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La regolamentazione della pubblicità per bambini

Sui canali tematici dedicati ai cartoni animati, i nostri figli vengono sottoposti ad un vero e proprio assalto pubblicitario tra un cartone e l'altro. Non è facile per un genitore riuscire a spiegare ad un bambino che non sempre quello che viene proposto durante gli spot corrisponde al prodotto reale.

Pubblicità e bambini
© Getty Images

Esistono delle norme molto rigide in materia di pubblicità, sopratutto per quanto riguarda quelle rivolte ad un pubblico di minori. Spesso però le aziende che commissionano gli spot preferiscono correre il rischio di incorrere in una sanzione economica, offrendo una pubblicità ingannevole, pur di conquistare una fetta maggiore di acquirenti.

Qualche cenno sulla pubblicità

La legge italiana stabilisce che possa essere definita pubblicità “.. qualsiasi forma di messaggio che sia diffuso, in qualsiasi modo, nell'esercizio di una attività commerciale, industriale, artigianale o professionale allo scopo di promuovere la vendita di beni mobili o immobili ..”

Non soltanto gli spot televisivi quindi, ma anche i cartelloni per le strade, le pagine di giornale ed i volantini dei negozi di giocattoli sono considerati pubblicità. La legge prevede che la pubblicità possa essere comparativa, ovvero mettare a confronto tra loro diversi prodotti simili differenziandoli per prezzo o qualità. Non è invece consentita alcuna forma di pubblicità ingannevole, vale a dire tutte quelle pubblicità che possano indurre in errore le persone alle quali è rivolta. E' severamente vietata anche la pubblicità subliminale, quella che non propone direttamente un prodotto ma che ne promuove l'acquisto in maniera non esplicita.

La pubblicità ingannevole negli spot per bambini

Le pubblicità rivolte ad un pubblico di minori sono definite ingannevoli in diversi casi, in particolare quando:

  • riportano dati non conformi alla realtà
  • mettono in pericolo la salute e la sicurezza dei consumatori
  • omettono informazioni importanti sul prodotto
  • abusano della maggior fiducia ed inconsapevolezza dei bambini
  • lanciano un messaggio ambiguo
  • hanno contenuti razzisti o classisti
  • contengono riferimenti sessuali o comunque non adatti ai bambini
  • utilizzano attori bambini per innescare sentimenti e compassione nello spettatore adulto o adolescente

Facciamo qualche esempio per comprendere meglio. In passato il garante per la pubblicità ha ordinato il ritiro di alcuni spot e messaggi pubblicitari ritenuti, dopo alcune segnalazioni, ingannevoli per i bambini.

Un'azienda alimentare, nel pubblicizzare le sue merendine, le definiva sicure per l'alimentazione dei bambini. Il garante ha però scoperto, analizzando il contenuto del prodotto, che al suo interno si trovavano grassi, conservanti ed una piccola percentuale di alcool. Tutto questo ha reso ingannevole la pubblicità e l'azienda è stata obbligata al ritiro dello spot. Un altro caso è quello dei prodotti cosiddetti “senza calorie” che, pur avendone poche, non possono affermare che non ne contengano affatto.

Un tipo diverso di pubblicità ingannevole è quella che fa leva sulle insicurezze dei bambini. Ad esempio, una ditta di abbigliamento venne multata dal garante perché uno dei suoi spot recitava “Chi non veste xxxxx, non è alla moda”. Ogni messaggio che presupponga una non adeguatezza dei bambini che non posseggono il prodotto rispetto a quelli che lo hanno è considerato lesivo nei confronti del bambino e dei genitori e quindi severamente vietato.

Come difendersi dalla pubblicità per bambini ingannevole

Benché il Garante cerchi di vigilare su tutta la pubblicità, spesso alcuni spot ingannevoli riescono comunque ad arrivare in televisione. Anche per questo motivo sarebbe opportuno non lasciare mai i bambini soli davanti allo schermo.

Il genitore ha il dovere di vigilare sulle tipologie di messaggio proposte dagli spot pubblicitari ed ha il diritto di chiedere il ritiro di un determinato spot, se considerato non adatto ad un pubblico di bambini. Effettuare una segnalazione al Garante è molto semplice, è sufficiente inviare una richiesta di controllo online sul sito della AGCM (Autorità Garante della concorrenza e del mercato) oppure in formato cartaceo all'indirizzo:

Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato
Piazza Verdi, 6/a
00198 Roma

E' obbligatorio riportare le proprie generalità e, se possibile, una copia della pubblicità in discussione (per gli spot televisivi basterà una fotografia del televisore al momento della pubblicità). Il Garante ha 90 giorni di tempo per prendere in considerazione la segnalazione ed adottare gli eventuali provvedimenti e le sanzioni del caso.

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31/05/2013

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