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La fimosi nel bambino

È anche questo un problema solo per i maschi. La fimosi è caratterizzata dall'impossibilità di scoprire completamente il glande (la parte anteriore del pene) a causa dell'abbondanza del tessuto del prepuzio che lo ricopre e, restringendosi, lo chiude.

La fimosi
© Getty Images

La maggior parte dei bambini, alla nascita ha "il pisello chiuso" perché il prepuzio sovrabbondante non riesce a scorrere e quindi rimane adeso al glande rivestendolo completamente. Questa situazione che rientra nella normalità alla nascita, richiede successivamente di essere modificata. Il glande deve poter essere scoperto per due motivazioni, una igienica, legata all'impossibilità di lavare la parte, l'altra per la futura funzione sessuale, legata alla difficoltà di scorrimento del prepuzio. Alcune religioni, o anche abitudini, prevalentemente anglosassoni, prevedono la circoncisione in epoca neonatale, un'operazione che consiste nel tagliare e asportare la parte terminale del prepuzio, consentendo al glande di essere sempre scoperto.
Per quanto riguarda la realtà italiana, in cui non si pratica di routine la circoncisione ai neonati, si può raggiungere lo stesso obiettivo, cioè la scopertura del glande, con semplici e delicate manovre, sempre compito del medico.

Come si deve procedere?

Intorno al 3° mese di vita del bambino il medico deve iniziare a scollare delicatamente il prepuzio, usando una pomata anestetica e preparando la parte con l'applicazione preventiva, per circa un mese, di una pomata o un unguento al cortisone. La manovra deve essere delicata, non violenta e soprattutto non totale, non bisogna cioè scoprire al primo colpo tutto il glande, a meno che la fimosi sia molto modesta. Fatto il primo scollamento, il medico ha bisogno della collaborazione della mamma che deve ripetere tutti i giorni l'operazione. Deve cioè tirare giù la pellicina fino al punto in cui è arrivato il medico e lavare la parte scoperta con acqua e sapone. Non deve forzare ulteriormente! Se non si forza, il bambino non prova nessun dolore. In realtà questo rito di apertura va iniziato non il giorno dopo lo scollamento fatto dal medico, ma due giorni dopo. Deve essere praticato tutti i giorni, per motivi igienici ed anche perché si corre il rischio che il prepuzio ritorni ad aderire.
Qualche volta nelle ore immediatamente successive alla prima "operazione",
improvvisamente, il bambino si mette a piangere, ciò è dovuto al fatto che quando fa la pipì, sente bruciore. Il pianto è però di breve durata. Rarissimamente si può avere un arrossamento e un gonfiore della parte interessata, che passa con piccoli impacchi freddi e l'applicazione di una pomata cortison-antibiotica. In questo caso è però necessario consultare il medico. A una successiva visita di controllo se il glande non si scopre completamente, il medico procederà a un ulteriore scollamento. La mamma dovrà poi continuare le sue manovre giornaliere di apertura e lavaggio. In genere in tre volte si riesce a scoprire completamente il glande. Quando è completamente aperto sarà facile eseguire un corretto lavaggio.

Qualche volta sotto la pelle del prepuzio non ancora aperto è possibile vedere in trasparenza delle macchie biancastre. Si tratta di un normale accumulo di secrezioni bianche che fuoriescono alla successiva apertura. È importante iniziare questa operazione piuttosto precocemente (come si è detto intorno al 3° mese) in modo da concludere il tutto intorno ai 7-8 mesi, prima cioè che il bambino cominci a rendersi conto di cosa gli stia succedendo e quindi ne rimanga traumatizzato e non voglia più farsi toccare (e quindi lavare).

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04/05/2010
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