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Come limitare il contagio del raffreddore nei neonati?

Il raffreddore è una malattia infettiva respiratoria di origine virale molto contagiosa. Di solito arriva in autunno e inverno e si propaga per epidemia. L’allattamento al seno materno, fornendo anticorpi ai bambini, li protegge temporaneamente dal raffreddore ma non al 100%.

Raffreddore: evita il contagio
© Getty Images

Il susseguirsi dei raffreddori costituisce una malattia dell’“adattamento”. Quando il neonato o il bambino inizia a “socializzare”, diventa immune contro i virus respiratori. Questo può avvenire molto presto, all’asilo nido o al giardino d’infanzia, oppure più tardi, quando entra alla scuola materna. Presto o tardi non vi può sfuggire, ma è meglio evitare che avvenga troppo presto.

Come si trasmette il raffreddore?

La trasmissione può avvenire per via aerea respirando minuscole goccioline di acqua contenente il virus. Queste goccioline contaminate possono essere proiettate nell’aria circostante da una persona raffreddata che tossisce, starnutisce o espettora senza proteggersi la bocca.

La trasmissione può avvenire anche per contatto diretto, toccando un oggetto bagnato dal virus o da una persona raffreddata.

Il piccolo vive in spazi collettivi

La vita nella collettività, all’asilo nido o al giardino d’infanzia, moltiplica i contatti tra i bambini e favorisce la diffusione dei raffreddori: i bambini si leccano, si scambiano il ciuccio, masticano i giocattoli che condividono…

I genitori sono spesso turbati dai continui raffreddori del loro piccolo che passa molto tempo in spazi in comune con altri bambini. Ma, ricorda il dott. Briac Thierry, medico otorinolaringoiatra all’ospedale Trousseau (Francia), “l’unica misura in grado di mettere un bambino al riparo dai raffreddori a ripetizione ed evitare così che si ammali spesso, sarebbe trovare un’alternativa e toglierlo dall’asilo nido. Più facile a dirsi che a farsi…”.

Rispettare alcune norme igieniche limita la diffusione del raffreddore

Alcuni gesti semplici ed efficaci, sempre attuali. Approfondimento sulle buone pratiche da adottare e da insegnare ai nostri figli:

• Lavarsi le mani

Lavarsi le mani più volte al giorno, soprattutto quando si è raffreddati e prima di occuparsi di un bambino. Lavare le mani con del sapone, strofinando i palmi uno contro l’altro, tra le dita e sul dorso prima di asciugarle con un asciugamano o all’aria aperta. Semplice ed efficace

• Tosse e starnuti? Meglio mettere l’incavo del gomito davanti alla bocca e non più la mano

Ognuno di noi ha imparato che, se si tossisce o starnutisce, è opportuno mettere la mano davanti alla bocca e lavarle “non appena possibile”.

Dopo le ultime epidemie di influenza negli ospedali, le indicazioni sono cambiate. Adesso bisogna imparare a mettere l’incavo del gomito davanti alla bocca! Questo limita la diffusione aerea ma anche la diffusione per contatto: in questo modo le mani non vengono contaminate dal virus.

• Rispettare le distanze

• Evitare di avvicinarsi a meno di un metro di distanza a un bambino quando si ha il raffreddore riduce il rischio di contagio. Terremo perciò i bambini a debita distanza dalle persone influenzate, che si tratti di adulti, bambini, fratelli, sorelle o altri bebè

• Analogamente, si eviterà di portare un bambino in luoghi pubblici molto frequentati o in spazi chiusi (trasporti in comune affollati, bagni di folla…)

• Disfarsi del materiale usa e getta dopo l’utilizzo: fazzolettini di carta, mascherine

• Se si è raffreddati e ci si deve occupare di un neonato o comunque di un poppante, è preferibile indossare una mascherina. Lavarsi le mani prima di prenderla evita di depositare microbi e spruzzarli poi verso il piccolo

• Non appena si bagna gettare la mascherina e non riutilizzarla

• Dopo essersi soffiati il naso gettare nella spazzatura i fazzolettini di carta monouso

• La parola d’ordine è: igiene

• Lavare i giocattoli e fare attenzione a non far condividere il ciuccio o i cucchiaini dei bebè quando sono malati

• Preferire l'aria pura: “Arieggiare la camera del bambino tutti i giorni, tenerlo lontano dall’inquinamento atmosferico e non esporlo al fumo passivo sono consigli regolarmente proposti perché possono aiutare i più piccoli a resistere contro la diffusione dei raffreddori. Di certo una cosa più facile a dirsi che a farsi quando si abita in una grande città”, fa notare il dott. Briac Thierry.

Dott.ssa Sophie Parienté

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12/03/2013

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