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Come togliere il ciuccio?

Togliere il ciuccio: come aiutare il tuo piccolo a non usare più il ciuccio? Prima o poi tutti i genitori devono rispondere alla domanda: quand’è che bisogna smettere di ricorrere al ciuccio? I bambini se ne liberano da soli? Quali metodi utilizzare per riuscirci senza provocare crisi? Tutte le risposte con il Prof. Jousselme, primario del servizio di psichiatria del bambino e dell’adolescente presso la Fondation Vallée (Gentilly, Francia).

Togliere il ciuccio
© Getty Images

Alcuni genitori semplicemente, a un certo punto, lo buttano via. Altri lo nascondono e lo tirano fuori se il bambino piange troppo, altri ancora glielo lasciano usare, anche se la cosa li preoccupa. Difficile, insomma, capire in che modo aiutare il proprio bambino a crescere senza ciuccio. Ecco quattro consigli da seguire affinché questo momento di passaggio avvenga in tutta dolcezza.

1- Sdrammatizzare

Se il bambino sta bene, non sarà dipendente dal ciuccio. Questo lo aiuta ad addormentarsi o a consolarsi per un grande dispiacere, come farebbe un peluche. Alcuni bambini, infatti, sono “succhiatori” e hanno bisogno del ciuccio per sentirsi rassicurati. Da sempre i piccoli succhiano pezzi di stoffa, peluche, le loro dita, oppure restano attaccati al seno della madre! È inutile quindi angosciarti perché il tuo bambino potrebbe accorgersene e questo diventerebbe un’altra preoccupazione! I casi problematici riguardano i bambini incapaci di fare a meno del ciuccio almeno per un’ora. Le cause possibili sono due: o è stato proposto loro in maniera sistematica senza provare prima a rispondere in altro modo ai loro bisogni (cullandoli, cantando loro una canzoncina, coccolandoli, facendoli giocare), oppure è servito da supporto durante i dolori importanti dopo la nascita.

2- Aspettare il momento buono

Contrariamente all’apprendimento della pulizia che deve essergli inculcato prima di andare all’asilo, non vi è una data limite per togliere il ciuccio. Alcuni bambini non lo vogliono più dopo qualche mese. Altri lo abbandonano spontaneamente intorno ai due anni. In ogni caso, l’uso del ciuccio non deve essere un ostacolo sociale, il suo utilizzo deve cioè essere ragionevole e non interferire né con l’acquisizione del linguaggio, né con il rapporto con gli altri. Pertanto, non appena ti accorgi che il tuo bambino è pronto, puoi iniziare a dirgli di smettere. A tre, quattro o cinque anni, sta a te determinarlo in funzione dell’evoluzione del piccolo. Per sapere se è il momento giusto, stai attenta agli eventi importanti che possono rendere il bambino fragile. L’arrivo di un fratellino o di una sorellina, l’inizio dell’asilo nido, un trasloco, un cambio di tata, sono spesso prove difficili da attraversare per il bambino e non è quindi il caso di togliergli il ciuccio.

3- Suggerire una pausa

Viceversa, alcuni eventi possono invece essere propizi a questo cambiamento: Natale (“Potresti regalarlo a Babbo Natale!”), l’ingresso alla scuola materna (“Ora che sei grande, non hai più bisogno del ciuccio, no?”), la convalescenza da una malattia come la varicella che ha impedito al piccolo malato di succhiare (“Hai visto, hai fatto a meno del ciuccio per molti giorni!”), un appuntamento dal dentista… Ognuno troverà la frase giusta per suggerire l’idea al proprio bambino e fargli venire voglia di superare questa tappa. È una questione di “tecnica familiare”… Qualche suggerimento: “A proposito, ti serve ancora il ciuccio?”; “Guarda, il tuo amico riesce a dormire senza!”; “Toh, nel tuo cartone animato preferito, nessuno ha il ciuccio!”; “E se provassi a farne a meno per il pisolino?”; “Lo sistemiamo nell’armadio e se ce n’è bisogno lo tiriamo fuori, va bene?”…

4- Evitare i metodi radicali

Buttare il ciuccio nella spazzatura, nasconderlo, dichiarare “Da domani niente più ciuccio” si rivelano essere tecniche troppo brutali per i bambini. Fare a meno di questo oggetto transizionale, questa “estensione di se stessi”, rappresenta una difficoltà vera e propria e non puoi negarla utilizzando un metodo così drastico. Questo provocherebbe solo l’effetto contrario a quello desiderato.

Lucie Emile

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04/01/2013

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