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Gli " spasmi affettivi "

Gli
© Jupiter

"Il mio bambino quando si arrabbia e piange forte diventa cianotico e sembra avere le convulsioni". Accade spesso che una mamma allarmata mi illustri questo comportamento del suo bambino. Le spiego che alcuni bambini, quasi sempre nel primo triennio di vita, quando provano un piccolo dolore fisico o quando vengono contrariati, tengono il fiato, o meglio trattengono il respiro. Si verifica uno stato di apnea, ossia un arresto temporaneo e volontario del respiro. Per alcuni secondi (a volte anche più di un minuto) il sangue non riceve più il normale apporto di ossigeno, e il bambino tende a diventare cianotico, ossia violaceo, specie intorno alle labbra. Se il cervello, protraendosi l'apnea, non riceve più una quantità sufficiente di ossigeno, il bambino può addirittura perdere conoscenza, può irrigidirsi o presentare qualche scossa agli arti, quasi come se fosse in preda ad una crisi convulsiva (ma non si tratta assolutamente di convulsioni!). Questa pseudo-crisi costituisce lo spasmo affettivo, che si risolve sempre spontaneamente e non comporta nessun pericolo e nessun rischio per il bambino, tanto meno di insorgenza di epilessia. Gli spasmi affettivi sono abbastanza frequenti, circa il 5% dei bambini fra i 6 mesi e i 18 mesi (a volte durano anche 2 o 3 anni) li possono presentare. Essi si verificano in bambini costituzionalmente predisposti, ma soprattutto inseriti in situazioni ambientali non ideali.

Il bambino, vivendo in un ambiente non sereno conseguente a una conflittualità intrafamiliare o a un'insicurezza materna (mamme troppo ansiose, insicure, emotive, forse dal punto di vista psicologico non ancora sufficientemente adeguate per il loro ruolo), non riesce ad acquisire la capacità di tollerare le frustrazioni e reagisce a ogni contrarietà con un'eccessiva aggressività rivolta però verso se stesso. Questi spasmi diventano poi quasi un ricatto, perché genitori e nonni, pur di evitarli, sono pronti a soddisfare qualunque assurda richiesta del piccolo, senza avere la forza di imporgli nessuna regola. Si crea così un circolo vizioso che aggrava ulteriormente la situazione.
Soltanto il pediatra lo può spezzare, rassicurando i genitori sul fatto che queste crisi sono assolutamente innocue e aiutandoli a comprendere il bambino nonché a educarlo.
Di fronte a un bambino che presenta lo spasmo affettivo non bisogna fare nulla; lasciare che si calmi, quasi disinteressandosi del suo stato. Più è circondato dalla concitazione di genitori o nonni e più si compiace di esibire il suo "spasmo affettivo".

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04/05/2010

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