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Quando imporre la disciplina

Come imporre la disciplina ai bambini?
© Getty Images

Verso i 9-10 mesi, il bambino prende coscienza del proprio corpo e acquisisce una maggiore autonomia: si sposta da solo, strisciando o a gattoni, si attacca ai mobili e afferra tutto ciò che si trova alla sua portata… Per garantire la sua sicurezza ma anche la tua tranquillità, si impone la necessità di fissare dei limiti: quali sono i più importanti e come farsi ascoltare? 

"A nove mesi, e più in genere prima dei due o tre anni di età, il bambino capisce il "no" ma il suo bisogno di sperimentare domina, spiega Laurence Rameau1, puericoltrice ed ex direttrice di asili. Può ripetere venti volte lo stesso gesto per osservarne gli effetti, da qui la necessità di reiterare il divieto".

Disciplina per il bambino: quali limiti fissare?

Secondo Laurence Rameau è illusorio sperare di far rispettare delle regole ai più piccoli, ma ciò non deve impedire ai genitori di fissare dei limiti: "Qualunque sia l’età del bambino, e anche se non capisce, è necessario fermarlo sistematicamente se si fa male volontariamente, se fa male a un altro essere vivente o se sta distruggendo qualcosa. Per il resto, tutto dipende dalla pazienza e dal tempo che i genitori possono dedicare alla sua educazione".

Esistono altri comportamenti, infatti, che possono porre dei problemi, come ad esempio la scoperta delle scale, che rappresenta un pericolo reale, ma che puoi gestire, l’abitudine di strappare i fumetti o di lanciare il purè, o gli strilli alla cassa del supermercato, particolarmente insopportabili… Puoi dire "no" ma non avrai mai la certezza di essere ascoltato.

Regole per bambini: come farle rispettare?

Se proprio non volete che il bambino si appropri di un oggetto o tenti un esercizio pericoloso, la soluzione più sicura consiste nel prevenire il suo comportamento evitando ogni tentazione. Nascondi o metti al di fuori della sua portata gli oggetti fragili (in un armadio o in alto) e impedisci l’accesso agli spazi che rappresentano un pericolo in caso tu non sia accanto al bambino (porta chiusa, barriera…).

Se decidi di dirgli "no", assicurati che tutte le persone che si occupano del bambino facciano lo stesso, e armati di pazienza. Laurence Rameau consiglia: "Pronuncia il tuo "no" con un tono calmo ma fermo, conservando lo stesso atteggiamento ogni volta che il bambino ripete il suo gesto. Non devi né cedere né arrabbiarti, con il rischio di rimettere tutto in discussione. " Per restare coerente, è quindi meglio concentrarsi su alcune regole essenziali (non giocare con il cibo, non salire sul tavolo…), senza dimenticare di esprimere il tuo apprezzamento quando vengono applicate.

La necessità aguzza l’ingegno …

In certe circostanze, soprattutto da amici o nei luoghi pubblici, può rendersi necessario intervenire su un comportamento fastidioso senza avere il tempo di fissare un vero e proprio divieto. Per mantenere la calma ed evitare un’imbarazzante crisi di pianto, Laurence Rameau suggerisce di utilizzare un diversivo: "A volte basta proporre al bambino un’alternativa che soddisfi il suo bisogno momentaneo": una borsa piena di oggetti da svuotare, vecchie riviste da strappare… Dai pure libero sfogo alla fantasia e ricorda che tutto ciò che un bambino ha già provato, avrà meno voglia di farlo più tardi!

Audrey Plessis

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07/02/2013
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