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Mio figlio morde: come farlo smettere?

Pressoché inevitabile nel bambino, il morso riveste diversi significati, spesso legati all'età. A prescindere dal fatto che venga utilizzato come mezzo di scoperta o di comunicazione, questo comportamento va fermato.

Perché mio figlio morde?
© Getty Images

Puericultrice ed ex-direttrice di asilo nido, Laurence Rameau1 propone diverse soluzioni adatte alle circostanze e all'età del bambino.

Il neonato si serve della bocca per toccare, gustare e scoprire il mondo che lo circonda. Quando gli crescono i primi dentini non riesce ancora a distinguere tra poppare, succhiare o mordere. Quando spinge per fare la cacca morsica tutto ciò che trova per ottenere sollievo.

Verso il primo anno di età il piccolo testa l'effetto dei morsi prodotti dai suoi denti sugli oggetti e sugli esseri umani, per primi i genitori. "Tutti i bambini passano attraverso questa fase, anche se è più o meno evidente", afferma Laurence Rameau. Dopo i due anni il morso funge da mezzo di comunicazione. Il bambino può utilizzarlo per attirare l'attenzione, difendere il suo territorio, ottenere ciò che gli viene negato, manifestare la rabbia o, ancor più sorprendentemente, uno slancio di affetto.

Come reagire ai morsi di tuo figlio?

RICORDA IL DIVIETO

"Mordere fa parte dei divieti fondamentali e, anche se il bambino non lo fa in modo aggressivo, è importante spiegarglielo fin dalla prima volta con un "No" deciso, spingendogli indietro la testa", consiglia Laurence Rameau. Quando il bambino è grandicello, l'ideale è abbassarsi al suo livello facendogli capire bene che non gradisci il suo gesto: ha il diritto di essere triste ma mordere fa male e non vuoi che ricominci a farlo.

PROPONI UN COMPORTAMENTO ALTERNATIVO

Se sai cosa ha scatenato il morso, puoi suggerire piuttosto facilmente un comportamento più adeguato: delle carezze se il bambino vuole manifestare il suo affetto, un modo nuovo per ottenere un oggetto, la sollecitazione di un adulto se è insoddisfatto, il "No", le lacrime o le urla per opporsi o per esprimere la rabbia... Indipendentemente dalla causa del suo comportamento, può essere utile proporgli di mordere un oggetto su cui non rischia di rovinarsi le gengive o i denti. In seguito, è necessario prestare attenzione per evitare che metta in atto il gesto "fatale", stimolando il ricorso ad altri mezzi espressivi.

NON MORDERLO!

È assolutamente sconsigliato mordere chi ci ha inflitto un morso per dimostrargli che fa male. Laurence Rameau spiega: "Sarebbe trasgredire il divieto e lasciare sottintendere che vige la legge del più forte! Non dirgli che è cattivo: il bambino costruisce la sua personalità in funzione dell'immagine di sé che gli si restituisce e questo finirebbe per rinforzare i suoi comportamenti negativi. Spesso il bambino che ha morso è triste per essersi lasciato dominare da una pulsione che non è riuscito a controllare. Prendilo tra le braccia e rassicuralo: dimostragli che gli vuoi sempre bene anche se ti ha morsicato".

I morsi cessano con l'acquisizione del linguaggio. La loro persistenza può essere indice di un malessere profondo la cui causa, se necessario, va ricercata con l'aiuto di professionisti.

Audrey Plessis

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21/01/2013

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