicato. Bisogna effettuare sistematicamente lavaggi con una soluzione fisiologica, tre o quattro volte al giorno, e insegnare loro il prima possibile a soffiarsi il naso. Per i neonati, in commercio sono disponibili degli appositi aspiratori nasali.

Attenzione ai vasocostrittori

I vasocostrittori locali consentono di fermare il naso che cola. Possono apparire molto efficaci, ma, in caso di uso prolungato e ripetuto hanno lo svantaggio di provocare riniti croniche. Il rischio è di essere condannati a soffiarsi il naso per tutto l’anno. Meglio quindi farne a meno.

Tuttavia, esistono molti sciroppi e pastiglie che associano decongestionante, antistaminico e antipiretico.

Questi prodotti possono provocare effetti indesiderati, sonnolenza in particolare, per cui è preferibile riservarli ai casi più fastidiosi.

Recarsi dal medico se la febbre persiste

La maggior parte delle volte basta armarsi di pazienza e aspettare che il raffreddore passi, cosa che accade piuttosto facilmente. Possono sorgere però alcune complicazioni, soprattutto nei bambini.

Spesso si tratta di otiti o bronchiti. Se la febbre nel bambino persiste, o se ricompare dopo tre o quattro giorni, è indispensabile consultare il medico per ricercare una di queste complicazioni e curarla.

In alcuni bambini i raffreddori si ripetono ogni mese, accompagnati da otiti o altre complicazioni. In questi casi, a volte può essere utile togliere le adenoidi, quelle piccole formazioni linfoidi, situate dietro alle cavità nasali, che partecipano all’elaborazione delle difese immunitarie.

In effetti, a contatto con agenti contagiosi, le adenoidi diventano ipertrofiche e possono costituire il punto di partenza delle infezioni. Occorre tuttavia sapere che queste ultime regrediscono a partire dai cinque/sei anni di età, e, nello stesso tempo si diradano anche i contagi.

Dott.ssa Chantal Guéniot

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12/03/2013

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