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Pollice o ciuccio: l'importante è smettere prima dei 3 anni

Meglio il pollice o il ciuccio? A questa domanda che si pongono migliaia di genitori, ortodontisti e pediatri rispondono che la cosa più importante è fare in modo che il bambino smetta il prima possibile, al più tardi intorno ai 3 - 4 anni.

Il pollice o il ciuccio?
© Getty Images

"Pollice e ciuccio hanno entrambi ripercussioni sui denti, sulle mascelle e sul sonno del bambino; e più la suzione si protrae oltre i 3 o 4 anni, più le conseguenze saranno importanti", sottolinea la Dr.ssa Edith Lejoyeux, membro della Federazione francese di ortodonzia (FFP, Fédération française d'orthodontie), che ha avviato una campagna di sensibilizzazione rivolta all'opinione pubblica.

Infatti, l'uso del ciuccio è diventato un fatto di costume, incoraggiato dai produttori che competono in ingegnosità per proporre ciucci su misura in funzione dell'età e del sesso, proponendo addirittura succhiotti "fisiologici" o "ortodontici", due appellativi che gli ortodontisti definiscono "commerciali".

Nella maggior parte dei paesi occidentali, il ciuccio, comparso negli anni '60, ha ampiamente sostituito il pollice della prima infanzia: il 75% dei bambini dell'Europa occidentale ne possiede almeno uno. Secondo i dati di uno studio, in Francia il pollice viene utilizzato solo dal 13% dei bambini che ha bisogno di succhiare, contro l'80% che usa il ciuccio e il 7% un doudou (oggetto transizionale).

"La suzione è un bisogno naturale del neonato, un riflesso legato alla sopravvivenza della specie e il suo interesse, indipendentemente che sia associato o meno a un'esigenza nutritiva, consiste nel dare piacere, rilassare; il ciuccio permette anche di calmare i pianti e favorisce l'addormentamento", spiega il Dr. Jérôme Valleteau de Mouillac, pediatra a Parigi.

Questo interesse per il ciuccio scompare gradualmente dai 10 mesi, età a partire dalla quale secondo lo specialista è possibile intervenire per evitare che il pollice, ma soprattutto il ciuccio, non finisca per diventare una "dipendenza".

Il pediatra diffida del ciuccio (chiamato in inglese "pacifier", pacificatore, appunto) perché a differenza del pollice - di rado utilizzato da un neonato prima dei 3 mesi di età - è un "oggetto transizionale scelto e addirittura imposto dai genitori", che lo utilizzano per calmare i pianti del neonato, mentre secondo l'esperto "sarebbe in primo luogo necessario interpretare questi pianti". Spesso i genitori lo utilizzano anche "per rassicurare se stessi", soprattutto quando lasciano il piccolo al nido.

Non trattare duramente il bambino

Per gli ortodontisti, le conseguenze iniziano a essere visibili a partire dai 4 anni, anche se possono essere ancora reversibili fino a 6 anni. "È a partire dai 4 anni che si possono osservare gli effetti deleteri del ciuccio sulla posizione dei denti, delle mascelle, ma anche sulla deglutizione o il linguaggio", spiega il Dr. Jean-Baptiste Kerbrat, ortodontista di Rouen. Aggiunge anche che il pollice, così come il ciuccio, inducono a respirare dalla bocca, "causando un restringimento del palato e disfunzionamento dei mascellari, ma anche disturbi del sonno e problemi otorinolaringoiatrici (orecchie, naso, gola)". Secondo uno studio condotto alla scuola materna, "le deformazioni più importanti sarebbero causate dal ciuccio, perché viene utilizzato più a lungo rispetto al pollice", precisa l'ortodontista.

Il Dr. Lejoyeux osserva che "non tutti i bambini sono uguali rispetto al pollice o al ciuccio", taluni infatti non sviluppano "alcuna anomalia", anche dopo aver succhiato il pollice o il ciuccio per anni. Per tutti gli altri esistono trattamenti efficaci (dispositivi per allargare la mascella superiore, apparecchio ortodontico mobile per curare lo spostamento della mascella inferiore), ma che spesso si protraggono a lungo nel tempo.

Per aiutare i bambini a smettere non bisogna trattarli bruscamente e scegliere il "momento giusto" (compleanno, trasloco, inizio della scuola materna), consiglia la Dr.ssa Frédérique Aloé-Tavernier. La specialista suggerisce soprattutto di non far sparire il ciuccio dalla cameretta del bambino ma di ritualizzarne l'interruzione con una festicciola.

AFP/Relaxnews

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09/10/2014
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