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Il modo giusto di dare il ciuccio

Il riflesso della suzione è certamente uno dei più importanti riflessi naturali del neonato. Alla sua presenza è legata la possibilità di alimentarsi e, di conseguenza, la sopravvivenza e la crescita. Non a caso uno dei più frequenti sintomi di una grave malattia del neonato o del lattante è rappresentato dalla diminuzione o dalla scomparsa di questo riflesso. Consentendogli di soddisfare la sgradevole sensazione della fame, l'atto di succhiare infonde al bambino un senso di tranquillità e sicurezza, di conseguenza gli procura una sensazione piacevole.

Il modo giusto: dare il ciuccio
© Getty Images

Durante la giornata ogni bambino ha bisogno di esercitare l'atto della suzione per un certo periodo di tempo, variabile da soggetto a soggetto. Per questo motivo, al di fuori della poppata, è facile osservare alcuni bambini mentre compiono movimen- ti e atti di suzione "a vuoto", perfino durante il sonno, talvolta accompagnati da un curioso e divertente rumore di schiocco.
Molti piccoli riescono a soddisfare il proprio bisogno di suzione nel tempo che dedicano alla loro alimentazione. In genere le poppate al seno, che durano più a lungo e spesso richiedono un maggior sforzo di suzione, sono sufficienti a placare questa esigenza. Altri bambini (e più facilmente quelli allattati artificialmente) non riescono a soddisfare questo loro bisogno durante l'alimentazione: non sempre dunque hanno fame, semplicemente provano piacere a succhiare. La brevità della poppata (15-20 minuti) non è sufficiente a soddisfare il desiderio di suzione, per cui ne deriva una maggior necessità di succhiare. In questo caso si può tentare di allungare il tempo della poppata, riducendo il flusso di latte attraverso la tettarella. Ma in genere questo accorgimento si rivela inutile, rischiando inoltre di modificare modalità di alimentazione ormai acquisite, che possono portare al rifiuto del pasto con conseguenze negative sull'equilibrio psicofisico del piccolo. Altre volte, pur dopo poppate prolungate, abbondanti e sicuramente sufficienti dal punto di vista nutritivo, i bambini dimostrano di non essere soddisfatti e tranquilli. L'ulteriore offerta del seno e/o del biberon viene rifiutata, il rituale del ruttino è stato eseguito correttamente e allora la madre comincia a chiedersi il perché di questo comportamento. In realtà il bambino ha ancora voglia, diciamo meglio ha ancora "bisogno", di succhiare. A questo punto ogni soluzione va bene. Se non gli viene offerto il succhiotto, il bambino ripiegherà sulla suzione del pollice o di qualche altro dito, dell'angolo della federa, del lenzuolino, del bavaglino o dell'appendice di un pupazzetto ecc. È divertente osservare come alcuni genitori molte volte ingaggino una vera e propria battaglia con
il bambino per cercare di togliergli dalla bocca gli oggetti di stoffa nel timore che possano soffocarlo. Battaglia persa perché, una volta fatta una scelta, il bambino continuerà con quella.
Offrire il succhiotto a questi bambini è giusto, ma, a mio giudizio, è ancora più giusto (e anche naturale) lasciare che si succhino il pollice. Non vi è immagine più dolce e poetica di quella di un bambino che succhia il suo pollice. Tra l'altro è anche indice di una precoce capacità di autogestione dei propri comportamenti.

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04/02/2014

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