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Il disordine creativo

Spesso si pensa che la definizione “disordine creativo” sia stata inventata dai nemici dell'ordine per giustificare la loro incapacità a mantenere la casa, la camera, l'auto o la scrivania dell'ufficio in condizioni dignitose. Finalmente anche la scienza ha definitivamente sancito l'esistenza del disordine creativo, rivelandone soprattutto gli aspetti positivi ed i benefici che questa “tecnica” apporta all'individuo sin dalla più tenera età.

Il disordine creativo dei bambini
© Getty Images

Il disordine creativo nei bambini

La maggior parte dei bambini è, per natura, disordinata. Sono poche le persone che sin da subito manifestano una certa inquadratura mentale anche negli aspetti pratici della vita. Non è sempre facile avere a che fare con un figlio disordinato: la continua lotta per riuscire a mantenere pulita per almeno qualche ora la casa impegna quotidianamente migliaia di mamme e papà sull'orlo della disperazione. Non temete cari genitori, dietro al disordine creativo dei vostri figli non si nasconde un complotto ordito per farvi impazzire ma un semplice impulso alla conoscenza ed all'affermazione del proprio io.

Il disordine creativo nella prima infanzia

E' sbagliato pensare di poter applicare il concetto di disordine creativo soltanto ai bambini più grandi. Secondo una ricerca dell'Università dell'Iowa infatti, i bambini utilizzerebbero il disordine per imparare. Un discreto numero di bambini dai 14 ai 16 mesi è stato sottoposto ad alcuni test per verificare quando il poter manifestare pienamente la propria creatività potesse influire sui loro processi mentali.

Il risultato è stato a dir poco sorprendente: i bambini a cui è stato permesso di giocare con il cibo, di manipolarlo e lanciarlo in ogni direzione, hanno imparato a riconoscere gli alimenti ed i loro nomi senza difficoltà. Gli altri, al contrario, spesso confondevano l'alimento con lo strumento con cui veniva loro proposto. Non avevano ad esempio ben chiaro se “purea di mela” fosse il nome del cibo, del cucchiaio o della ciotola.

In conclusione, concedere ogni tanto ad un bambino di pasticciare con il cibo e gli oggetti è un valido sistema per aiutarlo a comprendere meglio il mondo che lo circonda.

Il disordine creativo in cameretta

Ecco arrivare le note dolenti. Quante volte nell'arco della giornata dovete ripetere la frase: "Rimetti a posto la tua stanza?" Pare che queste parole rientrino nella classifica delle frasi più pronunciate dai genitori, dai primi anni del bambino fino all'adolescenza (a volte anche oltre).

In realtà anche questa tipologia di disordine creativo ha origini molto profonde. Una ricerca americana ha cercato di capire fino a che punto il disordine creativo potesse influenzare il carattere dei bambini. I ricercatori hanno permesso ai bambini di vivere immersi nel loro disordine creativo, senza che i genitori li obbligassero a riordinare. La maggior parte di loro, trascorso qualche giorno, ha iniziato a rendersi conto di non riuscire più a trovare i giochi nella confusione che si era creata nella stanza. Di loro spontanea iniziativa hanno quindi messo in ordine, sistemando i vari oggetti nel luogo che essi stessi ritenevano opportuno.

Questo test ha dimostrato che i bambini hanno un continuo bisogno di saggiare i propri limiti. Quando iniziano a giocare è come se riuscissero a superare tutti i loro blocchi mentali, aprendo di fatto la strada alla loro natura interiore. E' una potente valvola di sfogo di sentimenti e frustrazioni, che permette loro di affrontare meglio i delicati passaggi della crescita.

Questo processo non deve essere vietato ma semplicemente moderato: i bambini devono arrivare ad una sorta di punto di non ritorno, per poter poi cominciare a prendere coscienza dello spazio e di come debba essere gestito. E' solo a questo punto che dovrebbe subentrare il genitore, aiutando il bambino a gestire lo spazio e gli oggetti secondo un criterio a lui congeniale. Quando uno spazio della casa viene destinato ai bambini, è necessario che possano essere liberi di utilizzarlo a loro piacimento. Non fraintendete, non stiamo dicendo di permettere ai bambini di tenere i propri spazi in cattive condizioni! Semplicemente occorre un po' più di flessibilità, permettendo loro di mettere in disordine senza il timore di dover essere poi sgridati.

Il disordine creativo a scuola

In ambito scolastico ci sono diverse opinioni in merito al disordine creativo. Per alcuni insegnanti si tratta di un istinto naturale del bambino che deve essere assecondato e, solo in un secondo momento, pilotato. Per altri invece è necessario intervenire sin da subito, imponendo ai bambini uno schema di lavoro rigido e preciso. Secondo uno studio dell'Università del Minnesota, il disordine anche in ambito scolastico aiuterebbe a stimolare la creatività e la fantasia dei bambini. Al contrario, ordine e rigidità stimolerebbero di più l'efficienza e la metodicità. Nessuno dei due approcci può quindi dirsi sbagliato ma, in linea di massima, bisognerebbe capire quale sia la strada per cui ciascun bambino è più portato e cercare di assecondarla nei limiti del ragionevole. 

E' importante capire che non necessariamente un bambino disordinato diventerà poi un adulto con problemi a mantenere l'ordine. Si tratta semplicemente di una fase della crescita, che utilizza il disordine creativo come strumento per ampliare le proprie conoscenze e capire meglio se stessi e gli altri. Non dimentichiamoci che alcune tra le più grandi menti della storia dell'uomo appartenevano a persone affette da un notevole disordine creativo. Tanto per citarne alcuni abbiamo Einstein, Galileo, Da Vinci ed, in tempi più recenti, Steve Jobs. 

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20/12/2013

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