Home  
  
  
    Una nuova vita familiare, come gestirla?
Cerca

Bambini, separazione e divorzio
 
Il tuo nome :
La tua mail * :
Nome del destinatario :
E-mail del destinatario * :
Messaggio :
*campo obbligatorio
Messaggio inviato

Una nuova vita familiare, come gestirla?

L'approccio da tenere con i figli al momento della separazione varia a seconda della loro età. Un bambino più piccolo avrà bisogno di meno tempo per abituarsi alla nuova situazione così come un adolescente. La fascia di età più delicata è quella che va dai 3 ai 12 anni, sopratutto se i figli sono più di uno. Il fratello o la sorella maggiore avranno la tendenza a mettersi al posto del genitore meno presente sconvolgendo ulteriormente l'equilibrio familiare. Occorre intervenire e lasciare che i bambini facciano i figli e non i nuovi genitori. Vediamo insieme, età per età, il metodo migliore per cercare di gestire la nuova vita della famiglia.

Una nuova vita familiare, come gestirla?
© Getty Images

0-3 anni

In questi primi anni di vita i bambini stabiliscono le loro relazioni con gli altri e consolidano la presenza dei genitori nella loro vita.

Il rischio più grande di una separazione è quello che la perdita della quotidianità con uno dei genitori provochi una regressione nei comportamenti del bambino che cercherà in questo modo di ricreare le condizioni familiari in cui viveva prima.

E' consigliabile che il bambino continui a vivere nella casa in cui ha trascorso la sua vita fino a quel momento. Il genitore che si allontanerà deve impegnarsi ad incontrarlo quasi come prima, la cosa migliore sarebbe quella di passare per delle visite quotidianamente, anche solo di un quarto d'ora.

Per bambini così piccoli è sconsigliabile il trasferimento durante il week-end. La notte dovrebbero sempre rientrare a dormire in quella che riconoscono come casa propria.

Nel caso in cui occorra invece una separazione fisica più importante, dovuta magari ad un trasferimento lontano di uno dei genitori, sono fondamentali le telefonate (ancora meglio le video chiamate) ed il genitore che resta con il bambino deve impegnarsi a mostrargli foto o video dell'altro, per mantenerlo come una presenza reale nella vita del piccolo.

3-5 anni

Un bambino in questa fascia d'età si considera spesso una delle cause della separazione e tende a sperare continuamente in un ritorno alla normalità con mamma e papà di nuovo insieme.

La sindrome da abbandono è sempre in agguato e deve essere tenuta sotto controllo perché potrebbe portate depressione, scarsa autostima e grossi problemi di socializzazione.

A questa età possono iniziare a trascorrere una o due notti alla settimana a casa del genitore che si allontana ma non bisogna esagerare, la casa di origine deve restare al momento quella principale.

Anche per loro sarebbe meglio trovare un momento di incontro ogni giorno con il genitore che si allontana per non spezzare il legame creato fino a quel momento.

6-8 anni

Con l'aumentare dell'età del bambino, crescono anche alcune paure più razionali come quelle economiche. E' questa la fascia in cui iniziano ad esprimere i loro sentimenti anche a parole e devono essere incoraggiati a farlo.

I segnali di disagio si manifestano con un cambiamento nel rendimento scolastico, una sostanziale apatia oppure con azioni mirate al ricongiungimento di mamma e papà come finte malattie e problemi ingigantiti.

La maggioranza dei bambini deve mantenere ancora una abitazione principale, sopratutto per il primo periodo dopo la separazione. E' importante che, anche nei giorni in cui si trova presso la seconda casa, possa mantenere i contatti con gli amici ed i compagni di scuola.

9-18 anni

Il problema maggiore in questa età è la tendenza a schierarsi con un genitore piuttosto che con l'altro. Anche il parere degli amici inizia a contare molto e le apparenze diventano fondamentali.

Anche per loro uno dei primi sintomi di disagio è lo scarso rendimento scolastico ed un visibile cambiamento caratteriale con un aumento dell'aggressività o della ricerca delle solitudine.

A questa età è possibile iniziare a pensare ad un affidamento condiviso purché le due abitazioni non siano troppo distanti l'una dall'altra e dalla scuola.

Per i più grandicelli occorre qualche attenzione in più per evitare che inizino a trascorrere il tempo libero cercando appositamente cattive compagnie o sistemi pericolosi (droghe, alcool, bullismo etc.) di evadere dalla quotidianità.

Vacanze estive e festività

Un problema non da poco è quello della gestione delle vacanze scolastiche e delle festività religiose e non.

Per quanto riguarda il periodo estivo, fino ai 7-8 anni sarebbe meglio non separarsi da uno dei genitori per più di una settimana continuativa. Superata  invece questa soglia le vacanze possono essere equamente divise tra le due parti.

Diverso è il discorso per le festività, la maggior parte delle coppie separate opta solitamente per una sorta di turnazione annuale.

Se un anno il Natale viene passato con papà ed il capodanno con mamma, l'anno dopo verrà fatto il contrario.

Se avete delle particolari tradizioni in occasione delle feste è consigliabile mantenerle permettendo ai bambini di passare la vigilia con papà e famiglia ed il giorno successivo con mamma e gli altri nonni.

 

Commenta
06/06/2011

Per saperne di più:


Newsletter

Test consigliato

Ti preoccupi troppo dei tuoi figli?

Test famiglia

Ti preoccupi troppo dei tuoi figli?

Calcola la data del parto