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Cosa fare se il bambino si tocca i genitali?

Trattare il tema dei genitali con i bambini è una cosa per cui praticamente nessun genitore è preparato. Spesso si rimandano i discorsi sul sesso al momento in cui i bambini pongono domande o all'adolescenza, per affrontare il tema dei preservativi, ma la verità è che i bambini si rapportano ai propri genitali fin dai primi istanti di vita e noi dobbiamo riuscire a sostenerli nel cammino fin da allora.

Il bambino si tocca i genitali
© Getty Images

I bambini e i loro organi sessuali

Bisogna rendersi conto che quando un bambino nasce tutto per lui è nuovo, non sa nulla di ciò che lo circonda né del suo stesso corpo ed è curiosissimo di scoprire ogni cosa.

Nella primissima infanzia iniziano ad esplorare il proprio corpo, si toccano i piedi, le dita, le orecchie... e anche i genitali. I genitali sono ricchi di terminazioni nervose fin dalla nascita e come ben sappiamo sono molto piacevoli da toccare. Anche il bebè se ne rende conto e ripete l'atto di toccarli o manipolarli.

Maschietti e femminucce lo fanno allo stesso modo, ma bisogna riconoscere che la reazione degli adulti non è la stessa per entrambi i generi. Al pene viene attribuito un valore superiore rispetto alla vulva e gli adulti che vedono il bambino toccare e tirare il "pisellino" si sentono molto meno a disagio rispetto a quando vedono la figlia che si tocca la vulva.

In verità, fin dalla nascita c'è una disparità di trattamento tra gli organi sessuali. Quando nasce un maschietto, non è raro che si facciano commenti sui suoi genitali e che si noti quando è "macho". A nessuno però viene in mente di parlare della vulva della bambina. Sarebbe considerato offensivo, non è vero?

E così nei parchi e negli asili può succedere di vedere dei maschietti con la mano nei pantaloni, ma è molto più raro che questo succeda con le femmine, anche se la curiosità è grande per tutti. Questo perché le bambine sono state riprese da un adulto, che in un qualche momento avrà detto che "non si tocca", che "è sporco e ha un cattivo odore", che " le signorine non si comportano così"... e così la bambina ha smesso di farlo.

"Lì sotto"

Un grande problema è la mancanza di parole per designare i genitali, soprattutto quelli femminili! Per quelli maschili ci sono tanti nomi come pisellino, uccellino, pistolino, ecc, mentre è molto più complicato nominare la vulva, che viene chiamata patatina, cosina o anche il tanto equivoco “buchino”.

Ma si usano nomi diversi per le orecchie, gli occhi o il naso? Perché non li chiamiamo semplicemente pene e vulva, visto che è questo che sono?

Non ci sono parti del corpo che facciamo così fatica a nominare davanti ai bambini e siccome loro se ne rendono conto, si viene a creare un'ulteriore aura di mistero attorno ai genitali. Anche da adulti è difficile parlare di questa parte del corpo, cosa che invece era del tutto normale nella fase della scoperta, quando erano privi di connotazione.

I genitali degli altri

Man mano che crescono e scoprono i propri genitali, i bambini iniziano a osservare anche le persone che li circondano quando ne hanno la possibilità. Vedono il papà o la mamma nella doccia e si chiedono perché sono così diversi tra loro... e anche da loro stessi.

Iniziano così le domande "scomode" che non si vergognano a fare davanti a familiari o sconosciuti. "Perché la mamma ha i peli lì sotto?" "Perché il pisellino di papà è più grande del mio?". Sono domande totalmente prive di malizia, come per tanti altri dubbi che hanno a questa età.

Ma è anche vero che la nostra reazione non è affatto uguale a quella che abbiamo di fronte a qualunque altro tipo di domanda. Spesso ci mettiamo a ridere o magari ci arrabbiamo se il contesto non ci sembra adeguato.

Per i bambini i genitali non sono una parte speciale del corpo, ma siamo noi adulti, con i nostri atteggiamenti, le nostre parole e il nostro linguaggio corporeo, che trasmettiamo loro che i genitali sono un tabù, qualcosa di cui non si parla e non si domanda.

Siamo noi adulti a dare loro l'idea che tutto ciò che passa per quella parte del corpo sia sconveniente, persino le mestruazioni e i rapporti sessuali, e a infondere loro le nostre stesse paure e insicurezze.

La soluzione è disfarci delle nostre paure, sfatare i miti e riconciliarci con i nostri genitali e la nostra sessualità per riuscire finalmente a considerarli parte del nostro corpo e della nostra natura e a trasmettere questi valori ai nostri figli.

Marta Ibáñez

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05/02/2015
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